
In occasione del Fuori Salone 2010 Interni si fa promotore della grande mostra evento Think Tank. L’Università degli Studi di Milano diventa, grazie al contributo di progettisti internazionali, perlopiù attraverso installazioni sperimentali, un luogo “diverso” da quello tradizionalmente conosciuto dagli studenti e si apre anzi alla città.
La mostra – citiamo dal comunicato stampa – intende offrire “una grande composizione spettacolare sul tema [una riflessione sul bisogno di rinnovamento e sui mutamenti dei valori del progetto del prossimo futuro, ndr], avvalendosi del supporto di aziende attive nel campo del design e dell’architettura che abbiano raggiunto livelli di eccellenza nei rispettivi ambiti di produzione”. Alcuni nomi degli architetti coinvolti? Rota, Libeskind, Starck, Kengo Kuma…
Avevo partecipato all’evento del 2008 e mi ero divertito a osservare i cortili dell’Università reinterpretati grazie a teli, macchinari e luci, lo scatto di Rachello relativo a quell’anno (vedi sopra) rende efficacemente quello che troverete in via Festa del Perdono. Entrata gratuita, nelle foto della gallery la mappa con i dettagli – tutte le informazioni circa i designer coinvolti le trovate cliccando qui. Grazie a Silvia per la segnalazione.
INTERNI THINK TANK
Università degli Studi di Milano / Via Festa del Perdono 7, Milano
Orari: 13/18 aprile, 9.00 - 24.00 e 19/25 aprile, 9.00 - 20.00
Foto | Francesco Rachello, Fuori Salone 2008 (dettaglio) by Flickr

Che cosa c’entra un’immagine del Pompidou su 02blog? C’entra, c’entra e vorrei sapere la vostra opinione al riguardo. Tutti noi sappiamo che dal cantiere dell’ex recinto della Fiera sorgeranno tre grattacieli destinati nel bene e nel male a diventare parte integrante della nostra città. Spesso invece si trascura una sorta di “cubo storto” che farà loro compagnia, non l’anno prossimo come diceva la Moratti ma prossimamente.
Il Consiglio di Stato (leggiamo sul Corriere di ieri) ha spianato anche le ultime resistenze al progetto di Libeskind e il suo “cubo” verrà realizzato. CityLife costruirà a proprie spese questa struttura ideata dall’architetto statunitense che nelle intenzioni ospiterà il nuovo polo milanese dedicato all’arte contemporanea (altre informazioni sulla genesi del progetto le trovate cliccando qui).
Continua a leggere: Via libera al Beaubourg milanese di Libeskind e adesso via ai lavori?

Quella dei grattacieli del progetto City Life, sull’area dell’ex Fiera di Milano, è una telenovela che tanto, troppo tempo sta tenendo occupate le cronache milanesi. E non accenna a smettere. Leggo oggi che i promotori del progetto hanno deciso che i tre grattacieli previsti, e in particolare quello di Libeskind, dovranno essere raddrizzati.
Sono aperte le speculazioni sulle cause di tale decisione: le pressioni dei comitati cittadini? Improbabile. Le critiche di Berlusconi contro i nuovi skyscrapers del 2008? Forse. Le difficoltà tecniche di far entrare in una struttura “gobba” di quel tipo il più grande albergo extralusso di Milano? Più probabile.
Certo è che ora il progetto dovrà seguire di nuovo le seguenti tappe: rielaborazione da parte delle archistar, riesame da parte delle istituzioni comunali, via libera ed inizio lavori. Potrebbe volerci del tempo: per ingannare l’attesa, rispondete al nostro sondaggio!

