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Tutti gli articoli con tag ndrangheta a milano

Officina Italia 2011: Giuseppe Catozzella e la Milano che brucia

pubblicato da Gabriele Ferraresi

officina italia 2011Ieri sera ho fatto un salto alla prima serata di Officina Italia 2011, giunta alla quinta e ultima edizione - qui il programma, prosegue anche stasera e domani: si comincia verso le 21 - alla palazzina Liberty, in mezzo al Parco Formentano di largo Marinai d’Italia. Purtroppo mi sono fermato poco, ho sentito Carlo Petrini di Slow Food elogiare il mercato della terra a km zero che si svolge lì, poco distante, ogni domenica mattina, poi Giuseppe Catozzella - l’autore di Alveare, qui il suo blog - raccontare della ‘ndrangheta a Milano, e Igino Domanin declamare un testo in cui faceva saltare in aria il Teatro degli Arcimboldi tra cadaveri di cera ripieni di esplosivo e assessori pazzi.

Devo dire che mi ha particolarmente ben impressionato Catozzella: Alveare, il suo secondo libro uscito qualche mese fa per Rcs, racconta la ‘ndrangheta a Milano, tema che nel nostro piccolo anche noi abbiamo provato a trattare in passato. Così oggi ho sentito Giuseppe e gli ho fatto qualche domanda sulla criminalità calabrese e Milano, e gli ho chiesto di pubblicare uno stralcio del suo reading a Officina Italia, intitolato Milano Brucia. Lo trovate su Booksblog.

‘Ndrangheta a Milano: nelle ultime settimane c’è stata una escalation - penso all’incendio doloso al Centro Sportivo Iseo - come mai questo cambio di strategia? Perché mostrarsi così apertamente?

Credo che la risposta sia nel cambiamento, seppur lieve, della giunta milanese. L’instaurarsi della Commissione antimafia e perlomeno la non-negazione del fenomeno ovviamente hanno un contraccolpo nelle strategie dei clan. Cominciano ad aver paura che qualcosa forse potrà cambiare per davvero, che magari ai proclami delle strette sui controlli sugli appalti pubblici e privati, sulle licenze per sale giochi, mini-casinò, tabaccherie, bar eccetera possano seguire dei fatti. L’incendio del centro sportivo Iseo ha esattamente questa logica. Dire: noi siamo qui. Possiamo provocare un incendio visibile da uno stradone percorso da migliaia di auto al giorno, quindi possiamo fare quello che ci pare.

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Incendio al centro sportivo Iseo, l'ombra della 'ndrangheta

pubblicato da Arturo Bandini



Non ci sono intossicati né feriti, ma c’è l’ombra della ‘ndrangheta nell’incendio di sabato al centro sportivo Iseo, ad Affori. La gestione del palazzetto era recentemente passata a Milanosport, società controllata dal Comune di Milano, dopo che il prefetto aveva revocato la precedente concessione a causa di infiltrazioni mafiose nella società che gestiva l’impianto. L’Iseo era infatti finito nell’inchiesta del procuratore Ilda Boccassini sulla presenza della ‘ndrangheta a Milano nei locali vip. “Il Comune di Milano - senza averne consapevolezza - finanzia il gruppo Flachi e ne sostiene le iniziative economiche”, aveva scritto il gip nell’ordinanza di custodia cautelare per 35 persone.

Sabato, quando le fiamme hanno cominciato a divorare i muri del palazzetto, tutti hanno avuto subito un brutto presentimento. E quando si è scoperto che la natura dell’incendio era dolosa, i sospetti si sono aggravati. Al punto che lo stesso sindaco Giuliano Pisapia è intervenuto sula vicenda: ”Un pessimo segnale che mi preoccupa e che deve preoccupare tutti - ha detto Pisapia - Il fatto che in pieno giorno sia accaduto un episodio così grave non può che far riflettere sulla necessità di tenere altissimo il livello di attenzione su tutto ciò che può riguardare la presenza criminale a Milano. Su questo fronte l’impegno della mia amministrazione è assoluto, un impegno che, sono certo, è condiviso da tutta la città e da tutte le altre istituzioni”.

Foto | Gabriele Luigi Abbiati

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Video: la 'ndrangheta a Milano - Terra Sporca sul Fatto Quotidiano

pubblicato da Gabriele Ferraresi

La ‘ndrangheta a Milano comanda senza spargimento di sangue. E’ molto meglio investire e riciclare capitali senza fare troppo rumore, e l’edilizia e il movimento terra sono da sempre, da almeno una trentina d’anni, il business preferito delle ndrine: insediatesi inizialmente a Milano sud e in seguito arrivate un po’ ovunque.

