Non so quanto veramente sia affordable (abbordabile) l’arte contemporanea visti i tempi che corrono, ma diamo merito alla città di Milano e allo Spazio Superstudio Più di via Tortona 27 (Metro Porta Genova) di aver portato per il secondo anno consecutivo una bella rassegna di artisti emergenti, Young Talents e di opere da comprare ad un prezzo compreso fra i 100 euro e i 5000 euro. Per chi se lo può permettere.
Per tutti gli altri, visto che a guardare e a sognare non si spende nulla, fino al 5 febbraio ci sono 77 gallerie internazionali in mostra. Ci sono stata ieri sera, e ne ho viste delle belle – ma anche davvero delle brutte. E ve le propongo nel video dopo il salto.

A Milano ci stiamo provando a promuovere l’arte, anche a Capodanno come vi ha ricordato Carlo recentemente. Per l’Epifania le mostre di Palazzo Reale, Rotonda della Besana e Palazzo della Ragione saranno così aperte per milanesi e turisti dalle 9.30 alle 19.30.
A fine mese chiuderanno l’erotismo giapponese delle Shunga e l’esposizione delle opere di Edward Hopper a Palazzo Reale così come se ne andranno da Milano gli scatti di Steve McCurry a Palazzo della Ragione.
Ancora prima chiuderà Ombre di guerra dedicata al fotogiornalismo di guerra appunto. Proseguono Cina. Rinascita contemporanea e Giappone. Potere e Splendore a Palazzo Reale. Buona Befana “culturale”!
La Cina è un grande paese in movimento. Velocissimo si muove verso lo sviluppo. Come succede in questi cosi il fermento artistico va di pari passo allo sviluppo economico. Ci siamo passati anche noi, negli anni ‘60, quando la ricchezza cominciava a diffondersi e il design italiano cominciava ad avere picchi di asssoluta genialità. Non è difficile prevedere che le nuove avanguardie artistiche sposteranno il baricentro da occidente a oriente. Lo testimonia questa mostra a Palazzo Reale, “Cina, rinascita contemporanea”, da domani fino al 7 febbraio.
Sono gli ultimi 15 anni in mostra, testimonianza filologica di una Cina in evoluzione. Si snoda in un percorso in cui ogniuna delle grande sale è un percorso. Uno di questi ha a che fare con la provocazione come la video performance di Zhang Huan che si spalma di miele e si fa ricoprire di api. Provacazioni dei primi anni ‘90. C’è poi l’ironia delle cartoon generation che si ispira ai fumetti giapponesi, e le fotografie di Wang Quingson, il LaChapelle cinese. Ci sono poi artisti come Zeng Hao, Zhou Tihehai e Ma Liuming , che hanno ripercorso il tragitto della Pop Art americana. Negli anni Novanta è stato importante il movimento creatosi nel cosiddetto “Est Village”, quartiere di Pechino dove si sono stabiliti artisti, critici e musicisti.
Continua a leggere: La Cina POPolare in mostra a Palazzo Reale

A pochi passi dallo storico precursore Wag, il negozio in via De Amicis anno domini 1990, ha aperto (dal 21 ottobre) Sickside, gestito da Flycat, noto streetartist milanese. Lo stile divulgato è quello della “West Coast”, un corollario di suburbanizzati che si vestono come un Cholos, si muovono con Lowriders e fraternizzano con Gang Bangers. Se vi sfugge qualcosa potete fare un salto nel “lato malato”.
Si perchè, “lo store nasce non soltanto come negozio di abbigliamento e accessori, ma vuol essere un punto di interazione tra le diverse generazioni che mantengono vivo questo movimento creativo universalmente conosciuto come Hip Hop”. E quindi via libera ad esibizioni, attività artistiche e musicali, esposizioni, e, anche più semplicemente, un luogo dove poter attingere preziose informazioni sull’argomento con pubblicazioni varie e, a breve, anche lezioni gratuite per spiegare il fenomeno hip hop al volgo.
Qui un’ampia e politicamente scorretta sezione dedicata al Writing e alla Street Art con una scelta di prodotti tecnici e professionali, come le vernici spray Montana, i marker con punta di metallo intercambiabile e i “caps”, tappi delle bombolette spray con 17 getti diversi. E ancora libri e cd musicali. Ovviamente immancabile l’abbigliamento, rigorosamente oversize e le scarpe (punta di diamante le Vans in edizione limitata, firmate dall’artista Chaz da 450 euro e la pantofola con doppio utilizzo, da casa per l’inverno e da città per la primavera).

