
Secondo la definizione di Wikipedia l’hacker “è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte”. Tra gli illustri hacker Ken Thompson e Dennis Ritchie autori del sistema operativo Unix. Molti sono corteggiati dalle grandi aziende per potenziare i loro sistemi informatici, come illustra chiaramente la storia di Raoul Chiesa, pioniere degli hacker, oggi protagonista della lotta al cyber crime.
Premessa che non può servire a far capire la grandezza di un movimento globale. Profili eterogenei accomunati, in occasione dell’Hackmeeting, da un denominatore chiaro e forte: la filosofia della rete come comunità senza divieti, il libero scambio di contenuti digitali (Scaricare gratis è giusto), la condivisione dei saperi orizzontale, l’informazione senza filtri né barriere, l’opposizione alle logiche securitarie e a chi muove guerra all’anonimato online.
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Non so se la sentenza sarà storica o che, ma sicuramente farà discutere chi si occupa di p2p, informatica, file sharing e via dicendo. Due persone coinvolte nei mesi scorsi in un’operazione della guardia di finanza contro il file sharing, sono state condannate per violazione del diritto d’autore.
Il Gip Clementina Forleo, ha emesso un decreto penale che condanna i due a una multa da 3.000 euro. La notizia la rende nota la Fimi, Federazione Industria Musicale Italiana, sul suo sito.

All’inizio fu Napster, poi seguirono Emule, Kazaa, i vari Torrent eccetera. Il peer to peer è uno dei più grossi grattacapo per le major cinematografiche e musicali, ma molti utenti di internet lo considerano un diritto. Chi ha ragione? La risposta non è per nulla semplice, i governi di tutto il mondo si stanno muovendo per trovare norme che tutelino i produttori senza però infastidire troppo nemmeno gli utenti. In poche parole gestire il P2P è un bel casino. Domenica 10 dicembre, per la prima volta in Italia, ci sarà una manifestazione di piazza contro la legge Urbani e in favore del peer to peer.
In Italia pare che il file sharing riguardi milioni di persone, e tutte queste rischierebberò qualche annetto di carcere in teoria. La manifestazione, organizzata dalla comunità scambio etico, chiede inanzitutto una depenalizzazione del reato di file sharing. In secondo luogo i manifestanti chiederanno l’istituzione di una commissione per rivedere tutto il sistema legislativo in materia, e considerare la proposta già elaborata da movimenti e associazioni di un canone atto a soddisfare gli autori ed essere accettabile dal Popolo del P2P. Inoltre richiedono un impegno a livello europeo per chiedere una revisione della convenzione universale del diritto di autore che dovrebbe essere stabilita in non oltre 20 anni dalla produzione dell’opera.
Il concentramento del corteo è fissato per le ore 12 di domenica 10 in piazza Santo Stefano a Milano.