
Albertini allora ne fece una battaglia epica: “o la cancellata o la mia testa”, ebbe a dire. Il parco delle Basiliche fino a qualche anno fa era un baluardo del divertimento serale, disordinato e disorganizzato. Ci si andava per bere, fumare e giocare a pallone. Insomma fare casino. Tempi disordinati e libertari, appunto. Almeno così le vecchie generazioni se lo ricordano. Poi arrivò la cancellata e tutto si spostò: Colonne, via Vetere. Tutto lì intorno.
La cancellata non è in discussione, si badi bene. Rimarrà. La proposta dell’assessore al Verde Pierfrancesco Maran è piuttosto quella di ritardare la chiusura del Parco Delle Basiliche. “Modulare gli orari d’accesso” per renderli più compatibili con la movida di tutta la zona del Ticinese. Dalle 22, attuale chiusura, a mezzanotte. Due ore in più.
I dubbi rimangono. Qualcuno, specie i residenti, e il famoso e battagliero Comitato de La Cittadella, temono che il parco torni ad essere luogo di spaccio e illegalità diffusa. Secondo voi è giusto riaprire il Parco delle Basiliche, a tarda sera, per far defluire il popolo della movida , alleggerire la pressione sulle Colonne di San Lorenzo e ridurre i disagi dei residenti?
Foto by Mava, Flickr

La primavera è ormai arrivata, e le temperature consentono una piacevole permanenza all’aperto. Insomma, ci sono tutti gli elementi necessari perchè ricominci la stagione dei botellon. Oltre a quello previsto per il prossimo 17 aprile in piazza Leonardo Da Vinci, ne è stato infatti recentemente annunciato un altro per sabato 24 in piazza dell’Ateneo Nuovo in Bicocca.
L’austero quartiere disegnato da Vittorio Gregotti sta diventando infatti da qualche tempo oggetto di crescenti attenzioni da parte dei giovani nottambuli e molti - anche su questo blog - hanno suggerito che potrebbe diventare presto il nuovo quartiere in delle notti milanesi.
C’è solo una piccola incognita che ancora tormenta i 2700 iscritti all’evento botellonico su Facebook: cosa farà la Polizia? Sulla bacheca c’è chi annuncia un dispiegamento massiccio di forze dell’ordine per impedire il raduno e chi cita articoli della Costituzione che garantiscono il diritto a riunirsi in luogo pubblico.
Ancora pochi giorni e sapremo chi avrà la meglio.
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Re Giorgio precorre i tempi e in controtendenza annuncia di volere “più vita in centro”. Il centro meneghino che durante il giorno pullula di avventori che a caso passeggiano tra le vie che uniscono le Galleria al Castello Sforzesco, e che di notte sembra la location di un film apocalittico di zombie. Dunque viene da chiedersi come il rilancio del Emporio Armani Caffè in via Manzoni 31 possa risolvere la situazione. Ma Armani tratteggia la linea, sta poi ad altri seguirla.
Ho sempre desiderato contribuire a far vivere il Quadrilatero della moda, perché mi piace l’idea che Milano possa essere di sera ciò che è di giorno: viva, dinamica, brillante e ottimista
Seguono i commercianti di via Dante che propongono di spostare qui il fulcro delle movida meneghina. Da maggio dunque il corso potrebbe diventare il centro dello struscio serale, grazie anche a varie iniziative come musica dal vivo e prezzi calmierati, a partire dall’aperitivo. In questo modo si libererebbe la Colonne, zona afflitta dalla cronica invasione di viveur e ubriachi molesti. Il Comune pare d’accordo, d’altronde in questa porzione di centro non esistono residenti. La parola a voi giovani nomadi del divertimento open air. Ci andreste in centro a fare l’aperitivo o per un drink dopo cena?
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Eccoci arrivati al terzo appuntamento con la nuova rubrica per chi vuole visitare Milano in tempi rapidissimi. Basta un weekend per vedere tutto quello che conta a Milano o è troppo? E se ci vengo solo per poche ore cosa faccio? Cosa fare? Dove andare? Dove fermarci a dormire? Scorriamo i giornali e non riusciamo a decidere.
