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Tutti gli articoli con tag leoncavallo

Degrado in Galleria Vittorio Emanuele: la parola a un residente

pubblicato da Gabriele Ferraresi

duomo flickr

Per vie traverse, conosco da anni uno dei fortunati - insomma, mica tanto fortunati - che abitano nelle case di via Pellico. Dov’è? In Duomo. A fianco di un hotel a sette stelle. Lì ci sono delle case popolari, ai quali inquilini, lui compreso, è stato dato lo sfratto. In questi giorni poi, dalle pagine del Corriere è esplosa questa polemica, sulla Galleria Vittorio Emanuele, il salotto buono di Milano che sembra Beirut - testuale: andate su questo link al quotidiano di via Solferino - e ho pensato che sarebbe stato carino chiedergli come vede la situazione. Grazie all’atteggiamento benevolo del Comune, ha preferito raccontarci il tutto in forma anonima.

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Leoncavallo, sabato in piazza per Abdul

pubblicato da Chikatetsu


Lo storico Centro Sociale milanese, dopo aver organizzato un presidio ieri sera in memoria di Abdul Guibre, il 19enne originario del Burkina Faso ucciso domenica mattina a Milano, rilancia con una nuova iniziativa antirazzista per sabato. Dove sarà la manifestazione e l’orario preciso ancora non lo sappiamo.

Ieri sono stati lasciati fiori e messaggi d’amicizia sul marciapiede di Via Zuretti, dove Abdul è stato ucciso a bastonate. Alcuni ragazzi hanno anche dipinto su alcuni pannelli dei murales in ricordo dell’amico. Daniele Farina, portavoce del Leoncavallo ha dichiarato all’Ansa:

“Stiamo organizzando una mobilitazione che vuole coinvolgere anche associazioni, societa’ civile e partiti politici perche’ il razzismo e’ diventato un sentimento comune in questa città”

Foto | Flickr

Leoncavallo Vs. Comune, l'accordo è più vicino

pubblicato da Chikatetsu


C’è un piccolo trafiletto su Repubblica di oggi intitolato “Cerimonia per far la pace”, pare che un accordo tra Comune e Centro Sociale Leoncavallo sia più vicino, ovvero dovrebbe svolgersi alla presenza del prefetto una piccola cerimonia (quando non si sa…) in cui i rappresentanti del centro milanese si impegnano ad abiurare la violenza e a regolarizzare la loro situazione.

Per questa seconda parte del ‘giuramento’ pare ci si stia avvicinando ad un accordo Comune-Cabassi (proprietari dello stabile del Leoncavallo)-Centro Sociale. In pratica il Leoncavallo, se tutto va come è stato programmato, potrebbe pagare 120.000 euro l’anno di affitto, un prezzo inferiore a quello di mercato, che però verrebbe compensato dall’intervento del Comune. Il Comune, per pareggiare i conti, concederebbe ai Cabassi un terreno edificabile in zona.

Foto | Flickr

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Vittorio Sgarbi cacciato da Letizia Moratti

pubblicato da Gabriele Ferraresi

Una prece. Da oggi sono onestamente in lutto. E tutto per la faccenda della delibera taroccata dell’altro giorno di cui vi avevamo parlato qui; Letizia Moratti avrebbe “licenziato” Vittorio Sgarbi a causa della mancanza di rispetto mostrata nei confronti della giunta. Mah. Io avrei licenziato la giunta. Ma sono punti di vista.

In realtà, a ripercorrere i rapporti tra i due non si compone proprio un idillio, se non forse all’inizio. Il nostro - e grazie al buon Bareddu che ci ripropone questo pezzo fantastico uscito su Rolling Stone:“Sport estremi:una giornata con Vittorio Sgarbi” - ha sempre avuto qualche divergenza di vedute con il conformismo un pò bigotto della Sindachessa.

