
Umberto Fusco dopo essere stato sfrattato anche dall’abitazione di via Canonica 59 ha deciso di farla finita buttandosi da un balcone dell’hotel Europeo dove con la moglie e il figlio risiedeva. Ottantenne ed ex pianista di successo, Umberto Fusco era già stato sfrattato dalla casa di Porta Vittoria 18 dove con la moglie aveva vissuto più di quarant’anni.
La storia dell’ex accompagnatore di Tony Dallara è al centro delle cronache cittadine ad una settimana dal tentato suicidio di Ahmed G., l’italiano di origine tunisine che per ottenere dal Comune un’abitazione ha deciso di arrampicarsi sulle guglie del Duomo da dove si sarebbe buttato nel caso in cui le istituzioni locali non gli avessero trovato un alloggio.
Pochi giorni prima che ciò accadesse Repubblica raccontava la storia di una ragazza, costretta a lasciare la propria abitazione dove abitava con la figlia di sei anni da quando il marito era morto in un incidente.
Continua a leggere: Umberto Fusco muore suicida dopo lo sfratto
Il capogruppo del PdL Giulio Gallera non ha usato mezzi termini: “Ecopass è un’esperienza finita”. Anche Matteo Salvini, Lega Nord, non è generoso nei confronti del provvedimento per far cassa, spacciato come anti-smog. “Per la Lega l’esperimento è finito, siamo pronti a chiudere anche domani il centro alle auto. Ecopass per noi è finito”.
Non si mette bene, per un provvedimento mai amato dai milanesi, vuoi in quanto ritenuto incapace di agire effettivamente sullo spauracchio delle polveri sottili, vuoi perché propagandato in maniera un po’ allegrotta - vi ricordate la polemica tra Guido Harari, i medici della rivista Epidemiologia e Prevenzione, e il Comune di Milano? - vuoi perché visto solo come una ulteriore tassa, cosa che era ed è.
Il Giornale racconta bene del consiglio di ieri: al centro del dibattito, oltre al proseguimento o meno dell’esperienza ecopass, le famose deroghe per i diesel euro 4 ed euro 5.
Mappa | Dacciola

Sulla Lombardia si è abbattuta l’onda verde di Umberto Bossi e compagni: cambierà qualcosa in vista dell’esposizione internazionale del 2015? Roberto Formigoni, confermato al ruolo che ricopre dal 1995, ha già fatto sapere che la nuova giunta regionale, in conformità con gli accordi presi prima delle elezioni con il leader del Carroccio, avrà al suo interno anche un assessore che si occuperà solo dell’Expo.
Salvo imprevisti tale incarico dovrebbe essere coperto da un esponente leghista che potrebbe prendere il posto dell’attuale Amministratore Delegato Lucio Stanca che il Governatore della Lombardia e l’alleato vogliono far saltare con modalità molto simili che lo stesso Bossi potrebbe usare contro Letizia Moratti.
Repubblica attraverso una intervista anonima ha confermato quanto altro testate al momento solo suppongono…
Continua a leggere: Expo 2015: dopo le elezioni decide la Lega Nord di Umberto Bossi
Ieri, domenica 31 gennaio, il blocco del traffico: voi che avete fatto? Vi siete tappati in casa o avete sfidato una Milano gelida a piedi, con i mezzi, in bici, sui rollerblade, sugli sci da asfalto? Io ho preso i mezzi: affollati più o meno come un giorno settimanale, le corse non mi sono sembrate particolarmente più intense rispetto al solito, una frequenza normale.
Difficile valutare le metro - tempi di attesa nella norma, cinque minuti al massimo - i tram erano un po’ più lenti, avremo aspettato un 14 più o meno per un quarto d’ora. Nulla di strano però, dal versante ATM, se avete avuto qualche problema, i commenti ci sono per quello: un po’ più strane erano tutte le macchine in giro, e va detto che le deroghe erano parecchie. Alcune sacrosante, altre, meno: quella ai medici, ci mancherebbe, fondamentale.
