
Brutte notizie sul fronte della mobilità sostenibile: l’Università di Milano-Bicocca è infatti stata costretta a sospendere il suo servizio Ecobus. Attivata per la prima volta nel 2006, la navetta ibrida e gratuita messa a disposizione dall’Ateneo serviva a mettere in collegamento le sue varie sedi (soprattutto le più lontane) con la stazione di Greco e la linea 1 della metropolitana.
Da venerdì il servizio è stato sospeso. Perchè? Semplice: il Comune di Milano ha vinto il ricorso che aveva presentato fin dall’attivazione del servizio. Come spiega Repubblica:
Il braccio di ferro fra l’università Bicocca e l’azienda comunale dei trasporti nasce nell’estate del 2009, quando l’ateneo indice la gara per il servizio di bus navetta. Atm presenta immediatamente una diffida, sostenendo violato il suo contratto di servizio. La Bicocca chiede allora un parere al Comune, che in 60 giorni non risponde: vale il silenzio-assenso, l’università va avanti.
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Non produrrà che vapore acqueo il bus del futuro presentato ieri in piazza Duomo. Sono 3 mezzi a idrogeno che Atm immetterà nella circolazione stradale a giorni. Nel 2011 saranno 5. Insieme ai bus ibridi, cioè quelli ad alimentazione diesel/elettrica, i nuovi mezzi del futuro costituiscono l’investimento e la sfida alla mobilità sostenibile. Per la sperimentazione delle nuove tecnologie, infatti, sono stati investiti circa 15 milioni di euro: 5 milioni in autofinanziamento da Atm, 5 milioni da finanziamenti della Regione Lombardia, 5 da contributi europei e dal Comune di Milano.
Oggi nessuno al mondo è più avanti e ben poche aziende di trasporto pubblico stanno investendo per testare questi veicoli a zero emissioni. Certo, ci vorrà ancora tempo per realizzare l’immissione in servizio di grandi quantità di questi bus, ma l’idrogeno è evidentemente l’obiettivo di motorizzazione collettiva del futuro. Nei quattro anni tra il 2008 e il 2011, investiremo per la flotta 639 milioni, senza dimenticare che Milano è già la prima in Italia e in Europa per mezzi alimentati ad energia elettrica, quindi pulita.
Foto da Repubblica.it

E’ la Settimana europea della Mobilità, dal 16 al 22 settembre. Un sostanzioso programma di iniziative per promuovere nei cittadini europei una nuova consapevolezza ecologica. Peccato che sul sito ufficiale l’Italia non compaia tra i paesi che hanno un website dedicato.
Milano non si tira indietro e il Comune organizza una serie di iniziative sul tema della mobilità sostenibile, per far conoscere al pubblico le diverse opportunità che già oggi esistono in città per muoversi senz’auto.
Tra le manifestazioni in programma, biciclettate tra i monumenti e i parchi di Milano organizzate da Ciclobby, visite guidate a piedi nei quartieri storici della città, iniziative di promozione del carsharing e del bikesharing. Inoltre, in via straordinaria, sarà aperta al pubblico la Centrale di Controllo del Traffico e del Territorio del Comune e verranno proiettati i video realizzati dagli studenti del Politecnico sull’uso della bici in città.
E’ notizia di pochi giorni fa il riconoscimento che Milano ha ricevuto da parte dell’istituto Sustainable Transport Award Committee di Washington. Come detto Milano sarebbe stata premiata per le sue politiche di sostenibilità ambientale in tema di trasporti.
Fra le motivazioni principali dela menzione, ovviamente vi è l’Ecopass e il servizio BikeMi, il progetto milanese del bike sharing. Come avete avuto modo di notare anche su 02blog, questo premio è piovuto un pò dal cielo, inaspettato, soprattutto a chi tocca con mano la realtà quotidiana e non la legge dai progetti su carta.
Volevo proporvi un parere “illustre” attraverso una lettera aperta scritta da Eugenio Galli, presidente Fiab Ciclobby, da sempre in primo piano per questioni di ecologia e mobilità alternativa.
