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Tutti gli articoli con tag moschea

Vigorelli - Progetto di restauro ipertecnoglico per il velodromo

pubblicato da carloprevosti

Nel 1965 ci hanno suonato niente meno che i The Beatles, oggi il Velodromo Vigorelli giace in uno stato di semiabbandono. La storia è nota, lo stabile fu costruito nel 1935 e subito divenne un centro fondamentale per lo sport milanese. Il Velodromo ospitò i campionati mondiali di ciclismo nel 1939, nel 1951, nel 1955 e nel 1962. Il 7 novembre 1942 Fausto Coppi vi stabilì il primato dell’ora con 45,798 km.

Nel 1945 fu bombardato e quindi ricostruito dopo la seconda guerra mondiale. Nel 1985 la celebre nevicata ne provocò il crollo del tetto e l’inizio del declino. Dal 2001 è diventato sede delle partite di football dei Rhinos e recentemente una delle location proposte come sede provvisoria di una moschea islamica.

Fatta questa premessa storica veniamo alle novità. Sarà che il Velodromo è alle porte della zona della Fiera Milano City e della nuova struttura di City Life, oggi nasce un nuovo progetto di recupero della struttura che prevede interventi per quasi 50 milioni di euro. L’idea alla base del progetto è quello di un palazzetto dello sport dotato di pedane mobili che possano modificare l’aspetto in base alle necessità degli appuntamenti previsti. Sul sito di Repubblica è possibile vederne un’interessante previsualizzazione in 3D.

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Moschee a Milano e Area Falck di Sesto San Giovanni: ci vuole il referendum?

pubblicato da giulio

In quest’inizio di 2009 milanese non ci sono soltanto le polemiche per la preghiera islamica in piazza Duomo. Altre due notizie, apparentemente molto diverse, toccano lo stesso tema di fondo: il rapporto della nostra città con una delle maggiori religioni monoteistiche al mondo.

Stiamo parlando innanzitutto dell’ormai annosa polemica riguardante le moschee a Milano: da un lato la Lega Nord e il vicesindaco De Corato, che insistono nel pretendere che sia indetto un referendum per ogni luogo di culto islamico progettato in città; dall’altro il centrosinistra, parte della maggioranza e il cardinale Tettamanzi, che invocano la libertà di culto.

Nella banlieue milanese più prossima invece, a Sesto San Giovanni, l’immobiliarista Luigi Zunino ha ufficialmente venduto le aree Falck, complete di progetto di Renzo Piano, alla Limitless di Dubai dello sceicco Ahmed Bin Sulayem, confermando così una voce che vi avevamo già segnalato quest’estate.

Si potrebbe a questo punto porre una domanda un po’ provocatoria: perché far votare i cittadini per la costruzione di una piccola moschea di quartiere, ed ignorarli invece quando si tratta di decidere il destino di un’area di oltre un milione e mezzo di metri quadrati? Non c’è qualcosa di assurdo in tutto ciò? Rispondete al nostro sondaggio:

Foto: fabbio, Flickr.

Viale Jenner: i musulmani restano al Palasharp

pubblicato da Chikatetsu


I musulmani che pregano in Viale Jenner dovranno tornare al Palasharp, questo è l’esito di un incontro istituzionale che si è svolto ieri in Prefettura. Settimana scorsa sembrava che ci fosse una vera soluzione, il preffetto Lombardi aveva accennato ad una risposta definitiva alla questione moschea di Viale Jenner, invece, alla fine siamo al punto di partenza. Soluzione temporanea al Palasharp. Ovvero si prega lì fino a che non ci sarà individuato un nuovo luogo definitivo per la preghiera del venerdì.

La Moratti ha dichiarato all’Ansa:

”Per adesso prosegue l’attivita’ di preghiera al Palasharp: quando saremo certi di aver trovato una soluzione che non crei problemi alla citta’ e che sara’ condivisa dal tavolo per la sicurezza, quindi con Provincia e Regione, procederemo”

Intanto, continuano le voci, che vorrebbero una soluzione definitiva (prima o poi) alla questione moschea in zona Via Novara.