Gli esempi li ricorderete di certo anche voi. Dalla mostra “Vade Retro”, alle polemiche a non finire su Witkin e Saudek, passando per i graffiti del Leoncavallo, la mostra sulla street art, il Cenacolo, chi più ne ha più ne metta. Ma in fondo basta poco ad irritare Letizia Moratti. Al di là di questo c’è chi dice che dietro al licenziamento dell’assessore ci siano anche le escandescenze di Anno Zero - che potete rivedervi qui su polisblog - voi che dite? Possibile? Mi mancherà.

Foto: elena torre, Flickr

Leoncavallo nuovo atto: le mamme antifasciste scrivono alla Moratti

pubblicato da Trab

E’ la nuova ingiunzione di sfratto: per lunedì prossimo. La dodicesima. Uno sfratto che molto probabilmente non ci sarà. Dopo la strada intrapresa dallo storico centro sociale per la legalità con al presentazione del bilancio sociale il collettivo ha fatto sapere per mezzo dell’Associazione Mamme Anti fasciste che il Leo è pronto a pagare l’affitto a Cabassi con regolare contratto. La lettera indirizzata alla Moratti chiede il suo impegno personale per regolarizzare la situazione e invita a Letizia a prendere le distanze da quelle che sono concepite come bieche strumentalizzazioni della maggioranza. Quali?

De Corato e il suo pupillo Terzi chiedono in coro che il centro sociale prenda definitivamente le distanze dalla violenza attraverso un atto plateale: affissione di manifesti per tutta la città (ci chiediamo se abusivi o forniti di regolare permesso) e un’assemblea pubblica con le istituzioni. Una parata e le frecce tricolori non sfigurerebbero alla solenne promessa che il Leoncavallo farebbe all’umanità: No alla violenza.

Peccato che il ripudio alla violenza ci sia stato: nero su bianco. Nella lettera alla Moratti le zelanti mamme scrivono:

Il Leoncavallo si è impegnato nella costruzione di un soggetto politico, La Sinistra Europea, di cui ha sottoscritto i documenti fondativi che ha tra le sue caratteristiche peculiari la scelta della non violenza come orizzonte e mezzo della trasformazione sociale

Cosa servirà per convincere la maggioranza? Un discorso a reti unificate di Daniele Farina?

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Il Leoncavallo presenta il bilancio

pubblicato da Chikatetsu

Il Centro Sociale Leoncavallo sta portando avanti ormai da tempo una politica di integrazione nel tessuto sociale. Un tentativo di ingresso in società che per altro lo ha portato anche a conflitti interni nel mondo della sinistra antagonista, con altre realtà occupate e autogestite.

Il passo fatto ieri dallo storico centro sociale milanese però sembra decisivo. Il centro, attraverso il suo storico portavoce Daniele Farina (da tempo deputato), ha presentato il bilancio economico della scorsa stagione. Un gesto che vuole andare nella direzione della legalità. Insomma, un passo alla volta il Leoncavallo vuole essere riconosciuto da Milano ed uscire dall’illegalità.

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Tre giorni di street art al Centro Sociale Leoncavallo

pubblicato da Chikatetsu

Push It Real, ovvero spingere veramente. Il C.S. Leoncavallo ospita da oggi fino a domenica una tre giorni carica di cultura di strada alla quale parteciperanno 61 writers, svariati rapper e sound system hip hop e reggae.

I writer avranno il compito di ridipingere buona parte delle mura del Centro Sociale milanese, che di tanto in tanto cambia vestito. Tra i vari artisti: Airone, Bo130 e Microbo, Bros, Cano, Dem, Ozmo, Rae, Teatro e TvBoy. Tra i rapper citiamo Club Dogo, Kaos One, Dj Delroy, Inoki, Dj Craim e altri ancora.

Le operazioni di writing iniziano oggi pomeriggio alle 14.30, in serata sound system reggae e video sulla cultura hip hop newyorchese anni ‘80. Sabato le porte per il contest rap si aprono intorno alle 22. Qui tutte le info del caso.

