Forse non tutti sanno che i tanto discussi giardini di Viale Monte Nero, quelli della movida del mercoledì sera per essere precisi, dopo essere stati testimoni dell’innalzamento di una cancellata che a tanti proprio non riesce a piacere è stata intitolata a memoria del 9 novembre 1989, ovvero il giorno della caduta del Muro di Berlino.
Qualcuno forse ha colto in questa scelta una forma di provocazione da parte dei “poteri costituiti”. Appare quanto meno singolare che si renda onore alla caduta del muro in un luogo dove è stata eretta una cancellata che impedisce l’accesso a un parchetto. Indipendentemente dal punto di vista verso il quale si affronta la situazione, la scelta in effetti non pare azzeccata, ma forse non è evidente per tutti.
La risposta, in chiave provocatoria, non si è fatta attendere. Lunedì notte sono apparsi dei cartelli con la scritta «Keep out, Military Zone» con una serie di macabre teste mozzate infilzate sulle punte del cancello.
Il vicesindaco De Corato le giudica pagliacciate. Cadeo rincara la dose definendo quattro pirla i responsabili del gesto. Nessun gruppo politico/artistico ha rivendicato il gesto. Ma cosa si nasconde dietro questa protesta così “pulp”?
Il colpo di coda di Edoardo Croci, prima del suo trasferimento ad altri compiti, è pronto: un progetto per pedonalizzare 9 zone, una una mappa dettagliata e precisa: navigli, Sarpi, quadrilatero (Borgospesso e via Spiga, Montenapo in un secondo momento), università e altre zone a “forte domanda pedonale”. Quartieri per lo shopping, università e tutti quei luoghi di carattere monumentale o culturale.
Il campus Bocconi è già un progetto avviato, l’area intorno a via Sraffa sarà isola pedonale. Progetto del tutto analogo in piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico. Poi ci sono i quartieri della cultura. A Brera il via all’isola è questione di settimane, ma anche nella zona davanti alla biblioteca Ambrosiana c’è un antico progetto che presto uscirà dai cassetti. Dai Navigli a via Sarpi fino al quadrilatero il dibattito è aperto da anni, ma l’intenzione ora è di cominciare da via Borgospesso con il desiderio di straripare anche in Montenapoleone.
E ancora quartieri dove il traffico sarà fortemente ridotto, con dissuasori, limiti di velocità, sensi unici alternati. Una piccola rivoluzione che renderebbe la città innegabilmente più vivibile. “Più salute, più qualità della vita e anche più affari”. In Consiglio parlano anche di pedonalizzazione flessibile: chiusura al traffico di notte (in Montenapoleone) o durante i giorni festivi (B. Aires).
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Ne abbiamo ampiamente parlato. I lavori sono finiti già il 7 agosto, e i residenti si stavano infervorando. Oggi, finalmente, la notizia dell’apertura ufficiale, il primo settembre. “Il tempo necessario per collaudare le opere e far attecchire il verde”.
I nuovi giardinetti sono costati 400mila euro. Compresa la ristrutturazione della fontana, i pavimenti in porfido, nuove panchine e piante ornamentali. Sull’orario di chiusura il ballottaggio è tra le 19 e le 20. Comunque presto, molto presto. D’altronde il Comune non potrebbe permettere l’invasione dei nottambuli molesti. Sarebbe una disfatta. Curiosità: l’assessore vuole dedicare i giardini a Aleksandr Solženicyn, lo scrittore premio Nobel che raccontò i gulag. Voi a chi lo avreste dedicato?

Alla fine è arrivata: c’è voluta la celere in tenuta antisommossa, ma la recinzione del giardinetto in viale Montenero è arrivata. Dopo la posa della cancellata a tempi record (che ci hanno fatto capire che la velocità dei lavori è proporzionale ai problemi che intende scongiurare), il parchetto ha ripreso i tempi di lavoro placidi e pacati (l’apertura era prevista in giugno). Tra poco comunque arriverà l’apertura. Si, ma gli orari? Deciderà Palazzo Marino.
La Zona 1 si prepara comunque a dire la sua, un parere preventivo. E il parere, se sarà coerente con quanto già votato in commissione Verde e Identità, potrebbe essere quello di sbarrare i cancelli addirittura alle 19. Una sorta di coprifuoco che dovrebbe, nelle intenzioni, evitare che la “collinetta del mercoledì” venga invasa dal popolo dell’aperitivo serale, rendendo poi di fatto impossibile la chiusura.
Ovviamente l’obbiettivo è quello di contrastare l’assembramento di persone di notte, la movida molesta. E pazienza se si sacrifica alla frequentazione serale un giardino, uno spazio di socialità. E’ questa la tendenza che la città si appresta a recepire? Una città che di sera si blinda chiudendo gli spazi di aggregazione?
Dopo fiumi di polemiche, dichiarazioni velenose, provocazioni, sequestri di bottiglie, gruppi che nella lotta contro gli steccati trovarono ragione di vita, si chiude il capitolo sui giardinetti di via Montenero. La recinzione è stata ultimata ed anche il fazzoletto di verde vicino al Mom entra nel club dei “palizzati” insieme a due ospiti illustri, che si videro circumnavigare con le cancellate nel finir degli anni 90′ (e in parte risolsero, o almeno spostarono altrove, i problemi di degrado): il parco delle basiliche ed il Sempione.
Ora si dovrà capire se cambieranno le abitudini beverecce. La movida del mercoledì sera si sposterà in altri luoghi oppure occuperà le zone immediatamente prospicienti, causando gli stessi disagi sui marciapiedi piuttosto che nei giardinetti?
