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Tutti gli articoli con tag milano

Milano amarcord: la grande nevicata del 1985

pubblicato da Trab

La storia si ripete, ciclicamente, come le perturbazioni. Se vi state lamentando della neve in città forse è bene rispolverare la memoria con le immagini della mitica nevicata del 1985, quando parte dell’Europa e l’Italia calarono nel gelo più assoluto. Nevicò anche a Roma con gli stessi disagi di oggi.

A Milano la neve cominciò a cadere il 13 Gennaio e non smise di accumularsi fino al 17 Gennaio quando si trasformò in pioggia. Gli accumuli di neve andarono dai 70 cm di Milano Brera al metro nei pressi della periferia milanese. Così Wikipedia:

Milano restò bloccata per tre giorni, con le strade invase da bambini in slittino e buontemponi con gli sci. Alcune strade furono nuovamente rese agibili al traffico dopo l’intervento dei carri armati della caserma Perucchetti, ubicata entro la città, per cercare di liberare le strade principali urbane schiacciando e spostando la neve, coadiuvati da 650 militari di leva del terzo battaglione trasmissioni Spluga, del reggimento artiglieria a cavallo la Voloire, terzo battaglione logistico di manovra bersaglieri della brigata Goito,[5] tutti acquartierati in caserme entro la città o nei dintorni. Solamente le automobili con le catene montate sulle ruote erano in grado di circolare per le strade cittadine, la rampa di salita sul ponte della Ghisolfa venne bloccata per ore causa la sbandata di un autoarticolato scivolato sulla neve depositata sul manto stradale.

Così anche il crollo del fu Palasport di San Siro a forma di conchiglia, il cui tetto collassò sotto il peso della neve. Solo un anno prima vi suonarono i Queen - e per chi vuole rivederlo in piedi, chi si ricorda de La Baraonda, di Florestano Vancini? - Tra i miei ricordi personali la strada per andare a scuola, le gare in slittino al parco e le battaglie di palle di neve. Per me bambino fu festa assoluta. Per altri un incubo. E i vostri?

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Il decennale della morte di Giuseppe Prisco

pubblicato da prosdocimo

“Quando sarò in punto di morte, diventerò milanista, così ad andarsene sarà uno di loro”: mai una frase ha riassunto meglio l’intera esistenza di un uomo. Peppino Prisco, vicepresidente dell’Inter per trentotto anni, è stato ed è tuttora la rappresentazione ideale di un tifoso di calcio: difensore acritico della sua squadra, lingua velenosa contro tutti i nemici, ma anche avversario leale e schernitore mai volgare.

La San Siro nerazzurra l’ha festeggiato sabato scorso con una vittoria (quasi una rarità, quest’anno) contro la Fiorentina nel giorno in cui avrebbe compiuto novant’anni. Morì il 12 dicembre 2001, solo un paio di giorni dopo la sua ultima apparizione televisiva.

Ora, cari cugini rossoneri, potete scatenare l’inferno.

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Palazzi brutti di Milano: grazie, boom economico!

pubblicato da prosdocimo


L’ammazzacaffé che non ti aspetti: uscire dalla pizzeria Spontini di via Cenisio e imbattersi in esso. Che poi è sempre stato lì, almeno da cinquant’anni, a giudicare dalle fattezze. Brutto. Non ci sono altri aggettivi per definire questo palazzo di Piazza Diocleziano; per carità, ce ne sono altri mille in città, come questo… ma forse l’ampio spazio antistante, regalatogli dalla piazza lo rende un candidato ideale a incarnare lo stereotipo del palazzo milanese primi anni ‘60, con quell’inconfondibile stile… a caso.

Spesso ci si ritrova a guardare nostalgicamente al “mirabile “1960, apice dello splendore dell’Italia come stato unitario. E’ vero, eravamo una potenza economica in piena ascesa, ma le case forse le facciamo mediamente più belle adesso, nella depressione economica e nell’apatia delle generazioni x, y, z.

Segnalateci i vostri palazzi (s)preferiti alla nostra mail!

I luoghi preferiti dai jogger milanesi

pubblicato da prosdocimo

Stamattina alle sette, con due gradi sopra lo zero e una nebbia da far restare nelle tane pure i lupi di Yellowstone, ho incrociato un ardimentoso corridore che, in pantaloncini inguinali (quelli da atletica anni ‘70), sfrecciava dalle parti del Parco Sempione con passo da maratoneta consumato.

Stessa scena una sera della settimana scorsa, sotto il diluvio, a tramonto passato da un pezzo: c’era una temeraria del footing che macinava metri su un marciapiede a passo spedito, mentre sulla carreggiata si accalcavano macchine, camion e autobus in coda.

I lettori di 02blog sono amanti dell’allenamento aerobico fai da te? Dove andate a correre di solito? Quali sono i parchi migliori, quelli con le fontanelle nei punti strategici, il terreno migliore per le caviglie, i dislivelli più adatti per allenarsi a vincere la Stramilano?

Il palazzo più brutto di Milano

pubblicato da prosdocimo


Un paio di mesi fa vi avevamo chiesto qual è il quartiere della città in cui non vorreste mai e poi mai abitare, ora riduciamo la scala di un ordine di grandezza e dal quartiere ci spostiamo alla casa. Qual è il palazzo più orribile di Milano?

Questo sondaggio, il cui esito finale sarà una raccapricciante fotogallery degli scempi archittetonici milanesi a uso abitativo, ha bisogno del vostro aiuto: inviateci le immagini di quelli che ritenete i palazzi più brutti di Milano alla nostra mail.

Come fonte d’ispirazione, gustatevi il confronto tra la scrostata costruzione all’angolo tra via Giuseppe Ferrari e via Carlo Farini e i nuovi grattacieli sullo sfondo.