Arrivato a casa mi aspetta una lettera dal Comune di Milano. Apro incuriosito e che ci trovo? “El nost milan”, un opuscolo di una decina di pagine sui molteplici risultati positivi raggiunti dall’amministrazione Moratti, scaricabile anche online. A pagina 2 una breve presentazione del sindaco che loda l’operosità dei milanesi, grazie alla quale ha raggiunto risultati significativi. “Desidero farvi ora conoscere quanto abbiamo fatto dall’inizio del mandato, in attesa di ricevere i vostri commenti e suggerimenti attraverso la scheda allegata”. Ohibò, sono curioso di conoscere questi successi.
Sfogliando scopro che il libretto propagandistico si compone di 3 capitoletti. Il primo si chiama “Milano vivibile”. Il risultato in evidenza ci informa che c’è 1 milione di mq di verde in più. La pagina successiva elenca i successi dell’Ecopass: meno 5 milioni di passaggi auto e meno 6,8% di traffico in città. Il capitolo sull’Ecopass forse avrebbe potuto essere omesso, per decenza quantomeno. Di pochi giorni fa il quadro impietoso dei nostri polmoni: una indagine dei quattro ospedali milanesi, che ci spiega che dei 53514 accessi al pronto soccorso dello scorso anno, la metà, sono per patologie legate alle vie respiratorie. Velocizzo sul Bikesharing e sui mezzi pubblici,arrivo all’ultima pagina dedicata ai parcheggi, con l’elenco dei posti auto realizzati (non c’è riferimento ai lavori ancora in corso e quelli irrealizzati).
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Non è un caso che l’”astronave” assomigli vagamente all’Apollo 11, quello dello sbarco lunare per intenderci. Visto che avevamo già parlato di luna e frammenti lunari custoditi in caveau, in attesa di essere esposti al pubblico. Strane storie che trovano un parallelismo anche con quest’opera di architettura decostruzionista di 180 tonnellate d’acciaio, di circa 20×20 metri.
Si chiama Transformer Prada rivoluzionario edificio mutante e rotante progettato dall’olandese Rem Koolhaas per ospitare una rassegna di mostre, proiezioni ed eventi multiculturali nel centro di Seul. A ottobre però toglierà il disturbo: destinazione magazzini di Prada.
Ancora non si sa che fine farà e ad oggi nessun accordo su una possibile, e auspicabile, ricollocazione milanese. Leggo sul Corriere che Carlo Bertelli, critico d’arte di fama internazionale, vorrebbe che fosse esposta a Milano per L’Expo. Indipendentemente dal merito architettonico dell’opera, è indubbio che Milano osi poco sull’arte contemporanea, almeno fino ad adesso. In questo senso l’Expo ha cambiato un po’ la rotta di quella che era un città ferma al palo. Vedremo come andranno a finire le cose. Di sicuro si spera che non si replichi la vicenda dell’arca progettata da Renzo Piano per il “Prometeo” di Nono, mai esposta e dimenticata in un magazzino.
Intanto vogliamo la vostra opinione: vi piace? Dove la mettereste?