Non c’è dubbio che si tratti di progetti motivati da intenzioni ambiziose che ci trovano favorevoli. Ecopass è un provvedimento nuovo e per molti versi innovativo. Forse l’unico provvedimento importante in fatto di mobilità sostenibile sino ad ora adottato dalla nostra Amministrazione comunale. Anche se noi (oltre ad avere posto diverse domande a vari interlocutori, tutte rimaste senza risposta) eravamo in realtà a favore di un provvedimento di congestion charge e invece Ecopass è una forma di pollution charge. E’ peraltro vero anche che, dopo un anno di sperimentazione, la Giunta ha deciso di prorogare Ecopass mantenendo due vistose criticità: l’esenzione ai veicoli euro 4 senza filtro anti particolato (l’anno scorso la deroga era stata giustificata dall’attesa di un provvedimento ministeriale di omologazione che oggi si sa che non arriverà mai; in compenso quei veicoli senza filtro hanno notoriamente un livello di emissioni pari a quello dei veicoli euro 0 e sono in palese contraddizione con lo stesso principio “chi inquina paga” sotteso al provvedimento) e il carnet agevolato per gli ingressi a tariffa scontata. Se a ciò aggiungiamo che l’area coinvolta (cerchia dei bastioni), anch’essa di estensione invariata rispetto alla fase sperimentale, è inferiore a 10 kmq, non ci sembra che vi sia motivo di manifestare particolare entusiasmo.
Come sanno bene i nostri lettori più affezionati, noi di 02blog amiamo riempirci la bocca della parola mobilità sostenibile appena è possibile. E il rapporto Euromobility - Kyoto Club 2008, presentato ieri a Roma, ci dà un’altra buona occasione per farlo. Ancora una volta però ci vediamo costretti a constatare un certo declino della nostra città.
Il rapporto prende infatti in considerazione le principali 50 città italiane e ne dà una graduatoria sulla base del grado di sostenibilità ambientale del loro sistema di mobilità urbana. E Milano, quarta l’anno scorso, perde ben 10 posizioni, classificandosi subito dietro Roma, anch’essa in discesa, benchè di un solo punto.
Nel dettaglio il capoluogo lombardo registra buone performance per quanto riguarda l’offerta di trasporto pubblico (in particolare grazie a corsie preferenziali e parcheggi di interscambio), bike e car sharing, e si segnala per un indice di motorizzazione più basso della media italiana (ma più elevato di quella europea).
Continua a leggere: Rapporto Euromobility - Kyoto Club: mobilità a Milano sempre meno sostenibile
La telenovela del bike sharing milanese sta tenendo col fiato sospeso ormai da mesi gli appassionati della mobilità sostenibile. E forse, mentre cercavamo tutti di capirci qualcosa tra annunci, rinvii, ricorsi al TAR e smentite, non ci siamo accorti che qualcun’altro, senza troppa pubblicità, sta lavorando a un progetto molto simile.
Stiamo parlando del Parco Nord, che ha installato da qualche mese, in via sperimentale, un prototipo di impianto automatico per il noleggio di biciclette, che dovrebbe essere messo in funzione prossimamente. Il progetto non ha equivalenti in Italia ma si ispira a quelli esistenti in città europee come Ginevra e Stoccolma, ed è stato finanziato in gran parte dalla Provincia di Milano. La struttura, che dovrebbe alimentarsi grazie a panelli solari, distribuisce 18 bici per adulti, per un prezzo ancora da definire: è previsto l’utilizzo di una tessera magnetica, previa iscrizione al sistema su internet.
I distributori, che mirano a rendere “noleggiare una bici un’operazione semplice come le tante volte che abbiamo preso un dvd”, dovrebbero secondo i piani essere due: uno presso il capolinea del 4, al confine tra Milano e Bresso, l’altro a Cinisello, in corrispondenza della nuova metrotramvia, per facilitare l’intermodalità mezzo pubblico - bicicletta.
Tra le ambizioni di chi scrive su questo blog, ci sarebbe anche quella di non limitarsi a rilanciare le notizie pubblicate da “ViviMilano”. A volte però, non si può farne a meno, e questo è uno di quei casi. La testata milanese del “Corriere della Sera” riporta infatti oggi che il comune ha dato uno stop alle piste ciclabili in progetto che attraverserebbero il centro storico, finora pubblicizzate in grande stile dall’assessore Croci, anche in prospettiva Expo 2015.