Chiudiamo gli occhi e immaginiamo un ideale percorso per condurre mano nella mano un amico a scoprire cosa vedere (e cosa evitare): una lista dei posti imperdibili, almeno per noi (quindi assolutamente opinabili). Cosa fare a Milano in quattro, otto, ventiquattro ore. O in un week-end.
Scatta la missione impossibile. Sincronizziamo gi orologi e, nonostante il freddo pungente, prepariamo il fiato e i muscoli a una corsa in “apnea” per Milano della durata di quattro ore. Ovvio che questo lasso di tempo non è certo sufficiente per scoprire la metropoli lombarda, ma proviamo a impostare un percorso che vi conduca dove non potete non andare. Diciamocela tutta, questa volta la cultura possiamo lasciarla da parte perché richiede tempo e noi di tempo proprio non ne abbiamo.
Milano, lo abbiamo già detto non è una città molto grande per estensione, quindi questa volta ci organizziamo un percorso che permetta di spostarsi in modo rapido utilizzando soprattutto due tipologie di mezzi. Dimenticatevi gli autobus, sempre imbottigliati nel traffico, la metropolitana invece sarebbe comoda per spostamenti più lunghi, ma per oggi ci dedichiamo a giro molto più a stretto contatto con le strade. L’idea è quindi quella usare i propri piedi per camminare o di approfittare di qualche passaggio rapido in Tram (meglio con un biglietto giornaliero da 3€ in tasca).
Continua a leggere: Metropoli Espresso. Cosa fare a Milano in 4 ore
Le temperature ancora (quasi) estive di questo inizio ottobre consentono lo svolgersi anche in questo periodo di uno dei nuovi riti della vita notturna milanese: stiamo parlando, ovviamente del Botellon, importazione spagnola a base di alcol, gioventù e spazi pubblici.
Leggo sulle pagine milanesi de La Repubblica di ieri che il vice-sindaco De Corato, dopo un ultimo raduno di 600 giovani in Piazza Leonardo, ne avrebbe proposto - avendo forse constatato l’impossibilità di contrastare il fenomeno con le maniere forti - lo “spostamento” nelle aree meno residenziali del centro:
“Cambiate indirizzo al botellon, spostatelo nelle piazze centrali dove si concentrano gli uffici per non dare fastidio a chi vuole dormire”: Palazzo Marino lancia un appello ai ragazzi che organizzano il maxi raduno periodico in piazza Leonardo Da Vinci. (..) Ma quali sono queste aree? Almeno quattro le ipotesi: piazza Affari, via Dante, piazza Cordusio, fino a Piazza Duomo
In realtà, se ci si pensa bene, la proposta di De Corato (che il vice-sindaco aveva lanciato già qualche mese fa) si rivela essere poco più di una boutade: perchè? La risposta dopo il salto.
Continua a leggere: Botellon in centro a Milano: quanto è realistico il progetto di De Corato?
Ok, titolo è parzialmente scorretto: all’East End, pub nei pressi del cimitero di Lambrate, il prezzo della birra la domenica e il lunedì è stato recentemente aumentato a 3,50€. Mezzo euro in più, quindi, rispetto ad altre serate come il mercoledì sera del Maga Furla o il giovedì dell’Outback.
Ciò non impedisce a centinaia di giovani di radunarsi ogni domenica qui, in una via chiusa compresa tra il camposanto, la tangenziale e alcuni rivenditori di piante e lapidi, dando a seguito ad una tradizione che dura ormai da anni.
Il locale all’interno è un classico pub in stile anglosassone, ma se fate come gli avventori abituali, è più facile che passiate la maggior parte del vostro tempo in uno dei capanelli di gente in piedi lungo la strada, entrando di tanto in tanto solo per comprare la tanto desiderata pinta.

Ne abbiamo ampiamente parlato. I lavori sono finiti già il 7 agosto, e i residenti si stavano infervorando. Oggi, finalmente, la notizia dell’apertura ufficiale, il primo settembre. “Il tempo necessario per collaudare le opere e far attecchire il verde”.
