I numeri sono grossi: 130 quintali di pasta, 120 e mezzo di biscotti, 130 quintali di formaggio grana e oltre 35.000 litri di latte. Il tutto destinato a quasi 33mila persone per il solo mese di luglio. Sono le cifre relative alla distribuzione di viveri da parte della Croce rossa italiana della provincia di Milano, avvenuta nell’ambito del progetto “Aiuto Alimentare agli Indigenti”.
Alberto Bruno, presidente della Cri provinciale, delinea una situazione non certo allegra:
Ci piacerebbe molto poter annunciare che questa attività è un opera che va a estinguersi, ma purtroppo non è così; anzi, i dati ci indicano una crescente richiesta di aiuti per far fronte ad una condizione di vita che porta sempre più famiglie a non riuscire ad arrivare alla fine del mese. Anche se non possediamo la ‘bacchetta magica’ per dare una soluzione a questa crescente diffusione delle povertà, noi ci impegniamo da anni anche su questo fronte, con quell’impegno sociale, morale e solidale che distingue l’azione della Croce Rossa
Continua a leggere: 33 mila persona sfamate dalla croce Rossa a luglio: è emergenza povertà?
Senza voler entrare nella psicosi delle mozzarelle campane, qui la faccenda è un’altra. L’iniziativa populista “Pane per la famiglia”, un kilo di pane a 3 euro, promossa dall’Assessorato alle attività produttive del Comune di Milano, in collaborazione con l’Associazione panificatori, per agevolare i consumi delle famiglie nella quarta settimana, è un flop. I motivi? La maggioranza dei panificatori non ci sta.
Sul sito della Repubblica un elenco con i contrari (la maggioranza) e qualche adesione: 2 panifici e 2 macellerie. Un po’ pochini.
Per iniziare questo 2007 con leggerezza, abbiamo pensato di parlarvi di una delle pagnotte più leggere che esistano: la michetta. E di approfittarne per farvi qualche domanda sul pane più economico del mondo.
E’ il pane dei milanesi, per definizione. Ci identifica, insieme alla cotoletta ed al riso giallo, nel panorama gastronomico italiano ed anche mondiale: facendo qualche ricerca per scrivere quello che state leggendo, ho trovato numerose ricette internazionali che la descrivono e la osannano.
Nonostante sia considerato da tutti un pane povero, è un pane che riassume in se tutta la logica del gusto e della buona tavola, nelle prime ore subito dopo essere stato sfornato, risulta fragrante, morbido, al limite della delizia mentre, dopo appena sei ore, o peggio ancora, dopo un paio di giorni, è il più immangiabile e gommoso panino che esista.
Rispondetemi voi, cittadini milanesi del 2007, come deve essere la vera michetta? Piena di mollica e gustosa come ce la propinano alcuni panettieri o leggera e praticamente priva di contenuto come la tradizionale ricetta?
Dimenticavo, ancora buon 2007!