
Del possibile fallimento della Risanamento di Luigi Zunino avrete sicuramente sentito parlare: in caso contrario, potete rimediare leggendo quanto scritto da finanzablog sulla possibilità di un salvataggio da parte delle banche e sulle eventuali conseguenze di un crack.
Come scrivono per l’appunto i colleghi, il fallimento “sarebbe un disastro per Milano, dove il gruppo di Luigi Zunino gestisce progetti chiave come quello di Santa Giulia e dell’Ex Area Falck“. Riguardo a quest’ultima arrivano peraltro in questi giorni notizie interessanti, che potrebbero prefigurare un uso dei resti industriali alternativo al tanto decantato progetto di Renzo Piano.
Come riportato dall’ANSA, infatti, Sesto San Giovanni ha presentato la propria candidatura per iscrivere i propri siti industriali nella lista Unesco del patrimonio dell’umanita’. La bozza del dossier di candidatura e’ ora al ministero dei Beni culturali, che dovra’ valutarlo.

Ricorderete sicuramente il mega-progetto di Renzo Piano per le Aree Falck di Sesto San Giovanni, recentemente venduto insieme a tutta l’area dall’indebitato immobiliarista Luigi Zunino alla Limitless Dubai del sultano Ahmed Bin Sulayem.
Ebbene, cattive notizie sembrano profilarsi all’orizzonte per i fan dell’architetto genovese; secondo L’Espresso infatti:
Limitless di Dubai sta attendendo di capire se sarà possibile ottenere le autorizzazioni per una serie di modifiche al progetto di Renzo Piano, ritenuto troppo oneroso, e ha promesso di sciogliere le riserve sul via libera definitivo solo a fine febbraio
Come dire: ridimensionamenti in vista. E chissà se andranno a toccare l’idea - a dire il vero bizzarra - di costruire anche un monastero sulle nuove aree, come “luogo di silenzio e preghiera”. I conti andranno comunque fatti con l’oste, il Comune dell’ex Stalingrado d’Italia, guidato dal sanguigno Sindaco Giorgio Oldrini. E sembra esserci sempre più tensione tra i tre protagonisti della vicenda.
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L’immobiliarista Luigi Zunino, dopo aver venduto le aree Falck (complete di progetto di Renzo Piano) ad uno sceicco, si vede ora costretto a fermare i lavori anche sull’area di Milano Santa Giulia, progetto di riqualificazione tra i più importanti degli ultimi anni. Secondo quanto riportato da “L’Espresso” infatti:
E’ partito Norman Foster, tornato a Londra per il disastro dell’esposizione debitoria (2,5 miliardi di euro) che ha costretto Luigi Zunino e la Risanamento a mettere in vendita anche la creatura più cara, Milano Santa Giulia, di cui Lord Foster è progettista. Con Foster se ne sono andati gli altri architetti, Jean Nouvel, Aldo Cibic, Peter Zumthor
La parte nord del quartiere, quella chic che prevedeva centro congressi, residenze di lusso firmate Foster e contratti con operatori come Rinascente e Dolce e Gabbana, vedrà dunque difficilmente l’inizio dei lavori, ed è attualmente solo una landa desolata di sterpaglia. Le costruzioni della parte sud invece (edifici residenziali a prezzi più abbordabili) sono invece complete al 90%, anche se i lavori si sono ovviamente fermati.
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