I nuovi giardinetti sono costati 400mila euro. Compresa la ristrutturazione della fontana, i pavimenti in porfido, nuove panchine e piante ornamentali. Sull’orario di chiusura il ballottaggio è tra le 19 e le 20. Comunque presto, molto presto. D’altronde il Comune non potrebbe permettere l’invasione dei nottambuli molesti. Sarebbe una disfatta. Curiosità: l’assessore vuole dedicare i giardini a Aleksandr Solženicyn, lo scrittore premio Nobel che raccontò i gulag. Voi a chi lo avreste dedicato?

Alla fine è arrivata: c’è voluta la celere in tenuta antisommossa, ma la recinzione del giardinetto in viale Montenero è arrivata. Dopo la posa della cancellata a tempi record (che ci hanno fatto capire che la velocità dei lavori è proporzionale ai problemi che intende scongiurare), il parchetto ha ripreso i tempi di lavoro placidi e pacati (l’apertura era prevista in giugno). Tra poco comunque arriverà l’apertura. Si, ma gli orari? Deciderà Palazzo Marino.
La Zona 1 si prepara comunque a dire la sua, un parere preventivo. E il parere, se sarà coerente con quanto già votato in commissione Verde e Identità, potrebbe essere quello di sbarrare i cancelli addirittura alle 19. Una sorta di coprifuoco che dovrebbe, nelle intenzioni, evitare che la “collinetta del mercoledì” venga invasa dal popolo dell’aperitivo serale, rendendo poi di fatto impossibile la chiusura.
Ovviamente l’obbiettivo è quello di contrastare l’assembramento di persone di notte, la movida molesta. E pazienza se si sacrifica alla frequentazione serale un giardino, uno spazio di socialità. E’ questa la tendenza che la città si appresta a recepire? Una città che di sera si blinda chiudendo gli spazi di aggregazione?

Estate, tempo di Botellon a Milano. Dopo quello in Bicocca di sabato scorso, il party alcoolico outdoor importato dalla Spagna torna domani alla sua location originaria: piazza Leonardo Da Vinci. Ecco l’invito dell’evento su Facebook:
Dopo la pioggia degli ultimi sabati sera che ci ha bagnato tutti, è ora di scaldarsi cantando e barcollando con una bottiglia in mano di cocktail fatto in casa! E’ ora di ripopolare piazza Leonardo in una calda notte d’estate ricca di festeggiamenti e accoppiamenti! (..) Birra, belle ragazze, musica dal vivo e dj set Hasta la madrugada!
In gallery potete trovare qualche foto tratta dal gruppo “Macrobotellon” del social network più famoso del mondo; non stupitevi se sono un po’ tutte uguali, il famoso Botellon consiste proprio - banalmente - in questo: una massa di giovani che beve per strada.
Se volete vedere altre foto, qui potete dare un’occhiata a quelle scattate da noi in occasione del Botellon in Bicocca dello scorso 24 maggio.
Foto | Flickr.
Avete presente via Valtellina? Quella delle proteste dei residenti contro l’Alcatraz e il De Sade? Ebbene, quando un’amica mi ha invitato per una cena al Mexicali, giusto di fianco ai due dei più famosi divertimentifici milanesi, mi aspettavo un ristorante che emanasse la stessa spocchia dei più famosi vicini.
Fortunatamente i miei pregiudizi erano sbagliati, e il ristorante si è rivelato un ottima sorpresa: a cominciare dal servizio (quasi istantaneo e molto cortese), per proseguire con l’arredamento, molto curato, e finire con i bagni, stilosissimi e dotati di un aggeggio asciuga-mani letteralmente fantascientifico.
E il cibo? Devo confessare che non sono un esperto di cucina messicana, ma il menù (su cui sono evidenziati piatti piccanti e vegetariani) offre una scelta vastissima di antipasti (4-5€), e piatti principali (8-17€), tra cui si segnalano per bizzarria le Chuletas Borrachas “filetto di maiale marinato in birra con succo d’ananas e panna“..
Mexicali: ristorante messicano in via Valtellina
Continua a leggere: Recensioni: il Mexicali, ristorante messicano in zona Farini