Avvertenza: questo libro non parla di Milano (o almeno non soltanto), ed è uscito ormai da qualche mese. Però c’è più di una ragione per cui questo volumetto edito da Terre di Mezzo e Legambiente dovrebbe interessare ad un milanese: parla di mobilità e traffico infatti, e dei modi di rendere una città come la nostra un po’ meno auto-centrica e inquinata.
In questo senso, “Viaggiare Leggeri” si può leggere in due modi, il primo, è consultare la mole di dati che riporta, scoprendo ad esempio che la Mediolanum degli anni 2000, rispetto alle altre città italiane, si piazza bene per offerta di mezzi pubblici e car sharing ma male per quanto riguarda qualità dell’aria, tasso di motorizzazione, indice di ciclabilità, quantità di isole pedonali e integrazione tariffaria del trasporto pubblico.
Un altro modo è prendere nota dei numerosissimi consigli pratici che Andrea Poggio (vicedirettore di Legambiente) dispensa a chi intende ridurre al minimo possibile l’impatto ambientale dei propri spostamenti: si va da dritte su come portare i bambini in bicicletta o in macchina nella massima sicurezza a suggerimenti su come guidare in maniera ecologica, su quale auto scegliere e indicazioni per orientarsi nel complicato mondo dei filtri antiparticolato.
Infine, una proposta forte: creare un vero e proprio “abbonamento alla città“, che dia la possibilità di attivare su una sola tessera tutti i servizi di mobilità disponibili nella propria area metropolitana: dall’abbonamento a mezzi di trasporto pubblici, bike e car sharing ai vari ticket di ingresso à la ecopass, tutto su una sola carta facilmente ricaricabile. Si tratta di una proposta che Legambiente porta avanti fin dal 2006, senza ricevere però molto ascolto da parte delle istituzioni.
Viaggiare leggeri, Terre di Mezzo, pp.179, euro 12,00.
Già da tempo sulle colonne che separano le banchine della metropolitana, vengono proiettate le immagini della televisione di atm, un circuito chiuso che fino ad oggi si è avvalso unicamente di cartelli e pubblicità. Da oggi ci sarà un vero e proprio telegiornale dedicato esclusivamente alla mobilità e al servizio pubblico milanese.
Quello che vedete su è il primo, è andato in onda oggi in occasione dello sciopero. Il notiziario atm sarà condotto da due tranviere, non mi è chiaro se continueranno anche a guidare il tram, Sonia Miletta e Raffaella Meazzi. Le edizioni del giornale saranno mattutine, in onda dalle 6 alle 8.30 ogni 15 minuti circa. Mentre la partenza ufficiale, quella di oggi è stata solo una sperimentazione eccezionale, di Atm Tv sarà l’8 giugno.

I residenti di piazzale Dateo, e zone limitrofe, avranno avuto di che festeggiare questo weekend. Senza protestare rumorosamente come avviene in altri quartieri milanesi, questi stoici cittadini hanno sopportato per anni i cantieri del Passante Ferroviario (prima) e del parcheggio sotterraneo (dopo).
Oggi la piazza torna proprietà della città, viene riaperta al traffico dando nuovo respiro ai palazzy liberty che si affacciano sulle aree che presto torneranno verdi con la primavera. Ritorneranno i problemi legari al traffico, alla pista ciclabile utilizzata come parcheggio, al rumore, ma per lo meno i disagi di scavi, dei cantieri aperti, i ritorno dei mezzi pubblici (compresa la stazione del Passante) daranno una boccata di ossigeno a chi trattiene il fiato da oltre dieci anni.
Foto | Peri
Si dice spesso che il servizio fornito da Atm è insufficiente, ma raramente si esce dai discorsi vaghi per illustrare nei dettagli quelli che sono i problemi del nostro trasporto pubblico. Facendo un giro sul sito di Legambiente, mi sono imbattuto per caso in una presentazione che chiarisce molte cose a questo proposito: la trovate qui.
