
Ultimamente a Milano e in molte altre grandi città si parla di bikesharing e di mobilità alternativa, a volte però ci si dimentica nel citare il carsharing, una realtà già attiva a Milano per lo meno dal 2006. Molti ancora non sanno cosa sia. Parlo da fruitore del servizio. Da tempo non possiedo una macchina e se devo utilizzarne una mi affido da tempo al servizio di Legambiente e Atm.
Chiacchierando, quando cito il Carsharing alla gente moltissimi non hanno idea di cosa si tratti e spesso mi sono chiesto perchè il servizio (che reputo efficientissimo e comodo) stenti a decollare. Oggi l’articolo sul Corriere è impietoso: 4 mila iscritti, pochissimi se pensiamo che il bikesharing ne ha 11 mila. Forse poche facilitazioni, a parte l’esenzione dall’Ecopass e posteggio gratuito sulle strisce blu. Peccato che le macchina non possano accedere alle corsie preferenziali, come accade in molti altri paesi della UE.
E’ indubbio che alla gente piace vivere facile. Anche per me non è stato semplicissimo capire il meccanismo di questo servizio di noleggio orario. Per questo motivi il Carsharing ha solleticato poco la fantasia dei milanesi, e degli italiani. Troppi cavilli, troppe spese, troppi adempimenti. Ora si cerca di correre ai ripari semplificando la procedura di iscrizione con le carte all inclusive prepagate. A ciò si aggiunge il fatto che, nell’ottica di semplificare il servizio, le due concorrenti che garantivano il servizio si sono unite. Guidami (Atm) e Car Sharing Italia (Legambiente) metteranno in comune il patrimonio: la flotta riunita conterà 104 veicoli e potrà disporre di 61 parcheggi.
Se volete saperne di più sul servizio (Un autonoleggio self service sotto casa. L’auto che paghi a tempo. L’auto che prenoti con un click) potete consultare l’apposita pagina.

Avete mai pensato di organizzare una festa itinerante su uno dei tram storici ATM, magari per il compleanno o la laurea di un amico? Ebbene sappiate che da ora in poi, a meno che non siate dei fan dei party a base di analcolici, dovrete rinunciare a questa idea.
ATM ha infatti proibito, a partire dallo scorso 15 maggio, l’introduzione di bevande alcoliche sulle vetture storiche da noleggio. Per quale motivo? Al centralino prenotazioni si rifiutano di commentare, ma corre voce che ci siano stati alcuni incidenti che hanno convinto l’azienda a prendere questa decisione.
C’è chi parla di feste tramutatesi in mastodontiche risse, a causa di qualche goccio di troppo, e chi invece racconta di invitati che si divertivano a lanciare dal tram bottiglie di vetro sui pedoni. Tutto questo mi fa sorgere spontanee due domande: quale genere di persona organizza una festa e poi finisce per picchiarsi con i suoi amici? Secondo: chi prenoterà più un party in tram?
Non so voi, ma io frequentando le notti milanesi mi sono fatto l’idea che gli astemi siano ben pochi. E in genere, non sono i tipi da festa itinerante su un mezzo pubblico.
Foto | Flickr.
02blog si lancia anche nel campo delle recensioni delle sale prova musicali con il Punto Musica di Sesto San Giovanni (MM Sesto Rondò, via Tino Savi 76). Gestita dal giovane musicista Alessio Langella, la sala si caratterizza per la grande attenzione prestata alla strumentazione, di buona qualità e molto “curata”: per intenderci, è difficile per un batterista trovare qualche pezzo un po’ danneggiato, mentre i chitarristi tendono ad apprezzare particolarmente la presenza di testate Brunetti (date un’occhiata alla gallery).
I prezzi? Piuttosto competitivi: dai 10 ai 15€ all’ora, a seconda della fascia oraria e del giorno della settimana. Per chi volesse registrare qui i propri pezzi, siamo invece sui 20-25€. Punto Musica fa poi anche da scuola di musica (basso, chitarra, batteria, canto e sax), affitta sale per studio a ora agli insegnanti ed effettua noleggio di strumenti e service audio. Maggiori informazioni le potete trovare sul sito, sul Myspace e sulla pagina di Facebook della sala.
In conclusione, un’ottima possibilità per chi ama provare ogni settimana, ci tiene alla qualità degli strumenti e magari gravita nell’area del nord Milano. Sconsigliato se invece abitate dalla parte opposta della città, o se siete di quelli che nell’hinterland non ci metterebbero piede neanche se minacciati con una pistola alla tempia.

