
Milano: cimitero di Musocco. Data 24 aprile 1946. Il corpo anonimo di un uomo seppellito nella tomba n 7 è rubato da ignoti. L’identità della salma è tenuta segreta per ragioni di Stato. Dopo accurate indagini si scopre il nome del trafugatore, tal Domenico Leccisi, ex repubblichino e nostalgico, morto ieri all’età di 88 anni. La frase contenuta in un bigliettino lasciato sul fondo della tomba recitava così: “Finalmente, o Duce, ti abbiamo con noi. Ti circonderemo di rose, ma il profumo delle tue virtù supererà quello delle rose”.
La sparizione della salma più controversa della storia della prima Repubblica fu oggetto di una vera e propria spy story che per un mese tenne l’Italia con il fiato sospeso…
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Volevo segnalarvi l’uscita di due libri che solleticheranno la curiosità di molti milanesi che vogliono approfondire la storia della città. Il primo (la cui presentazione è per domani, giovedì alle 21, allo spazio Shake viale Bligny 42) è di Primo Moroni, fondatore della libreria Calusca nel 1971, sin dai suoi inizi un crocevia di controinformazione. Il libro “La luna sotto casa” narra la storia dei movimenti giovanili di Milano, dall’immediato secondo dopoguerra fino alla fine degli anni Ottanta. Periodo vissuto in prima persona e poi osservato attentamente grazie alla “massiccia” presenza dell’autore nella libreria “contro” per antonomasia (vicina del Centro Sociale Conchetta).
Il libro indaga 30 anni di cultura giovanile dal punto di vista di un profeta della Controcultura e che a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta ha raccontato la storia della sua città mostrandone i tanti aspetti non noti, legandoli alle modifiche urbanistiche e alle diverse aggregazioni giovanili. Nel libro si va dal disagio esistenziale prodotto dalla grande ristrutturazione urbanistica degli anni Cinquanta, che generò dapprima bande di quartiere (descritte nei loro percorsi esistenziali e politici, nelle loro logiche interne e nei valori di riferimento), poi i Teddy Boys (cantati da Svampa e Celentano), le “cave” esistenzialiste dei primi anni Sessanta, Barbonia City e la rivolta beat, e infine la stagione dell’impegno: Re Nudo, i Circoli del proletariato giovanile, la nascita dei centri sociali e la grande stagione del punk.
La seconda opera, di tutt’altra fattura, sono vecchi scritti del compianto Piero Chiara che narrano la Milano romantica degli anni ‘30. “Rocconti” è il titolo dell’opera è ha per protagonista la Milano che Chiara frequentò in giovinezza. Lontano dai clamori e dal fermento intellettuale che aveva epicentro nel Cafè Grande Italia in Galleria - ritrovo di intellettuali quali Quasimodo, Gatto, Vigorelli, etc. - Chiara narra le vicende delle periferie, della Milano popolare, le vecchie osterie al Greco, della Bovisa, dei lestofanti dell’Isola e del Musocco. Un punto di vista senz’altro interessante della milanesità. A tal proposito un passo significativo: “lestofanti di assoluta dedizione al mestiere, parte integrante della società perché consolidavano il gusto della proprietà, davano sapore al possesso dei beni mobili, del denaro, degli oggetti preziosi e di ogni altra cosa gelosamente custodita”.