
“Ma va a ciapa’ i ratt’”. Così il vice ministro della Lega Nord, Roberto Castelli saluta il diploma di secondo livello in comunicazione e didattica dell’arte honoris causa conferito dall’Accademia di Brera allo scrittore Roberto Saviano. “Vai a perdere tempo altrove” dovrebbe suonare - in italiano - l’invito. Saviano, dedicando ai meridionali di Milano il diploma Honoris causa, ha affermato che “Milano è la più grande città del sud d’Italia”, e che “i meridionali nel corso degli anni hanno contribuito a far crescere la produttività”. Oggi, il maggior contributo alla crescita della città spetta invece agli extracomunitari.
Secondo un vecchio rapporto dell’Arl (Agenzia regionale del lavoro) su “Gli immigrati imprenditori” e il loro radicamento sul territorio, presentato nel 2006, la Lombardia è prima a livello nazionale, seguita da Emilia Romagna, Toscana e Piemonte. A Milano su 18.464 imprese , il 9,1 % sono di extracomunitari. Non può essere, allora, riconosciuto torto a Saviano quando sentendo “frasi di esponenti politici che invitano il cardinale Tettamanzi a occuparsi di più dei milanesi” pensa “che forse non sanno chi sono veramente i milanesi”. Una pratica - conclude Saviano - “prima che miope, ignorante”.

Torino-Milano, Trenitalia, i nuovi orari e tutti i prezzi della TAV dal 13 dicembre. Anticipati dai nostri cugini di 06blog diamo anche dal Duomo il lieto annuncio. I tempi si accorciano: Torino-Bologna in due ore fa strano, no?
Sabato 5 dicembre il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Altero Matteoli sarà a bordo del treno ad alta velocità Torino-Milano insieme al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per un’inaugurazione riservata della linea Torino-Napoli; quella ufficiale rimane il 13 dicembre.
Ormai non è più un’ipotesi: “Se il governo non farà un sostanziale ritocco alla scure prevista nel 2010, noi siamo pronti ad aumentare le tasse universitarie”. L’annuncio è stato dato ieri da tre rettori: Giulio Ballio del Politecnico, Marcello Fontanesi della Bicocca e Enrico Decleva della Statale. Riuniti ieri al Politecnico per discutere di “Governance e autonomia delle università” e per capire quale futuro attende docenti, ricercatori e studenti delle facoltà milanesi in previsione del taglio di un miliardo e mezzo di euro previsto nel triennio 2010-2013.
I tagli previsti sono di entità tale da mettere in discussione la possibilità di chiudere in pareggio i bilanci. Nessuno di tre sarebbe in grado di farlo. Poi ci sono i tagli agli organici. Il 50 per cento del personale che andrà in pensione non potrà essere sostituito. Una situazione che non consente di programmare neppure l’anno accademico.
Leggo su Il Giornale che per non gravare troppo su bilanci familiari un’ipotesi, presa in considerazione dalla università, potrebbe tradursi nel “prestito d’onore”, in pratica un finanziamento da rateizzare anche in vent’anni, una contribuzione studentesca differita dopo la laurea e proposta anche nel disegno di legge all’esame del ministro Gelmini. I rettori hanno anche discusso della necessità di trovare un sistema di misurazione dell’eccellenza degli atenei per premiare i più virtuosi.

Curioso, oggi due notizie riguardano il carcere di Milano. La prima notizia è la cattura di un assistente della polizia penitenziaria, addetto ai colloqui a San Vittore, che portava ai detenuti messaggi, cocaina e tessere telefoniche. La seconda è forse più sconcertante. E’ la dichiarazione del presidente della Corte d’appello, Giuseppe Grechi, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario dei penalisti: “Al carcere di San Vittore si esercita la tortura”.
Perché dove si tengono otto persone in una cella dove sei persone stanno sui lettini e due alternativamente in piedi, credo che questo sia una tortura. Quando il ministro della Giustizia Alfano è venuto a Milano la situazione è un po’ migliorata con il trasferimento di alcuni detenuti in altre carceri, ma poi è tornata a essere quella di prima. Per questo stiamo lavorando alla cittadella della giustizia
Inoltre vi segnalo la mostra fotografica Sanvittore, Custodiscili, all’interno del carcere (ingresso da Piazza Gaetano Filangieri 2, fino al 28 febbraio). Una selezione di settanta fotografie in bianco e nero del noto fotoreporter Roby Schirer, scattate nell’arco di 12 anni nei raggi del carcere, e da cui è tratta la foto in alto.