Vi abbiamo parlato qualche giorno fa dell’inaugurazione della nuova Stazione Centrale, con tanto di maxi-galleria di foto. Come ci segnala però un affezionato lettore, non è tutto oro quello che luccica.
Denuncia infatti il presidente di Ciclobby Eugenio Galli che, nonostante i milioni di euro spesi, non si è realizzato nessun intervento a favore dell’integrazione tra mobilità su rotaia e ciclabile, come avviene invece normalmente in questi casi nel resto d’Europa (pensate ad Amsterdam).
A Milano si sarebbe infatti potuto - secondo la lobby dei ciclisti - cogliere l’occasione per realizzare una bicistazione, con tanto di “punto di noleggio, deposito, riparazione, assistenza alle bici e ai ciclisti”. Inoltre spostarsi con una bici a carico all’interno della stazione risulta, anche dopo la ristrutturazione, molto difficile a causa della presenza di “barriere architettoniche” su scale e tapis roulant. Chissà se ai ciclisti milanesi basterà la postazione del bike-sharing di Piazza Duca D’Aosta per consolarsi…
Foto: ibcbulk, Flickr.
La telenovela del bike sharing milanese sta tenendo col fiato sospeso ormai da mesi gli appassionati della mobilità sostenibile. E forse, mentre cercavamo tutti di capirci qualcosa tra annunci, rinvii, ricorsi al TAR e smentite, non ci siamo accorti che qualcun’altro, senza troppa pubblicità, sta lavorando a un progetto molto simile.
Stiamo parlando del Parco Nord, che ha installato da qualche mese, in via sperimentale, un prototipo di impianto automatico per il noleggio di biciclette, che dovrebbe essere messo in funzione prossimamente. Il progetto non ha equivalenti in Italia ma si ispira a quelli esistenti in città europee come Ginevra e Stoccolma, ed è stato finanziato in gran parte dalla Provincia di Milano. La struttura, che dovrebbe alimentarsi grazie a panelli solari, distribuisce 18 bici per adulti, per un prezzo ancora da definire: è previsto l’utilizzo di una tessera magnetica, previa iscrizione al sistema su internet.
I distributori, che mirano a rendere “noleggiare una bici un’operazione semplice come le tante volte che abbiamo preso un dvd”, dovrebbero secondo i piani essere due: uno presso il capolinea del 4, al confine tra Milano e Bresso, l’altro a Cinisello, in corrispondenza della nuova metrotramvia, per facilitare l’intermodalità mezzo pubblico - bicicletta.
Abracadabra: le auto blu diventano nere. Quindici Bmw per l’esattezza. Tranquilli, non peseranno sul bilancio comunale; le macchine saranno “sponsorizzate”, offerte cioè in comodato d’uso al Comune a costo zero dalla casa tedesca. Così leggo su Il Giornale. Prima del casa tedesca si era offerta anche madame Peugeot.
Così tutti contenti dopo il taglio di 250mila euro per il noleggio delle auto di servizio votato a maggioranza, che ha azzerato le 38 auto usate da assessori e dirigenti. Da fine gennaio per gli spostamenti di servizio si utilizzavano le Punto bianche del Comune. In attesa della delibera per far partire il car-sharing di 250 auto per tecnici e dirigenti, da prenotare attraverso un call center, gli Assessori si muovono sponsorizzati tornando ad avere una propria auto personale, dopo qualche mese di spostamenti con mezzi propri e pubblici.
Ieri i media hanno dato ampio risalto alla partenza ufficiale del progetto francese Velib, con 10.000 biciclette a disposizione, con un abbonamento a 29 euro l’anno per muoversi attraverso Parigi in libertà e senza inquinare.
Le bici grigie a tre marce sono dotate di antifurto e lucchetto, con diverse stazioni di ritiro e consegna. Il noleggio è gratuito per la prima mezz’ora, poi la tariffazione segue diverse formule, da 1 euro per le prima mezz’ora supplementare, fino ad un massimo di 4 euro per mezz’ora. Il servizio è dedicato sia ai cittadini sia ai turisti.
Ero entusiasta di questa idea finchè mi hanno raccontato che una ventina di anni fa venne organizzato un servizio simile a Milano. Le biciclette, dal caratteristico telaio bucherellato, non vennero restituite: in pratica furono tutte rubate.
Osservando il funzionamento del sistema francese effettivamente qualche dubbio mi è venuto: a Parigi sono piazzate decine di rastrelliere piene di bici da prendere tramite un sistema di lucchetti che si sbloccano tramite card personalizzate.
Diciamo la verità. Da noi, e in qualsiasi altra città italiana, tra ladri, menefreghismo e vandali, quanto durerebbero bici e rastrelliere?