Terminato il frastuono (anche mediatico) i residenti potranno ricominciare a dormire senza abuso di Tavor?
Mom: recinzione dei giardinetti di via Montenero
Continua a leggere: Recinzione ultimata ai giardinetti di via Montenero. Le foto
Il Maga Furla, locale-pub in zona Bicocca, è ufficialmente l’erede del Mom. Infatti, una delle ragioni principali che spingevano migliaia di giovani a radunarsi nel celebre parchetto di viale Montenero - ormai recintato - era il desiderio di spendere “soli” 3€ per una birra media. E se eravate tra quelli che avevano previsto, in occasione della recinzione, che la folla sarebbe semplicemente andata a cercarsela da qualche altra parte, quella maledetta birra, ora potete finalmente dire di averci visto giusto.
La serata del mercoledì del Maga Furla - in cui la pinta viene offerta a prezzo ridotto - ha visto infatti nelle ultime settimane una moltiplicazione esponenziale dei propri avventori. Va detto che qui i giovani non si radunano in un parchetto (rovinando l’erba), bensì direttamente sulla carreggiata di fronte al locale, come potete vedere nella lunga gallery: siamo infatti dalle parti della Tecnocity progettata da Gregotti, in genere deserta dopo le 7 di sera.
Le auto di passaggio sono dunque rare, anche se non assenti. Ed è proprio questo flusso automobilistico a costituire il potenziale tallone d’Achille del nuovo luogo della movida milanese: nella serata di mercoledì scorso, ad esempio, è stata sfiorata la rissa tra il guidatore di un furgone (colpevole di aver “quasi investito una ragazza”) e alcuni giovani uomini dall’aria esuberante.
E’ Satira bella e buona quella inscenata dai “quattro pirla“, come li aveva simpaticamente apostrofati il vice sindaco De Corato, i Corsari, noti per avere abbattuto la prima cancellata apposta in seguito alla costruzione del parchetto del Mom. Anzitutto una lettera sul blog a firma de Corato (falsa ovviamente) dal titolo inquietante: “Chiudiamo tutto”. Il pallino del vicesindaco di chiudere tutti i luoghi di aggregazione non allineati si manifesta nell’incipit della lettera:
Finalmente, su insistenza e grazie al lavoro della mia persona, il Comune di Milano, in cui mi pregio di ricoprire la carica di Vice-Sindaco, ha deciso di dare un giro di vite a tutti quei luoghi che in questa città ancora rappresentano un pericolo per la cittadinanza (…). Per questo sono oggi felice di segnalarvi un primo breve elenco degli ulteriori spazi e luoghi che le mie squadre di Vigili Urbani, opportunamente create, hanno provveduto a sigillare, in attesa di ulteriori interventi più incisivi e radicali. Certo della vostra approvazione e attenzione, a voi il compito di narrare correttamente la bontà delle nostre azioni, A Noi! il compito di metterle in atto.
Poi arriva l’elenco delle zone franche dove imperano “dis-valori come cultura, tolleranza, solidarietà, cooperazione, socialità, aggregazione“, assolutamente da chiudere: Centri Rousseau, Università di Festa del Perdono, la Civica Scuola Regionale per Operatori Sociali, Arci Metromondo, Itc Varalli, Centro Sportivo Vismara, Centro sociale Barrio’s, Itc Bertarelli.
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Repubblica titola: “Disco all’aperto, la musica è finita”. Dopo la stretta alla movida, gaudio per chi abita vicino ad una di queste strutture e un’altra croce per i viveur milanesi: alcune discoteche estive quest’anno non apriranno, 6 su 15 per la precisione. Questo a causa delle nuove regole comunali per la certificazione preventiva del rumore.
Un nuovo accordo fra locali, Comune e Arpa che ha ribassato la soglia di decibel massimo e che molti locali non potranno rispettare, a meno di grossi investimenti agli impianti di diffusione e di insonorizzazione (il cosiddetto “tetto del suono“). Sono sei le discoteche che, come segnala Repubblica, non riapriranno: la Capanna dello Zio Tom, il Qin Club, lo Shanghai Garden, il Sio Café e il Just Cavalli. L’assessore all’Ambiente, Edoardo Croci, spiega:
Dopo le proteste degli scorsi anni da parte degli abitanti abbiamo deciso di dare una regola certa per prevenire il caos di notte. L’intervento va nella direzione indicata dal sindaco: dialogare con tutti per mettere d’accordo popolo della notte e residenti
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Il Mom ovviamente non c’entra nulla, al centro dell’attenzione c’è sempre il parchetto antistante al noto locale milanese. Ieri nuovo mercoledì da leoni per i frequentatori della zona, risultato della serata 500 bottiglie di birra sequestrate ai venditori abusivi.
Nonostante i tre locali che si affacciano su quell’angolo di Montenero, fossero chiusi dalle 22, la movida non si è fermata. Una cinquantina di venditori abusivi ha preso d’assalto la zona con relativi carrellini e birre. Vigili e polizia non si sono fatti pregare e hanno iniziato a sequestrare birre a mani basse. Chissà se organizzeranno un happy hour in Piazza Beccaria…
Poco fa sono passato davanti al Mom in viale Montenero, e ho scattato qualche foto alla recinzione: stasera vedremo cosa succederà, prevedo ancora situazione in puro stile dittatura sudamericana. A sorvegliare i lavori c’erano due agenti della polizia locale accaldatissimi, li vedete nella gallery. Nel cantiere stanno sistemando anche le fontane sul lato opposto.