Le piste sono in una fase molto avanzata di progettazione, e mancherebbe soltanto il bando di gara: ora arriva improvviso lo stop, che rischia di mettere in pericolo il finanziamento dei lavori, con un possibile rinvio a data da destinarsi. Ma quale le ragioni di questa improvvisa svolta? Fortunatamente, esiste un verbale di giunta che ce lo spiega con chiarezza:
si è registrata la necessità di valutare da parte degli assessori l’eventuale sospensione delle gare di prossima pubblicazione circa la progettazione degli altri percorsi ciclabili che inevitabilmente sopprimeranno posti auto nelle vie attraversate
Continua a leggere: Stop alle piste ciclabili in centro: tolgono spazio alle auto

L’Università di Milano Bicocca, in collaborazione con vari enti tra cui Coop Lombardia e Parco Nord Milano, celebra la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile cominciata ieri con due iniziative. Venerdì 19, durante il “Park(ing) day” alcuni posti auto verranno trasformati temporaneamente in un’area verde, con piante prestate dal Parco Nord. L’obiettivo è far riflettere su quanto spazio della nostra città sia occupato da parcheggi ed infrastrutture al servizio dell’auto e al fatto che, se il numero di auto diminuisse, potrebbero essere convertiti ad altri usi più piacevoli.
Lunedì 22 settembre “All’Università in bici”, mattinata-evento in Piazza dell’Ateneo Nuovo con stand dedicati ai ciclisti: prima colazione, regali ecologici, mostra fotografica dedicata alle due ruote e presentazione delle nuove infrastrutture ciclabili del vicino Parco Nord. Che ne pensate, iniziative come questa possono servire a “incentivare le forme di mobilità alternativa, migliorare il traffico e l’ambiente urbano”? Oppure è uno di quei casi in cui, come si suol dire, “ci vuole ben altro”?

Doveva essere tutto pronto. Milano finalmente come Parigi, Lione, Barcellona e Stoccolma dove le bici pubbliche sono una realtà consolidata. Delle rastrelliere che dovevano aggiungersi a quelle di Piazza Duomo, San Babila e Cadorna, non v’è speranza, almeno per il momento. Le bici aggiuntive sono ancora “parcheggiate” in un deposito Atm in attesa che parta il servizio.
L’annunciato servizio di mobilità sostenibile è un’annosa questione con infiniti rinvii alle spalle. Inizialmente previsto per l’inizio del 2008, è poi slittato a luglio e ancora settembre. Ora si parla di una presentazione del sistema di noleggio e delle bici a metà settembre ma il rischio è che l’avvio del servizio avvenga a ottobre, o in autunno inoltrato quando le bici si useranno di meno. Secondo il progetto iniziale in città dovevano essere predisposti 40 punti di deposito bici in zone strategiche. Le bici avrebbero dovuto essere 5000. Ora si parla di 2000 bici e le rastrelliere predisposte finora sono 20. Ce la faremo?
Quale occasione migliore del salone del ciclo e motociclo per presentare i nuovi tracciati delle piste ciclabili: si parte nel 2008 con 16,3 km di percorsi distribuiti tra Centro storico e periferia: Duomo - Porta Nuova; Duomo - Porta Manforte; Duomo - Porta Romana; Duomo - Porta Ticinese; Castello - Porta Ticinese; Duomo - Porta Sempione e Castello - Porta Nuova, per un totale di 7.8 km e l’itinerario Triennale-Pero di 8,5 km. E dall’anno prossimo arriva anche il bike sharing, il servizio di noleggio delle due ruote con 5mila biciclette e 250 stazioni in tutta la città.
Il Piano della mobilità ciclabile sarà presentato in modo più approfondito durante la prima conferenza nazionale della bicicletta in corso. Un programma spalmato in 3 anni che prevede a partire dal 2008 la realizzazione di una rete di percorsi ciclabili che porterà i tracciati dagli attuali 67 km a 120 entro il 2011. Il piano da anche il via alla posa delle tanto agognate nuove rastrelliere per la sosta delle biciclette: entro fine anno saranno a disposizione dei ciclisti 16.000 nuovi posti che contrasteranno, si spera, la sosta selvaggia delle biciclette.
Forse un buon punto di inizio per inaugurare anche in Italia una vera politica integrata della cosiddetta mobilità sostenibile ma siamo ancora molto lontani dalle virtuose esperienze di molti nostri vicini europei.