Girovagando su Facebook ho scoperto che un tale Simone Tortini è riuscito ad aggiudicarsi il sagrato delle Colonne di San Lorenzo per organizzare una serie di mostre sul tema della convivenza nella piazza, con il benestare del Comune e del parroco di San Lorenzo. Per annunciarlo ha fondato un gruppo sul noto social network, “Laboratorio di dialogo artistico alle Colonne“, in cui spiega:
“Questa serie di esposizioni vedrebbe come protagoniste le opere di autori giovani ed emergenti, contrapposte a quelle dei cittadini del quartiere che si lamentano del casino creato dalla vita notturna in Ticinese (..) Lo scopo è far prendere coscienza ad entrambi i soggetti delle altrui necessità in modo da compiere il primo passo per l’instaurazione di un dialogo costruttivo che porti ad un equilibrio tra le varie esigenze”
In questo momento il gruppo è alla ricerca di giovani che propongano le loro opere, per cui se avete tendenze artistiche fatevi sotto. A me interessa però sapere che cosa ne pensate di questa iniziativa: si tratta di un buon modo di ravvivare la città e aiutare la pace sociale delle notti milanesi? Oppure è solo la solita aria fritta da artisti con la testa nelle nuvole e i piedi poco per terra?
Foto | Flickr.

Per la festa dell’otto marzo il Comune di Milano invita tutte le donne ad andare a visitare mostre e musei. Proprio in occasione di questa festività, infatti, mostre e musei saranno scontati o gratis per ‘l’altra metà del cielo’.
Qualche esempio pratico. Alle mostre Magritte, Anima dell’acqua, Corriere dei Piccoli, Futurismo, Samurai, Extreme Beauty in Vogue, prezzo ridotto tra 6.50 e 7.50 euro. Ingresso gratuito ai musei civici e statali della città come Castello Sforzesco, Museo Archeologico, Museo di Storia naturale, Planetario, Pinacoteca di Brera e Cenacolo Vinciano.
Foto | Flickr

L’Hangar Bicocca è uno degli spazi espositivi dedicati all’arte contemporanea che hanno dato dedicata maggiore attenzione ai nuovi movimenti artistici, quelli che ricercano nuove forme di creatività e, spesso, richiedono luoghi di fruizione ben diversi dalle gallerie d’arte e i musei come siamo abituati a conoscerli.
L’Hangar è un punto in cui Milano si congiunge con l’Europa, dove il respiro di artisti internazionali può essere percepito sulla pelle, come l’installazione permanente de I Sette Palazzi Celesti, le torri di Anselm Kiefer o di eventi estemporanei come la serata da Vj che ha visto protagonista tempo fa il regista Peter Greenaway.
Raggiunta la maturità però c’è bisogno di darsi una nuova veste, qualcosa che possa dare lustro a Milano. Nasce così la fondazione HB a cui parteciperanno diversi enti, pubblici e privati. Il progetto è ambizioso, i termini di paragone sono quelli della Tate Gallery, uno spazio vastissimo che potrà essere dedicato anche a eventi come a festival di danza e di musica. Oggi, alle ore 12, cadrà l’ultimo velo su questo progetto, toccherà alla direttrice Artistica Chiara Bertola, a Carlo Alessandro Puri Negri, presidente e Gianluca Winkler, consiglere delegato della Fondazione mettere le carte in tavola e svelare la posta in gioco su cui fino a oggi è stato mantenuto il riserbo più assoluto. Sarà un nuovo inizio per la Milano dell’arte?
Foto | Italianarea
Tanti giovani vestiti di colori sgargianti che si muovono freneticamente in Galleria Vittorio Emanuele II. Altoparlanti nascosti diffondono musica. I passanti sbigottiti si chiedono che succede. Inizia una danza, tutto l’ottagono diventa un palcoscenico. Qualcuno sa che cosa sta per succedere e trae di tasca il telefonino per fare qualche foto. I danzatori da solitari si uniscono e creano una coreografia con il pubblico in mezzo. Qualcosa però va storto, vola qualche insulto e inizia una rissa di musica e colori.
Non si tratta di una rissa qualunque, ma una messa in scena della Rissa in galleria di Umberto Boccioni, quadro di importanza capitale per il futurismo milanese, che giusto in questi giorni compie 100 anni. Milano allora tributa così, con un’azione futurista, una giornata dedicata proprio a questo movimento di innovazione. Mentre apre la mostra a Palazzo Reale, per tutto il giorno (allo scoccare dell’ora) la rappresentazione, un pò in stile flash mob, verrà ripetuta in Galleria. Il denso programma che proseguirà fino al 2010 inoltrato è disponibile sul sito Futurismi del Comune di Milano.
Rissa in galleria



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