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20 Maggio sgombero via Leoncavallo

pubblicato da Goldmund100

L’ennesimo “ricordino” dell’ultima guerra mondiale costringerà gli abitanti di Via Leoncavallo e dintorni ad una domenica di forzato esodo, viene da chiedersi per quante generazioni dovranno ricordarsi delle guerre in corso i popoli che oggi sono sotto i bombardamenti.

Lo scorso 27 aprile, in un cantiere della zona era stato ritrovato un ordigno della seconda guerra mondiale che verrà fatto brillare presso la Cava Ongari-Cerutti. Secondo un’apposita ordinanza disposta dall’Amministrazione comunale, le operazioni di sgombero dell’area, da parte dei cittadini residenti nella zona interessata, inizieranno alle 7.30 del mattino.

Fino alla fine delle operazioni sarà disposta la sospensione di tutte le attività e l’interdizione del traffico pedonale e veicolare nell’area compresa nel raggio di 200 metri dall’ubicazione dell’ordigno. Le operazione saranno dirette dalla Direzione specialistica della Protezione civile del Comune. Duecento agenti della Polizia Municipale e ottantaquattro della Protezione civile presidieranno l’area per tutta la durata dell’intervento per evitare operazioni di “scacallaggio” negli appartamenti abbandonati.

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In vino veritas, i libri si gustano meglio.

pubblicato da margot

Logo Critical Wine_
Per tre giorni, da domani 17 novembre a domenica 19 , appuntamento al Leoncavallo. 40 case editrici (Donzelli, Editori Riuniti,Minimumfax, Bollati Boringhieri, Stampa alternativa, Alet, DeriveApprodi, Edizioni e/o e molte altre) sistemeranno i loro banchettini negli spazi offerti dal centro sociale. Si tratterà della fiera del libro per chi alla fiera del libro vera (a Torino) fatica ad andare e contro “chi ha posizioni di dominio nel mercato librario o chi produce libri di scarsa qualità”.

Agli espositori è stato chiesto di vendere i libri con lo sconto del 30 per cento sul prezzo di copertina. Un motivo che potrebbe allettare non pochi di noi, alle prese con un’economia non propriamente florida, ma desiderosi di cultura.

E per tutti quelli a cui questi appena detti non sembrano ancora buoni motivi per fare un salto al Leonka, ecco la chicca finale. Accanto ai libri ci sarà anche il vino. Messo in mostra da decine di piccole case vinicole, spesso bio, di sicuro “vecchia maniera”. Insomma, un appuntamento da non perdere. Qualche anno fa ho partecipato ad un’evento simile, a Bologna, ed è stato molto interessante. Ci sarà in giro un sacco di gente da tutt’Italia, prodotti buoni e genuini, editori piccoli e dal volto “umano”.

7 euro con calice di degustazione in omaggio, presentazioni di libri, dibattiti e…nessuno sponsor.

17/18/19 Novembre LEONCAVALLO via Watteau 7 - Milano
h11-22 ingresso euro 7

info | info@criticalbook.org | www.criticalbook.org

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Una Fondazione per il Leoncavallo?

pubblicato da Alessandro Condina

Come la Scala, come la Cariplo, come la Fiera di Milano. Anche il Leoncavallo - lo storico centro sociale milanese - avrà una Fondazione, che pagherà regolarmente l’affitto ai proprietari dell’area di via Watteau.

Questo almeno è il progetto dell’assessore alla cultura Vittorio Sgarbi, che punta a regolarizzare il Leonka e salvare i graffiti che decorano la sede, di proprietà della famiglia Cabassi.

Per la settima volta, intanto, è stato rinviato lo sfratto per il centro sociale, con l’accordo dell’altro assessore, Giovanni Terzi.

Ma una Fondazione significherebbe la fine del Leoncavallo come l’abbiamo sempre conosciuto e una progressiva “normalizzazione”? Oppure sarebbe solo un modo di adeguarsi ai tempi e “cambiare tutto perché nulla cambi”?