Domani il ministro dell’Economia sarà in Cattolica per l’inaugurazione dell’anno accademico. Porte sbarrate per eventuali contestatori dato che all’interno dell’Ateneo le lezioni saranno sospese fino alle 13 e l’acceso all’aula magna, dove si terrà l’incontro, sarà solo su invito. Ci sarà il discorso inaugurale del rettore, Lorenzo Ornaghi, l’intervento del cardinal Tettamanzi e Tremonti che parlerà del tema “Economia sociale di mercato?”.
Alcuni studenti della Cattolica organizzeranno un “misto presidio, incontro di discussione, festa” dalle 10.30 in via S.ta Valeria, angolo via Necchi, aperto a tutti. Su Facebook il gruppo di protesta dichiara che “i recenti passi indietro del governo sono solo correzioni parziali ed accordi quadro. La legislazione vigente rimane un massacro. E’ necessario affermare nuovamente che l’istruzione dev’essere considerata un investimento per il futuro del paese”. L’obbiettivo degli organizzatori è “di protestare in modo pacifico e senza bandiere di parte, come cittadini e studenti”.
Il kit antidroga è realtà ed è da oggi disponibile nelle farmacie di Milano. Si alzano i cori di protesta per chi non è d’accordo e bolla l’iniziativa come pericolosa. Altri sono invece contenti di conoscere aspetti della vita del figlio sui quali è bene fare chiarezza. Un articolo del Corriere prende spunto dalla puntata di ieri di “Viva voce” di Radio24 nella quale sono stati intervistati l’ex ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, e l’assessore alla Salute del Comune di Milano, Giampaolo Landi di Chiavenna. Questo il Ferrero-pensiero:
Il kit non mi sembra una buona misura, ci sono dei motivi per cui il ragazzo consuma e quello che va fatto è spezzare il legame tra la sostanza e l’immaginario che c’è intorno alla sostanza. Non voglio che i genitori diventino poliziotti, ma in una logica di dialogo vorrei che in famiglia si discutesse di questi temi.
Scettico anche il presidente nazionale della Croce rossa italiana, Massimo Barra, fondatore della comunità di recupero Villa Maraini. Il decano della lotta alle tossicodipendenze presuppone che “i genitori siano saggi, mentre invece ce ne sono di paranoici”. Sempre secondo Barra un genitore dovrebbe essere capace di capire se il figlio si droga senza bisogno di questi strumenti. Parole sante, se il genitore però non è troppo occupato a vivere la sua vita…
E voi siete d’accordo? Userete il kit per i vostri figli?
Si sa, fare il ministro dell’istruzione non è mai stata una passeggiata. Contestazioni bipartisan a go-go da parte dei giovani studenti. Se lo ricorda bene la Moratti contestata da più parti per la sua riforma. Per questo, tra l’attuale Ministro Fioroni e la Moratti ci dovrebbe essere solidarietà cameratesca; quella stessa solidarietà che esiste tra commilitoni che hanno condiviso un destino avverso. Non è questo il caso: tra il Ministro e il Sindaco è guerra aperta.
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Il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, nonché Ministro dei Beni e Attività Culturali, Francesco Rutelli ieri ha fatto un’improvvisata a Brera per dare un’occhiata all’Accademia milanese. Non è andata benissimo. Come è conciata l’Accademia lo sapete anche voi, e ne aveva parlato anche 02blog a suo tempo. Davanti a cotanta fatiscenza e alla mancanza di spazi Rutelli ha fatto un paio di proposte. La prima che Milano si muova e prenda delle decisioni concrete, la seconda che il Ministero dei Beni e Attività Culturali, insieme a Ministero della Difesa (poi vi spiego perchè) e dell’Economia, intervenga per dare una mano a risolvere la situazione.
In buona sostanza il Ministero della Difesa entra in gioco perchè l’idea di Rutelli è di smistare gli studenti dentro ad una delle tante caserme ormai vuote, in seguito all’abolizione della leva. Come ben sappiamo ci sono palazzi splendidi che ospitano caserme militari e spostarci dentro l’Accademia secondo il ministro potrebbe essere una soluzione. Ciò non significherebbe, dice Rutelli, svuotare di significato Brera, che deve rimanere il principale polo artistico e museale milanese. In buona sostanza però, l’attuale Accademia di Brera diventerebbe una nuova ala della Pinacoteca e l’Accademia cambierebbe sede. Certo che nel frattempo, anche dare una stuccata qua e là in Accademia, tanto per cominciare, non sarebbe male.