
Ieri sembrava che fosse Bruno Ermolli - o Air-Molli, come si legge spesso su Dagospia - il successore di Paolo Glisenti sulle poltrona di ad della Expo 2015 Spa. Invece, come anche alcuni di voi ci suggerivano nei commenti ci sarebbe un altro in lizza: Lucio Stanca. Chi è Lucio Stanca? Oggetto dei conformisti strali grilleschi quand’era Ministro all’Innovazione, se ne legge un ritratto nell’archivio di Repubblica:
Nato nel 1941 a Lucera, in provincia di Foggia, laureato alla Bocconi, Stanca entra in Ibm nel 1968. Passa poco tempo e lui, uomo di marketing in un’ azienda governata da ingegneri e informatici, viene catapultato ad Armonk, il quartier generale di Big Blue. Un’ esperienza durissima, come ha confessato ad un recente convegno sulla formazione, per un giovane manager italiano che deve fare i conti con i miti e i riti della cultura imprenditoriale anglosassone
Ma ci sarebbe molto altro da dire: che insomma, Stanca, non è che ai tempi in cui sedeva al governo fosse uno dei ministri più apprezzati:
per alcuni ministri è proprio notte fonda. A cominciare da una pattuglia di tecnici che proprio non riesce a decollare, se Girolamo Sirchia, Pietro Lunardi e Lucio Stanca il “mister I” delle serate da Vespa occupano tre degli ultimi cinque ultimi in classifica, e viaggiano poco sopra quota 10%
Vedremo: per ora si tratta solo di indiscrezioni, malgrado Formigoni assicuri che la situazione si sia sbloccata.

Ieri sera summit ad Arcore, con Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti, Ignazio la Russa, Letizia Moratti e Roberto Formigoni. Charles Manson, ancora una volta assente ingiustificato. Motivo del meeting: mettere la parola fine alle annose polemiche sull’Expo 2015, quando siamo ormai verso marzo 2009.
Risultato: sembra che Paolo Glisenti dovrà farsi da parte. Berlusconi e Tremonti hanno garantito supporto - traduzione: denaro - in cambio di un passo indietro della Moratti sul suo golden boy già in passato amministratore delegato in fieri della Soge.
E ora? Il Premier ed il Ministro dell’Economia vogliono piazzarci Bruno Ermolli. Ermolli? Si quell’Ermolli
Bruno Ermolli, 67 anni, nato a Varese ma da sempre trapiantato professionalmente a Milano, ha un curriculum vitae in cui il suo profilo di consulente si intreccia da almeno 30 anni con una fortissima presenza sociale (e in qualche modo anche politica) nel capoluogo lombardo. Con un ruolo in prima fila in tante battaglie combattute a fianco del suo cliente più fedele, la Fininvest di casa Berlusconi
Sono state tante le settimane decisive per l’Expo 2015, fin da quando si lottava contro Smirne per l’assegnazione. Ora invece sembra proprio che si sia arrivati al redde rationem. Per Paolo Glisenti almeno, che pare sia stato scaricato da tutti, destra e sinistra, e resti a piedi in vista dell’esposizione internazionale.
Si legge tutto in questo pezzo di ImgPress: nei prossimi giorni ci sarà il rimpasto in giunta, con conseguente valzer di poltrone - tra quelle da tenere d’occhio, Ombretta Colli che finisce all’Arcimboldi - e si dovrebbe “chiudere” anche la questione Expo, bloccata da mesi, quando siamo ormai a fine febbraio 2009.
Il problema della città non è quello di trovare un posto e uno stipendio a Paolo Glisenti, ma è quello di far decollare l’Expo. E ci sono due modi per farlo decollare: 1) l’azzeramento del Cda dell’ Expo 2015 spa; 2) il commissariamento
Condivisibile parola per parola, che dite?
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Tra i tanti ad avergliela un pò tirata, a Paolo Glisenti, ci siamo anche noi: sembrava che potesse gestire in pratica da solo 4 miliardi di euro, e invece ora sembra che sia lui l’unico ostacolo da rimuovere per l’Expo 2015.
Si spiega tutto molto bene in questo pezzo di IMG Press, ve lo riassumo semplificando un pò la questione: come disse qualcun altro, it’s all about the benjamins, lo sapete benissimo anche voi. Letizia Moratti non vuole restare fuori da un evento che in teoria le imporrebbe un ruolo di rappresentanza.
Ci vuole piazzare un suo fedelissimo, strapagandolo, e chiaramente la cosa a molti non va giù, nonostante siano tutti della stessa area politica. Ma il cash è più importante. Ecco, quando vi chiedete come mai non si arrivi a nulla, la risposta la trovate nelle righe qui sopra.
Foto | Pao

Oggi su Il Giornale - malgrado qualcuno abbia confuso i titoli di due pezzi, percui sembra che Glisenti sia implicato in losche violenze peruviane - leggo un pezzo in cui si esprimono delle perplessità che credo vengano a chiunque abbia seguito la telenovela Expo 2015, cui al confronto Sentieri è un corto di un quarto d’ora…
È possibile che in un momento in cui migliaia di lavoratori perdono o rischiano di perdere il loro posto di lavoro non si faccia il possibile, anzi l’impossibile, per dare il via a quei cantieri e a quelle iniziative che, secondo le stime fatte, dovrebbero garantire il lavoro a settantamila persone?
Giustissimo. E ce n’è anche per il golden boy dell’esposizione
È possibile che per un nome, anzi per una persona, cioè Paolo Glisenti, braccio destro della Moratti e amministratore in pectore (ma non ancora nominato) della società che dovrà gestire l’esposizione internazionale si blocchi tutto? O è possibile che tutto sia fermo per le divergenze (ma c’è chi parla di antipatia, che sarebbe anche peggio) fra il ministro Tremonti e Lady Letizia?
Tic tac, il tempo passa: e siamo già a metà febbraio 2009. Bei tempi, quando si discuteva del decreto, vi ricordate?