Il video qui sopra arriva dal canale youtube del Fatto Quotidiano, dura circa un dieci minuti e riassume bene una situazione. Parla anche Maurizio Luraghi, imprenditore del settore di cui potete leggere su MilanoMafia. Su KlausCondicio - qui l’intervista, solo audio - invece parla Pierluigi Maria Dell’Osso, procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia, di cui trovate una sintesi su AGI:

“Mi meraviglio, tanto stupore perché Saviano ha denunciato la presenza della ‘ndrangheta nel nord Italia? ‘Ndrangheta, mafia e sacra corona unita ci sono fin dagli anni Cinquanta”. Ad affermarlo e’ il procuratore aggiunto della Dna, Pierluigi Maria Dell’Osso, in un’intervista a KlausCondicio. “I mafiosi - ricorda Dell’Osso - arrivarono a Milano insieme alle migliaia di perone oneste del sud che emigravano al nord. L’Italia non e’ mai stata divisa a meta’, con una parte virtuosa e l’altra delinquente. E neanche si puo’ dire che la giustizia e’ stata ferma visto che migliaia di ‘ndranghetisti e mafiosi sono stati processati e condannati negli ultimi quaranta anni”

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'Ndrangheta a Milano: ancora arresti

pubblicato da Gabriele Ferraresi

ndrangheta a milano arresti cosco valleIn passato abbiamo scritto della ‘ndrangheta a Milano e delle sue ramificazioni: i tre arresti di oggi - nel pavese e nell’hinterland, a Binasco - permettono di tornare sull’argomento. L’operazione di stamane, della Dia di Milano, ha portato a tre fermi: per uno dei quali si può sprecare l’aggettivo “eccellente”, visto che si tratta dell’ex sindaco di un comune del pavese, Giovanni Valdes, già primo cittadino di Borgarello - qui il suo sito elettorale, “Rialzati Borgarello!”.

Non solo Valdes è finito in manette:

ordinanza di custodia cautelare in carcere anche a carico del vicedirettore generale del Credito Cooperativo di Binasco (Milano), il 46enne milanese Alfredo Introini, e dell’imprenditore immobiliare di origine pugliese Salvatore Paolillo di 55 anni. I provvedimenti, emessi dal Gip Andrea Ghinetti su richiesta dei magistrati della DDA di Milano Boccassini, Storari e Dolci, scaturiscono dalle ulteriori indagini seguite alla maxi operazione contro le cosche calabresi che il 13 luglio scorso aveva portato all’arresto di circa 150 persone in Lombardia

Al di là di questo, se vi è sfuggito, vi consiglio di rileggere questo pezzo uscito sul Corriere di ieri, firmato Gianni Santucci, in cui si traccia - alla luce dell’omicidio di Lea Garofalo - una piccola mappa degli interessi criminali a Milano.

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Video: Claudio De Albertis e le infiltrazioni mafiose nelle imprese edili milanesi

pubblicato da Gabriele Ferraresi

Consigliatissima come sempre l’iscrizione alla newsletter di Arcipelago Milano: in quella di oggi vi segnalo la video intervista a Claudio de Albertis. Prendetevi qualche minuto, perché è lunghetta e tratta vari temi: dalle infiltrazioni delle criminalità organizzata nelle imprese edili - quindi della ‘ndrangheta a Milano, ne abbiamo scritto spesso - alle quali è difficile non collegare il prossimo Expo 2015, ai quartieri popolari da ripensare e molto altro.

Qualche nota biografica su de Albertis: presidente di Assimpredil - Ance, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili, fratello di Barbara de Albertis, volto notissimo della destra milanese, passata da AN a un movimento chiamato “Nordestra”, alla Lega Nord nel febbraio scorso, di lui ricordavo di aver letto in Milano da Morire:

E i parcheggi? Che dire del grande business dei parcheggi? Il fiume impetuoso, «un Nilo di banconote», si dirama in un delta a più bracci. Uno finisce «a imprese della costellazione Legacoop». Un secondo a «Daniele Cucchi, figlio di un leader storico del Psdi milanese coinvolto nelle inchieste su Tangentopoli». Un terzo «alla Quadrio Curzio Spa, azienda che nei primi anni Novanta lavorava bene con gli appalti della metropolitana milanese». Il quarto, assai generoso, compreso il parcheggio da 586 box sotto la basilica di Sant’Ambrogio, alla ditta “Borio Mangiarotti”, alla cui guida stanno Edoardo e Claudio De Albertis. E chi sono? Coincidenza: il papà e il fratello dell’assessore di An Carla De Albertis. E sempre lì si torna. All’incoerenza tra le affermazioni di principio sulla grande Milano in rotta sull’Europa e la navigazione sottocosta. Il mito dell’azienda e i traffici politici, bottegari, clientelari

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'ndrangheta a Milano: quindici arresti per il clan Valle, sequestrati immobili per otto milioni di euro

pubblicato da Gabriele Ferraresi

ndrangheta a milano arresti clan valle

Detto e ridetto decine di volte, Milano è la capitale della ‘ndrangheta: ieri abbiamo visto un piccolo assaggio di quanto l’Expo 2015 abbia ingolosito le cosche, con gli arresti di vari membri del clan Valle. Agivano tra Milano e l’hinterland, prestando denaro a usura, strizzando l’occhio al prevedibile business che sorgerà nelle aree di Rho per l’esposizione internazionale. Corriere e Giornale vi raccontano tutto con dovizia di dettagli.