L’autore, Fabio Casiroli, è membro di Systematica, agenzia di pianificazione e consulenza sui temi della mobilità, e professore al Politecnico: uno che se ne intende, dunque. Con una breve serie di slide, Casiroli punta il dinto contro quello che è IL problema dei nostri mezzi pubblici: sono buoni solo per andare al lavoro.
Se infatti identifichiamo l’area da cui, all’ora di punta di un giorno feriale, è possibile raggiungere Piazza Cordusio con i mezzi in 45 minuti, scopriamo che è molto vasta, e che vi abitano circa 4,1 milioni di persone. La potete vedere nell’immagine qua sopra.
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Non è certo un periodo di rose e fiori per l’Atm. Le polemiche sull’operato della direzione, i numerosi incidenti avvenuti negli ultimi mesi, i continui scioperi e, ultimo solo per questione di tempo, il Tapiro per le infrazioni compiute dagli autisti dei tram non fanno che gettare benzina sul fuoco delle polemiche.
Intanto però il numero degli utenti cresce e l’azienda, pare, assumerà nuovi dipendenti nei prossimi mesi. Bisogna però ammettere che molti dei disagi che, in un modo o nell’altro, riguardano il mondo di Atm, non dipendono direttamente da Atm. A tal proposito, nel corso della Mobility Conference, il presidente di Atm Elio Catania ha rivolto un appello a chi di dovere perchè si intervenga contro il malcostume tipicamente milanese del parcheggio in doppia fila, o comunque di intralcio alla viabilità dei tram. Sono in media oltre 10, ogni giorno, (3600 solo lo scorso anno) le auto parcheggiate che orstruiscono la normale circolazione dei tram, che ovviamente non possono aggirare l’ostacolo come altri mezzi su gomma.
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Come vi abbiamo segnalato ieri, nel corso dell’anno scorso sono aumentate le multe riscosse da ATM. Il risultato di un maggiore sforzo anti-portoghesi? Non è detto: ATM ha infatti reso pubblico in questi stessi giorni che il traffico passeggeri sulla metropolitana è aumentato nel 2008 del 3,8% rispetto al 2007.
L’aumento delle multe potrebbe quindi essere, a ben vedere, anche un effetto più o meno diretto del’incremento del numero totale di viaggi. Un piccolo boom che si è manifestato più per la linea 2 (+4,5%) e 1 (+4,1%) che per la 3 (+2,3%).
Ma a cosa è dovuto questo aumento? Secondo ATM le cause principali sono Ecopass, il prolungamento dell’apertura notturna nei weekend, la forte affluenza all’Artigiano in Fiera ma anche “il senso civico e il pensiero alle generazioni future”. C’è poi una parola che nessuno osa dire: “crisi economica”.
Abbiamo deciso di chiederlo a voi, che conoscete così bene la vostra città e i suoi umori: perché i milanesi usano di più i mezzi pubblici?
Foto: Ambrosiana Pictures, Flickr.

In quest’autunno di delusioni per le speranze di sviluppo del trasporto pubblico milanese, ogni tanto arrivano anche delle buone notizie: nel weekend del prossimo 6 dicembre entrerà infatti ufficialmente in esercizio la metrotranvia che collegherà Milano (P.le Lagosta) con Cinisello Balsamo.
La linea, che a dire il vero avrebbe già dovuto essere completata da tempo, prevede 27 fermate, di cui 8 fuori dal territorio di Milano, che dovrebbero essere dotate di emettitrici di biglietti e di interfoni per la richiesta di aiuto. Per i primi mesi le corse avranno una frequenza ridotta, per permettere il completamento di alcuni interventi, tuttavia il Comune di Cinisello e il vicino Parco Nord stanno organizzando una serie di eventi per festeggiare adeguatamente l’inaugurazione. Se siete interessati, tenete d’occhio i loro siti.
Foto: Max (Milano), Flickr

Molto attiva sul fronte comunicazione recentemente l”ATM, che accanto all’organizzazione della mostra fotografica “Migrart - Volti di un’altra Milano” di cui vi abbiamo già parlato più volte, ha commissionato allo IULM una ricerca intitolata “Incontrare l’altro in movimento”, che ha studiato “atteggiamenti, comportamenti e vissuti generati dall’incontro con lo “Straniero” sui mezzi pubblici milanesi”.
