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Nascono Ferrovie Lombarde: da oggi addio Ferrovie Nord

pubblicato da Gabriele Ferraresi

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Le Ferrovie Nord sono croce e delizia di chiunque abiti al di fuori dell’area servita dalle linee di metropolitana: delizia, perché tutto sommato ti permettono di muoverti, ma è già finita lì. Croce, perchè spesso quel movimento è gravato da ritardi biblici, vagoni in condizioni imbarazzanti, affollamento da carro bestiame. Ma da oggi si cambia: nascono infatti Ferrovie Lombarde. Che cosa cambia?

Cambia che la società è composta alla pari da Trenitalia e da Ferrovie Nord, che ne detengono il 50% a testa. E poi? In realtà, credo che muterà poco o nulla, per quanto riguarda i disagi dei pendolari: i vantaggi, sono tutti da definire, la situazione è piuttosto fumosa. Le vecchie Nord in ogni caso non spariranno del tutto, ma continueranno a operare in altre regioni.

Si sa poco dei dettagli, anche perché l’incontro di oggi, al Pirellone, avverrà alle 12,45: si incontreranno - ne parla anche il Sole 24 Ore

l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, il governatore Roberto Formigoni, al Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli (per definire, ndr) l’accordo raggiunto per la nascita di una nuova società di gestione unitaria della rete ferroviaria lombarda

Domani sapremo dirvi qualcosa di più sulle nascenti Ferrovie Lombarde.

Foto | Flickr

Mille Palazzi, 30 nuovi quartieri: il nuovo piano edilizio per Milano

pubblicato da Trab

La notizia è grossa perchè ridisegna la città, mutandola profondamente. Le avvisaglie c’erano tutte (la cementificazione del Parco Sud, L’Expo, L’obbiettivo di raddoppiare glia abitanti, gli scali ferroviari dismessi) ma da ieri le intenzioni del Comune sono state scritte nero su bianco con l’approvazione del nuovo piano regolatore. Undici milioni di metri cubi da edificare su 25 nuove aree di trasformazione urbana, sfruttando gli spazi rimasti liberi, dagli ex scali ferroviari alle caserme dismesse, dalla zona attorno a San Siro dell’Ippodromo a quella che sorgerà attorno ai padiglioni di Expo.

La Milano del futuro è “rivoluzionaria”, almeno secondo il Comune. Nelle intenzioni di Palazzo Marino, nei prossimi vent’anni Milano dovrà arrivare ad avere il 35 per cento delle case a basso costo come a Madrid, dovrà raddoppiare la quantità di verde attrezzato puntando al modello di Copenhagen, somigliare sempre più a New York per i quartieri con servizi raggiungibili a piedi in cinque minuti o a Berlino per gli spostamenti con i mezzi pubblici.

E voi cosa ne pensate? Siete fiduciosi, o pensate che il nuovo piano regolatore sia solo una colata di cemento?

Dagli scali ferroviari dismessi aree verdi e nuovi palazzi: il new deal milanese

pubblicato da Trab



Nel 2015 si potrà fare il verso alla canzone di Celentano intonando un motivetto che potrebbe fare più o meno così: la dove c’era uno scalo ferroviario ora c’è una città. La notizia ha scosso l’etere: un milione di metri quadri di aree ferroviarie dismesse tirate a lucido e rimesse a nuovo. Il 50 % del territorio recuperato sarà destinato a verde, l’altro 50% a palazzi, uffici e appartamenti privati (11mila circa) .

Un’intesa firmata ieri dal sindaco Moratti assieme all’ad del gruppo Fs Mauro Moretti per potenziare il trasporto pubblico e valorizzare gli scali ferroviari dismessi, ex scali merci, ora ricettacolo di degrado, discariche e abusivismo. Sono sette le stazioni interessate: l’area dello scalo Farini (500.000 mq di superficie), l’area di Porta Romana (220.000 mq), l’area di Milano Porta Genova, attualmente in esercizio, ma destinata alla chiusura in tempi brevi (100.000 mq), l’ex scalo merci di Lambrate (50.000 mq), l’area di Milano S. Cristoforo (120.000 mq), l’ex scalo merci di Rogoredo (30.000 mq) e infine lo scalo Certosa (30.000 mq). Un’idea non nuova, visto che molti Comitati avevano proposto la riconversione degli scali dismessi a verde pubblico come il Comitato Valtellina che tempo fa aveva proposto un orto botanico.

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Alta velocità: 30 giorni al varo di Frecciarossa

pubblicato da Gianluca Longhi

freccia rossa alta velocità

In piazza Duca d’Aosta una specie di totem grigio metallizzato segnala che mancano 30 giorni all’atteso ingresso dell’Italia nell’era dell’iper-velocità. Il sogno per gli affrettati turbo-dirigenti si sta per realizzare: Milano Roma alla media di 180 km orari. Forse persino l’indimenticato Guido Nicheli di “Milano-Cortina in un giro di Rolex” si sarebbe convertito al treno.

Invece chissà se le migliaia di pendolari che tutte le mattine dei giorni feriali, stretti come acciughe in scatola, saturano i treni a “bassa velocità” per tratte brevi si sentiranno orgogliosamente “parte di un paese moderno”, come annuncia con fierezza l’amministratore delegato di F.S. Mauro Moretti? Di certo, per la moltitudine di viaggiatori abbarcati in un metro quadro di scompartimento, non sarà facile muovere le braccia in segno di esultanza.

Più velocità e meno inquinamento, questo lo slogan accattivante, ma quali sono i costi per un passeggero? Prendiamo ad esempio la seconda classe della tratta Milano- Bologna che verrà effettuata in 65 minuti, contro i 102 di un Eurostar attuale. Costo di Frecciarossa Alta Velocità: 39 € contro i 28.50 € di un Eurostar ordinario. Un intercity costa intorno ai 20 € per impiegarci 135 minuti mentre espressi ed interregionali ( i pochissimi che sono rimasti) costano poco più di 11 € (ed impiegano indicativamente 150 minuti).

Foto|il mondo dei treni

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