Qui invece parliamo del come e quando arrivarono a Milano i Valle,

si è trasferito in Lombardia negli anni Settanta dopo una faida che a Reggio Calabria aveva coinvolto le famiglie De Stefano, a cui erano legati, e i Condello. Fino agli anni Novanta i Valle si erano radicati nel Pavese, per poi allargare il loro territorio fino all’hinterland Sud-Ovest di Milano.

Non era la prima volta che si trovavano a essere indagati, anzi…

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Mafia, Camorra e 'ndrangheta a Milano: MilanoMafia.com

pubblicato da Gabriele Ferraresi

Mappa cosche a Milano

In vista dell’Expo 2015, si è parlato molto del rischio di infiltrazioni mafiose: pressoché certe, visto che come abbiamo scritto in passato, la ‘ndrangheta ha fatto di Milano la sua nuova capitale. E per scavare una buca a Milano Sud, si sa, devi rivolgerti tendenzialmente solo a imprese legate al sodalizio criminale calabrese - non solo a Milano Sud, a dir la verità, anzi.

Se volete farvi una cultura sui padrini che girano e che giravano per la nostra città, potreste dare un’occhiata a milanomafia.com: è un sito gestito da giornalisti professionisti che si occupano, come intuibile, delle organizzazioni criminali che dal sud Italia hanno messo radici non solo in Lombardia, ma anche a Milano. Per dirvi addirittura una via e un numero civico: via Nino Bixio 37. Dopo il salto vi spiego…

Nella pagina dedicata ai padrini di Milano, scoprirete perché: ci sono un po’ tutti - e c’è anche qualcuno che ora è stato ingabbiato, come Gaetano Fidanzati - da Luigi Bonanno, referente milanese di Cosa Nostra per il narcotraffico internazionale, al leggendario Ugo Martello, arrestato nel dicembre scorso, di cui si tratteggia una biografia molto dettagliata…

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Francesco Messina: il capo della Mobile di Milano vicequestore a Bergamo

pubblicato da Gabriele Ferraresi

messina capo squadra mobile milano

Francesco Messina, capo della Squadra Mobile di Milano, se ne va: finirà a Bergamo come vice questore, ma intanto, rilascia qualche intervista. Prima cosa, perchè se ne va? Su Bergamo News si legge che

secondo i maligni alla base del trasloco potrebbero esserci alcune divergenze con la procura meneghina, la versione più buonista parla invece di un’accelerazione nella sua carriera, che lo porterà alla carica di questore nel giro di un paio d’anni

Qualunque sia la motivazione, Messina ha svolto un ottimo lavoro negli anni milanesi. Cercando per esempio di non sottovalutare certi fenomeni - mafie, in primis - che da altre parti, vengono sistematicamente ignorati - rileggete se vi va quanto scritto sul tema ‘ndrangheta a Milano

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Expo 2015: a Milano ci sarà una guerra di 'ndrangheta?

pubblicato da Gabriele Ferraresi

Ndrine a Milano: la mappa

Dei legami tra la ‘ndrangheta e la Milano Che Costruisce, abbiamo scritto in passato. Abbiamo anche interpellato chi di dovere, ma, come dire, si è mostrato restio a rispondere alle nostre domande: torneremo. Ora però, si torna a parlare di Expo 2015 e di criminalità organizzata, dopo un’inchiesta pubblicata su Calabria Ora, in cui si tracciano linee precise su cosa ci aspetti per i prossimi anni, basandosi su rapporti dei Ros e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.

In sintesi i clan del Nord, quelli che vivono qui, quelli cui ti devi rivolgere per scavare un buco un pò ovunque in città, vogliono affrancarsi da quelli del Sud,

“Siamo in presenza di una sequenza di episodi delittuosi che necessitano di una lettura complessiva - si legge in uno di questi stralci riportati dal giornale - Ci sono sodalizi criminali operanti al Nord che rivendicano una propria autonomia operativa, entrando sempre più in conflitto con gli originari clan di ‘ndrangheta calabresi”

E prosegue

“Non ci sono più tanti satelliti che ruotano attorno a un unico sole, la ‘ndrangheta di San Luca, ma una struttura federata disposta a dialogare con la casa madre, ma non più a condividere con essa i profitti”

Già già: ma le parole di Ingroia (”Il Nord sottovaluta le infiltrazioni mafiose”) se ricordate, erano state definite “offensive”, da Roberto Castelli.

Ndrine a Milano: la mappa
Ndrine a Milano: la mappa

'Ndrangheta: la mappa delle cosche a Milano

pubblicato da Gabriele Ferraresi

Ndrine a Milano: la mappa

Sembra sempre che a Milano tutto sia tranquillo, perché, come scrivevamo poco tempo fa, non è che trovi il morto per strada - salvo eccezioni, chiaro. Ma le cosche ci sono, eccome, le ndrine, anche, e le trovate nella mappa qui sopra, pubblicata oggi dal Corriere. Sempre tutto tranquillo per quanto riguarda gli appalti per l’Expo 2015?

Ndrine a Milano: la mappa
Ndrine a Milano: la mappa

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