Se ne era parlato anche nei mesi scorsi, di rinunciare all’Expo 2015. Ora però, sembra che tutto torni di attualità, almeno sulle pagine milanesi de La Repubblica. Vittorio Gregotti infatti, il grande vecchio dell’architettura - nonchè uno dei consiglieri d’amministrazione del Corriere - spiega che, bè si, ci si potrebbe pensare a mollare tutto.
Diana Bracco ovviamente smentisce tutto, chiaro. Ma già ieri vi raccontavano delle difficoltà finanziarie legate all’esposizione. Altri sostengono che la strada giusta sarebbe quella di ripensare i temi, di realizzare la manifestazione in tono minore.
Risultato? Una figura da cioccolatai immane: rimetterebbe in discussione le mie teorie sul posteriore di Letizia, che stimavo come dotato di invincibili capacità apotropaiche. Via al sondaggio!
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L’Expo 2015 continua a restare fermo ai box, motivo del contendere sempre Paolo Glisenti, il morattiano di ferro non proprio visto di buon occhio a Roma e dintorni. Malgrado sembrasse che la situazione stesse andando verso una soluzione - che c’è almeno per quanto riguarda gli stipendi - entrano in gioco anche altri attori.
Le reti del potere vero in Lombardia, soprattutto per la parte economico finanziaria, sono entrate in campo a gamba tesa, e anche per questo motivo i tempi per gli accordi si dilatano. C’è per esempio la Fondazione Cariplo, o la Camera di Commercio, che non hanno voglia di stare a guardare.
Se ne legge qualcosa in questo pezzo del Velino, molto interessante, anche se un pò pesantuccio. Denso, diciamo. Più o meno come “Lo scambio simbolico e la morte” di Baudrillard.

Povero cda di Expo 2015 Spa: da Diana Bracco in giù, e Paolo Glisenti compreso, acchiapperanno ben poco grano. Quella che il Corriere chiama icasticamente “scure di Tremonti” si è abbattuta sulle retribuzioni dei dirigenti dell’esposizione internazionale.
In fondo non male:
170 mila euro complessivi per i cinque membri, di cui 50 mila al presidente, Diana Bracco, e 30 mila ciascuno agli altri quattro esponenti del cda, compreso l’amministratore delegato Paolo Glisenti
almeno rispetto alle ipotesi di qualche mese fa. Vi ricordavate di questo post? Si parlava di 8,5 milioni di euro da oggi al 2012 per il Richelieu alla corte di donna Letizia.
E’ Affaritaliani.it, il primo quotidiano online italiano, a lanciare la notizia-bomba: secondo alcune sue non meglio identificante “fonti”, dopo la tensione di questi giorni tra Letizia Moratti e Silvio Berlusconi per il caso Alitalia, il Presidente del Consiglio starebbe valutando un piano per rimuovere il Sindaco di Milano e tornare alle urne già nel prossimo novembre.
Elezioni che a quanto pare il Silvio nazionale è certo di vincere, visto che circola già il nome del successore: Gabriele Albertini, già sindaco della città nel periodo 1997-2006. Il progetto prevede, tra le altre cose, anche la sostanziale esautorazione della Moratti dal dossier Expo 2015 attraverso la nomina di Guido “Emergenza Rifiuti” Bertolaso come commissario straordinario. Altro che Paolo Glisenti!
Solo uno scenario di fantapolitica? Forse, ma voi intanto rispondete al nostro sondaggio:

Chi deruba chi? Intanto, pagheremo di sicuro noi: sta di fatto che il Ministero del Tesoro ha piazzato un bel veto sui compensi del board dell’Expo 2015. Secondo alcune indiscrezioni, lo stipendio proposto per Paolo Glisenti, annuo e lordo, da oggi al 2015, sarebbe stato altino: 500mila euro.
Al Ministero, e all’Avv. Olga Cuccurullo, deve essere sembrata una bestialità, quindi se ne riparla settimana prossima. Ultimi nodi da sciogliere dunque, prima di far partire il motore che in sei anni dovrebbe mettere in piedi infrastrutture in grado di ospitare 29milioni di persone.
Ultimi nodi, ed ennesima perdita di tempo in vista dell’esposizione internazionale: ma in fondo, dopo avere aspettato per mesi e mesi un decreto, credo che una settimana in più - Expo 2015 Spa e rappresentanti del Ministero si ritrovano settimana prossima - non cambi poi molto. E intanto siamo già nel 2009…
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