L’altro ieri, il disastro del Lambro: da Villasanta, dalla Lombarda Petroli, si sversano nel fiume migliaia di litri di petrolio, 8mila metri cubi secondo stime accreditate. Questa sciagura, l’ha raccontata bene Ermanno Olmi sul Corriere di stamattina, in un pezzo commovente, ma di quello parleremo dopo il salto. Per prima cosa: accertata la natura dolosa, sarebbero stati tre i criminali che avrebbero compiuto il gesto.
La Procura di Monza ha deciso di aprire un fascicolo, al momento a carico di ignoti, per disastro ambientale e avvelenamento delle acque: dietro il sabotaggio che ha massacrato un ecosistema, potrebbe esserci una speculazione edilizia, almeno a quanto si legge sulle pagine locali di Repubblica, dove viene spiegato anche il complesso procedimento necessario inondare il fiume di liquami
(…) per svuotare le cisterne è necessario sbloccare le valvole, attivare nella giusta sequenza tre comandi e attendere che gli idrocarburi vengano aspirati dal fondo e pompati in apposite tubature. Solo a questo punto si possono aprire le ultime paratie che dovrebbero essere collegate ad autobotti
Infami. Ma ora torniamo al pezzo di Olmi…
Le notizie allarmiste corrono veloci. Stamattina al bar ho sentito dire che non bisogna bere l’acqua del rubinetto milanese. Niente di più falso, l’acqua si può bere, la falda non ha avuto nessuna conseguenza, essendo l’acqua che beviamo presa in profondità.
Secondo un’intervista pubblicata su D News di oggi a Bruno Rossaro, uno dei maggiori esperti di scienze ambientali all’Università Statale, “Le conseguenze sull’uomo sono pressoché nulle. Il greggio è naturale, contiene poche sostanze tossiche e volatili, questo significa che si disperdono subito sull’atmosfera, senza causare problemi per la salute, dato che la loro quantità è irrisoria”.
Anche le autorità sanitarie escludono ad oggi, inquinamenti della falda acquifera in Brianza o qualsiasi altro rischio per la salute pubblica.
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Quando ho saputo la notizia ho pensato: non bastavano i liquami, ora anche il petrolio, a peggiorare una situazione già al limite. Così sul ritorno verso casa ho fatto qualche scatto del fiume al Parco Lambro, scattate di sera. Rispetto alle foto del Corriere di oggi l’allarme sembra rientrato. Persiste comunque un forte odore di gasolio e tante chiazze a dimostrazione di un danno ecologico notevole.
Secondo Carabinieri e Vigili del Fuoco, non ci sono dubbi: è un atto doloso. Sono 15mila i metri cubi di gasolio nel Lambro - spero che sia un errore, e siano meno: le autocisterne, per darvi una dimensione, hanno una capacità di circa 35mila litri - fuoriusciti dai serbatoi della Lombarda Petroli di Villasanta. Una marea di liquami di sversamento che ora starebbe viaggiando verso Milano. Sembra che gli impianti fossero dismessi e in attesa di bonifica.
Nella foto in alto, vedete la Lombarda Petroli come ce la mostra Google Maps: si parla già di disastro ecologico, con centinaia di animali morti
Uno strato denso di combustibile ricopre il corso d’acqua fino a Milano: l’odore è insopportabile e gli agenti delle polizie locali di Milano, Monza e Cologno Monzese, intervenuti insieme con i tecnici dell’Arpa (l’Agenzia regionale per l’ambiente), sono al lavoro con le mascherine. E’ stata immediatamente allertata anche la prefettura di Milano. Allarme anche per gli animali del fiume: gli agenti stanno ripulendo papere e anatre in attesa che intervengano gli esperti della polizia provinciale. Molti esemplari sono morti, però, e l’Amsa sta provvedendo alla rimozione della carcasse
Eventi scollegati, ma a tema Lambro e inquinamento, torna in mente l’inspiegabile moria di anatre di qualche mese fa.