Meno fondamentale quella al Dio Pallone, che ha avuto chiaramente il suo sacrificio: quindi i tifosi di Livorno - Milan erano esentati. Quelli del calcio: perché quelli di altri sport, no: per dire, nessuna deroga per i tifosi dell’Olimpia Milano. Occhio se avete un diesel Euro 4 senza fap o un Euro 5 diesel merci sempre privo di fap: oggi e domani si paga l’ecopass. Riccardo de Corato ha spiegato che si proseguirà finché «per tre giorni consecutivi i livelli di smog risultino inferiori ai 50 microgrammi».
Continua a leggere: Blocco del traffico: da oggi pagano i diesel euro 4 senza fap

E così ieri si è deciso: domenica 31 gennaio 2010, blocco del traffico a Milano. Deroghe solo per i veicoli elettrici, a metano e a gpl, oltre che per i mezzi di emergenza, per i medici, e i ministri di culto (preti, rabbini, imam potranno quindi sgasare felici nella Milano deserta). La decisione, come saprete, arriva dopo uno sforamento sistematico della percentuale limite di polveri sottili nell’aria.
Ventuno giorni - e diciassette consecutivi - dall’inizio dell’anno, erano troppi: e per evitare che arrivino avvisi di garanzia, come già accaduto, i Sindaci o i Governatori della Regione sono indirettamente obbligati ad attuare qualche provvedimento. Sia per evitare conseguenze giudiziarie, sia per dare il contentino ai milanesi con una misura tampone. Da lì, l’idea del blocco del traffico domenicale, una misura che fa coincidere l’opinione di molte persone intelligenti con quella di Matteo Salvini
“Si è scelta l’aspirina per curare una polmonite”, taglia corto il leghista Matteo Salvini. Anche l’opposizione di centrosinistra parla di provvedimenti “tardivi, inefficaci e insufficienti”
Nel forum del Corriere dedicato al blocco, e nel nostro post, si può sondare l’umore di molti milanesi… vediamo che cosa ci dicono.
Continua a leggere: Blocco traffico domenica 31 gennaio: totalmente inutile?

Mohamed Hailoua ha diciotto anni, è un ragazzo marocchino, che ieri ha parzialmente vinto il suo ricorso contro ATM. Mohamed voleva lavorare per l’azienda dei trasporti pubblici milanesi: fa domanda, ma c’è un Regio Decreto del 1931, appena un’ottantina di anni fa, che gli impedisce di essere assunto. “Cittadinanza europea e italiana”, o non se ne fa nulla.
Ehi: in fondo erano solo settantotto anni fa, il 1931: Thomas Edison sarebbe morto quell’anno, Marlene Dietrich vinceva l’oscar per Morocco, nasceva Guy Debord. L’altroieri, in pratica. Fortunatamente i giudici hanno tenuto conto di una norma obsoleta, e sorpassata dal buonsenso:
Il collegio presieduto dal giudice Chiarina Sala ha dichiarato il «carattere discriminatorio» del comportamento dell’azienda, ordinando ad Atm «la rimozione della richiesta della cittadinanza tra i requisiti di selezione delle offerte di lavoro e delle proposte di assunzione, in moduli cartacei o telematici»
Tutto a posto? Ovvio che no: Matteo Salvini ha infatti dichiarato, con la consueta compostezza, che…
Foto | Flickr
Continua a leggere: ATM: Mohamed Hailoua vince il ricorso contro il Regio Decreto del 1931
La prima uscita sul tema deve essere accreditata a Raffaella Piccinni, candidata alle prossime provinciali per la Lega. Parlando della qualità dei mezzi di trasporto cittadini, la Piccinni aveva parlato della possibilità di riservare un vagone alle sole donne (idea che è stata già attuata in altre città europee) ma poi aggiunge che sarebbe opportuno anche un vagone per soli extracomunitari aggiungendo che “poi arriverà Franceschini, con il mocassino, a dire che stiamo ghettizzando”. La notizia è stata diffusa dall’agenzia Omnimilano e riportata solo dal quotidiano Il Giornale, nell’articolo si legge inoltre che secondo la Piccini “ci sarebbe più sicurezza, non ci sarebbe quello che ti affianca e si struscia”. La candidata della lega ha poi però proseguito dicendo “Ho preso una volta la metropolitana e sembra l’inferno”. Fortunata lei a cui un solo viaggio è bastato.
