Cambia il menù nelle mense scolastiche. Con l’avvio della stagione invernale, per i 75mila bambini delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, cambiano le abitudini alimentari a pranzo. È la svolta “sana & bio” di Milano Ristorazione (la società controllata dal Comune che si occupa di fornire i pasti nelle scuole): per scrivere questi nuovi menù, stavolta, l’azienda si è avvalsa della collaborazione dei genitori delle commissioni mense.
Dal 15 ottobre carote e finocchi crudi, farinata di ceci, zucca al forno e riso con piselli, sostituiranno l’hamburger, il prosciutto cotto, le verdure surgelate e la frittata. Tra le novità anche l’insalata a chilometro zero, il minestrone di lenticchie, la pasta con i broccoli, patate con le mandorle, rustichelle di pollo e cotoletta di platessa.
Sani e poco calorici. I nuovi piatti piaceranno soprattutto a mamme, papà ed esperti nutrizionisti. C’è da scommettere invece che i diretti interessati accetteranno la novità con qualche mugugno. E voi? Che dite? Abbiamo preparato un sondaggio per capire se i nuovi menù sono una buone idea o meno.
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Un paio di giorni fa su Il Post si leggeva un interessante riassunto della situazione scuole in Italia; sempre più in alto mare tra tagli alla didattica e al personale. Un problema che tocca ovviamente sia gli studenti sia le famiglie lavoratrici. Come giustamente scriveva l’autore del pezzo:
Il tempo pieno non è andare a scuola anche il pomeriggio. Non è un’aggiunta di ore. È un progetto didattico che ha una lunga storia e consolidati risultati, che estende a un numero maggiore di ore scolastiche le necessità di apprendimento dei bambini attraverso attività e insegnamenti strutturati su questo numero di ore. E che fa assumere alla scuola la responsabilità di una formazione più collettiva dei bambini, più basata sul rapporto con gli altri
Il fatto è che proprio questo assunto sembra stia venendo a crollare e quello che è stato un diritto assodato fino all’altro ieri per molti di noi, oggi è un lusso che lo stato non può più permettersi. Un lusso la cui ricaduta pesa molto - in termini di soldi e di tempo - sulle famiglie lavoratrici. Questo nonostante il Ministro Gelmini sostenga che le classi a tempo pieno siano addirittura aumentate rispetto al passato.