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Aree ex Falck: lo sceicco Ahmed Bin Sulayem si compra mezza Sesto San Giovanni

pubblicato da giulio


La voce girava da mesi, e ora è “L’Espresso” a rilanciarla: l’immobiliarista Luigi Zunino è schiacciato dai debiti e vende le Aree Falck di Sesto San Giovanni, complete di progetto di Renzo Piano, ad uno sceicco. Si tratta di Ahmed Bin Sulayem, sultano del Dubai, uno dei principali uomini d’affari del proprio paese, tanto da essersi recentemente piazzato terzo nella classifica degli arabi più potenti al mondo.

Il destino delle aree Falck, che rappresentano con il loro milione e mezzo di metri quadrati buona parte della superficie dell’ex Stalingrado d’Italia, è in discussione da anni e sembrava essere finalmente giunto ad una soluzione definitiva. Ora il nuovo colpo di scena.

Chissà cosa ne pensano tutti quelli che vedono anche solo la costruzione di un tendone-moschea a Lampugnano come una iattura contro la quale alzare barricate.

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Musulmani milanesi al Palasharp per cinque settimane

pubblicato da Chikatetsu

L’intesa per il Palasharp ormai è stata trovata, i musulmani di Milano potranno effettuare cinque preghiere (una ogni venerdì) al palatenda milanese. Le date utili vanno da venerdì questo fino al 22 agosto, un’incertezza sul 29 agosto, perchè sarà già iniziata la Festa dell’Unità (o del PD…) e non si sa se le due cose potranno andare insieme, nel senso che se c’è un concerto è un casino. Durante l’allestimento della festa, potranno invece pregare tranquillamente, lo ha detto il capogruppo PD in comune Pierfrancesco Majorino.

Riccardo De Corato, ha dichiarato che non saranno concesse aree pubbliche per il post Palasharp, nè provinciali nè comunali. Insomma, la comunità dovrà trovarsi uno spazio privato da affittare o comprare. Intanto al Palasharp le preghiere del venerdì vengono via con mille euro a botta, prezzo politico per coprire le spese vive del palazzetto. In ogni caso, De Corato ha dichiarato che l’eventuale moschea, o lo spazio dedicato alla preghiera. non potrà comunque essere a Milano città.

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C'era anche la Santanché alla preghiera islamica

pubblicato da Alessandro Condina

La pasionaria della Destra, Daniela Santanché, non poteva mancare al primo e ultimo raduno dei musulmani praticanti al velodromo Vigorelli di Milano, dove è stata celebrata la preghiera del venerdì. La ex candidata alla presidenza del Consiglio ovviamente non ha partecipato al rito, anzi ha inscenato una protesta con un presidio fuori dal Vigorelli, denunciando che a Milano “oggi è nato un califfato”.

Al di là delle proteste comunque anche i fedeli erano molti meno del solito: poco più di un migliaio di persone contro i circa quattromila che ogni venerdì si riunivano in viale Jenner. Secondo il direttore del centro islamico, Abdel Hamid Shaari, molti «hanno paura di venire perché si sentono minacciati». «Alcuni di loro non hanno i documenti in regola e nei giorni scorsi si sono sentiti minacciati sia dai politici che dai residenti del quartiere».

In ogni caso non si ripeterà l’esperimento del Vigorelli. La comunità ha respinto l’offerta dell’ex Paolo Pini e intanto si parla del PalaSharp come sede provvisoria. Il problema, secondo Shaari, sta nella legge urbanistica, che vieta di modificare le destinazioni d’uso. In pratica, se anche la comunità acquistasse un edificio per adibirlo a moschea, poi la Regione potrebbe impedirglielo. E intanto si va avanti con le soluzioni provvisorie.

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Sotto scorta la vicepresidente delle donne marocchine

pubblicato da Alessandro Condina

Ha ricevuto una scorta di protezione Dounia Ettaib, la vice presidente lombarda dell’Associazione donne marocchine in Italia (Acmid-Donna). Venerdì la donna era stata aggredita e minacciata da due uomini arabi a Milano, vicino alla moschea di viale Jenner: i due, forse suoi connazionali, le “rimproveravano” di fare cattiva pubblicità all’Islam e di essere “una prostituta, come Hina”.

Ettaib, infatti, aveva manifestato a Brescia insieme all’Acmid fuori dal Tribunale dove si celebrava l’udienza per l’omicidio di Hina Saleem, la ragazza pakistana di 20 anni uccisa dal padre e dallo zio perché voleva vivere liberamente una relazione con un uomo italiano. L’Acmid aveva chiesto

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