Questa mattina Matteo Salvini torna sull’argomento, mentre in Piazza della Scala venivano presentati i candidati milanesi del Carroccio alle elezioni provinciali. Salvini ha commentato le parole della candidata rispondendo che se prima c’erano i posti riservati agli invalidi, agli anziani e alle donne incinta, adesso si può pensare a posti, o vagoni, riservati ai milanesi.
Immediata la dura reazione di Aldo Brandirali, presidente della commissione Politiche sociali di palazzo Marino. Il tutto mentre l’Onu si dice preoccupata per le reazioni italiane nei confronti dei barconi dei clandestini.
Foto | Ataino
Una volta per l’8 marzo si regalavano rametti di mimosa, un gesto che non tutte le donne apprezzano allo stesso modo, ma che almeno pare un pensiero gentile. Oggi c’è il gadget antistupro, la bomboletta di spray al peperoncino, omaggio del neonato movimento Nordestra, un nome che dice tutto rispetto alla sua collocazione politica e quindi alle sue posizioni nei confronti del tema per la sicurezza.
Il kit sarà donato dall’ex espnente di An, Carla De Albertis, durante il giorno della festa della donna in gazebo rosa che sarà posizionato in piazza Cordusio. Completano il corredino un fischietto e un manuale con le istruzioni di base per la difesa personale. Rivendica l’idea del dono “utile” anche il presidente della Lega Nord del Consiglio Comunale, Matteo Salvini.
Chissà se è buono anche per condire la pasta?
Foto | Mediaweb
Ci sono delle ombre anche a Milano sullo scandalo relativo agli appalti delle società di Alfredo Romeo. Tutto cominciò nel 2002 quando il Comune tolse alla gestione dell’ Aler oltre 20.000 alloggi per affidarli ai privati. Ad aggiudicarseli, più o meno alla pari, fu la solita triade di potenti: Edilnord, Ge.fi e la Romeo (quest’ultima controlla circa 9.000 appartamenti).
La gestione delle case popolari da parte dei privati, inutile dirlo, si è dimostrata scadente (in molte zone queste case cadono a pezzi) e, come leggo in un intervista a Vincenzo Guerrieri – ex commisario Iacp (Istituto Autonomo Case Popolari) – i costi per il Comune sono aumentati del 15-20% rispetto a quando l’amministrazione delle case avveniva direttamente tramite una sua struttura (l’Aler, appunto).
Nonostante questo il contratto con i “sultani degli immobili” non è stato reciso. La Moratti dice che non era possibile farlo, quindi bisognerà aspettare la scadenza del contratto per poter fare un’altra gara (ottobre 2009, ndr).
Sulla mancata rescissione del contratto con la Romeo da parte della Moratti, Matteo Salvini, della Lega Nord, ha presentato una interrogazione parlamentare.
Per chiedere ai ministeri competenti chiarimenti in merito alle attività attualmente gestite a livello nazionale da suddetto imprenditore, con particolare riferimento alla gestione di parte del patrimonio immobiliare del Comune di Milano
Per ora sembrerebbe non ci siano irregolarità nell’appalto (nonostante Guerrieri, nella già citata intervista al Corriere, dica il contrario), ma impressione è che qualcosa di grosso stia per succedere.
Foto|Flickr
Il Vice Sindaco Riccardo De Corato ha proposto, visto il successo dell’iniziativa nelle zone “calde” della metropoli, di portare l’esercito anche nelle vie del divertimento della città. Per esempio in quella Corso Como raccontata in Cocaina, il documentario trasmesso da Rai Tre qualche tempo fa - e di cui qui sopra trovate un estratto.
Ma quando si saprà qualcosa della sperimentazione con le pattuglie miste che abbiamo visto in giro per la città? Tra poco, alla prima riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza in Prefettura. Nel frattempo, sempre in tema di decoro urbano, Matteo Salvini propone pensa di proporre un divieto di consumare alcolici in tutte le aree verdi della città.