I risultati? Preoccupanti: emerge infatti che:
i milanesi provano tensione e fastidio alla presenza dell’Altro (immigrati in quanto tali o soggetti non graditi), che può addirittura penalizzare la qualità percepita del trasporto pubblico
Inoltre, curiosamente, pare che italiani e stranieri vivano in modo diverso la nota “sindrome della vettura vuota”: se i secondi infatti si sentono in pericolo quando nel mezzo ci sono effettivamente poche persone, i primi entrano in allarme anche quando la vettura è piena, ma gli italiani sono pochi. Infine, entrambi sembrano giudicare molto negativamente la presenza di zingari sui mezzi pubblici. Vi ritrovate in questa descrizione un po’ conflittuale della convivenza nel trasporto pubblico?
Foto: scre(A)nzatopo (ritorno alle origini), Flickt

Questo settembre 2008 rischia di essere ricordato come quello della disillusione da chi in un potenziamento dei mezzi pubblici in vista dell’Expo ci aveva, se non proprio creduto, almeno sperato. La Corte dei Conti ha infatti recentemente bloccato il prolungamento della linea 3 da San Donato fino a Paullo, per ragioni contabili e burocratiche. E dire che la realizzazione della metro è prevista esplicitamente anche nell’accordo per la Tangenziale Esterna Milano, che potrebbe a questo punto a sua volta essere messa in discussione. In ogni caso sembra che già oggi si possa dire addio al sogno di un prolungamento pronto per l’Expo del 2015.
Stesso discorso per la linea 2, il cui proseguimento in direzione Vimercate è subito anch’esso lo stop da parte di Roma. E non dimentichiamo la paralisi del metro 4 S.Cristoforo-Linate, ormai in parte finanziato ma dato ormai per disperso nei labirinti della burocrazia di Palazzo Marino.
Se a tutto questo aggiungiamo gli enormi ritardi nel completamento del Passante e le recenti dichiarazioni dell’assessore lombardo ai trasporti Cattaneo sul fatto che “la vera priorità della Lombardia sono le strade”, ecco che forse potrebbero avere ragione le voci, sempre più insistenti, che sostengono che all’appuntamento con l’Expo rischiamo di arrivare con la stesse rete metropolitana di oggi, invece che con quella prevista (che vedete nell’immagine qua sopra). Con possibili conseguenze catastrofiche.
Motociclisti, pensavate di essere esenti da multe Ecopass? Vi dovete ricredere e sicuramente alcuni di voi già se ne saranno accorti. Da qualche tempo a questa parte meglio buttare un occhio ai cartelli posizionati nei varchi definiti “trappola”. Sono tre: via Olivetani, corso di Porta Vigentina e Lamarmora. 350mila il numero delle multe. Soprattutto ai danni dei motociclisti. La coalizione di Centrodestra chiede a Croci di aprire quelle corsie ai motorini. Croci non si sbilancia: “In quelle quattro strade esiste per esigenze di sicurezza”. Ma sono in pochi a capire questo divieto alle due ruote.
Il problema nasce all’inizio dell’anno in coincidenza dell’entrata in vigore dell’Ecopass. Alcune vie, per la precisione 17, sono diventate a senso unico, e 4 a divieto di accesso. Corso Magenta è diventato da gennaio ad ingresso vietato per tutti (tranne mezzi pubblici e taxi), mentre è transitabile nel verso opposto (cioè dal centro verso Piazzale Baracca). In particolare in Corso Magenta dall’inizio dell’anno fino al 31 maggio sarebbero state emesse 130.630 multe, con una media di 877 al giorno, la maggioranza delle quali sono riservate ai poveri motociclisti che qui non possono entrare, inspiegabilmente. Voi, motociclisti, salvezza del traffico milanese, vi siete accorti dei divieto o siete stati multati?