Vi abbiamo parlato qualche giorno fa dell’annuncio dell’imminente inizio dei lavori sull’ex Fiera di Milano, che dovrebbero portare alla costruzione degli ormai celeberrimi grattacieli di City-Life. Nell’eterno presente in cui vivono i media (specie quelli on-line), abbiamo forse mancato di sottolineare il vero dato rilevante di tutta questa vicenda, ovvero l’enorme ritardo accumulato dai lavori, il cui inizio è oggi previsto per fine dicembre 2008. Già nel gennaio 2006 infatti si annunciava l’arrivo delle ruspe per il marzo di quello stesso anno, annuncio disatteso ma puntualmente ripetuto l’anno successivo per essere ancora una volta smentito dai fatti.
La ragione di tutto questo ritardo? L’opposizione di moltissimi alle tre torri, dai sempre attivissimi comitati di quartiere alla Lega Nord cittadina, che aveva proposta addirittura un referendum, salvo poi ripensarci senza addurre spiegazioni. Lo stesso Berlusconi in campagna elettorale si era scagliato contro i grattacieli storti “estranei alla storia di Milano”, per poi ritirarsi in un eloquente silenzio.
Questa consistente opposizione ha costretto il progetto a varie modifiche, e a ripetuti passaggi in giunta, complicando un percorso burocratico già di per sé ingarbugliato. E sembra non essere finita, considerato che l’Associazione Vivi e Progetta un’altra Milano ha annunciato nuovi ricorsi al TAR. Ci permetterete dunque di essere dubbiosi di fronte all’ennesimo annuncio di inizio lavori. Per questo abbiamo deciso di chiedere a voi: sarà la volta buona?

Vi fanno venire in mente nulla i grattacieli della foto qua a fianco? A me sì: sono storti e pendenti proprio come la famosa torre proposta da Libeskind per l’ex-Fiera di Milano, che infinite polemiche ha addotto ai milanesi. E, se permettete un’opinione personale, anche decisamente più brutti.
Non preoccupatevi però, non sono stati costruiti a Milano e neppure in Italia, ma bensì a Plaza de Castilla a Madrid. Qualche giorno fa mi trovavo nella capitale spagnola e ho provato ad approfittarne per condurre un personalissimo sondaggio, chiedendo ai madrileñi che conoscevo se avessero avuto notizia di polemiche prima o durante la costruzione di quei colossi. Risultato: niente. Pare anzi che la popolazione li apprezzi molto…
Continua a leggere: Madrid e Milano unite dai grattacieli storti

Come sarà la Milano dell’Expo 2015 ce lo chiediamo tutti. Così come ci chiediamo il perchè Renzo Piano vada a costruire in Giappone mentre i giapponesi costruiscono in Italia. Con buona pace di Gae Aulenti, Gregotti e Fuksas, questa volta l’architetto si chiama Daniel Libeskind ed è un americano nato in Polonia.
Grande scalpore ha fatto la sua torre ricurva che non è piaciuta a molti, ma soprattutto al premier Berlusconi. Di questi giorni la notizia che il grattecielo verrà raddrizzato un po’.
Ne ha parlato anche Umberto Eco, che con la sottile ironia che lo contraddistingue ha dichiarato sul Corriere:
Milano è piena di gente che ha il membro storto: ce ne sarà uno in più e prenderà il viagra.

Il progetto del nuovo museo di arte contemporanea a Milano, presentato ieri dalla Moratti, e firmato da Libeskind, crea polemiche in Provincia e Regione. La proposta del museo, che si posizionerebbe nella zona City Life (ex fiera), va in contrasto con l’altro grande progetto museale che sta seguendo Renzo Piano per la Provincia, l’architetto italiano sta infatti lavorando ad una struttura che si inserirebbe a Sesto San Giovanni nell’ex area Falck.
In sostanza ci sarebbero due strutture d’autore, entrambe dedicate all’arte contemporanea, a distanza di pochi chilometri, e la Provincia non ci sta. La Regione, dal canto suo, storce il naso perchè si sente tagliata fuori dalle decisioni, e in proposito l’assessore regionale Zanello ha già scritto qualche giorno fa una lettera alla Moratti.