
Riprendiamo dai colleghi di travelblog una notizia da “Settimana Enigmistica”, rubrica Forse non tutti sanno che… il parcheggio più grande di Milano è presso l’aeroporto di Linate. Se infatti Malpensa offre complessivamente oltre 9000 posti il nostro scalo cittadino non è da meno – fatte le debite proporzioni, ovviamente – con i suoi 4000 di cui ben 3000 coperti appena inaugurati (fonte: “Il Giornale”).
Se volte conoscere più da vicino questo enorme parcheggio multipiano non dovete per forza partire per l’Isola dei Famosi (eh sì, Linate è stata protagonista anche di questo ultimo evento mediatico) ma potete visitare il sito www.sea-parkandfly.it. Per darvi un’idea dei costi partendo oggi alle 13:00 e tornando domenica verso le 18:00 paghereste, usufruendo del nuovo P2 Executive, 66 €.
Il sistema Park&Fly dei due aeroporti milanesi è ad ogni modo flessibile: offre diverse promozioni per chi deve lasciare l’auto più giorni con tariffe week-end o formule in abbonamento (info: 02.74852934). Milano rimane comunque in attesa della Linea 4 per arrivare e tornare da Linate spendendo due euro e lasciando fermo il proprio mezzo…
Foto | Caccamo by Flickr
Mentre l’assessore regionale ai trasporti, Raffaele Cattaneo, continua a levare la sua voce contro i tagli che rischiano di compromettere quasi il 30% dei trasporti pubblici cittadini e regionali, sembra che la soluzione a ogni male per la viabilità milanese sia rappresentata dai cantieri per i parcheggi sotterranei che da qualche anno sono diventati un incubo per molti quartieri cittadini.
Citiamo solo il contestato scavo preliminare in Piazza Sant’Ambrogio, bloccato da mesi dalla Soprintendenza per ritrovamenti romani (ma dai!? non ci aveva pensato nessuno?) materiali utilizzati per i trasporti regionali. Oggi sul piede di guerra c’è un intero quartiere che vuole difendere lo spazio verde di Piazzale Lavater. Il comitato di quartiere ha già raccolto oltre 1400 firme, alcune anche di cittadini illustri residenti in zona. Abbiamo incontrato Claudio Calì, membro attivo del Comitato e gli abbiamo fatto qualche domanda per capire meglio l’atmosfera che si respira subito dopo la manifestazione di ieri pomeriggio.
Piazzale Lavater
Continua a leggere: Piazzale Lavater, l'intervista a Claudio Calì del Comitato contro il parcheggio

I parcheggi ignoranti possono essere i più diversi. Ignoranti perché non si pensa all’altro nel momento in cui si lascia la macchina dove capita pur di andare al bar, a casa, a visitare la mostra… e così via. Stamattina ve ne proponiamo quattro, due sono tra i più classici, macchina sul marciapiede senza alcuna motivazione plausibile e parcheggio sulle strisce con parziale ostruzione dello scivolo per i disabili.
Per la foto in apertura (foto 2) dobbiamo invece ringraziare Maurizio, un nostro lettore che così ci scrive: “Fantastico parcheggio fotografato oggi (domenica 25 aprile, ndr) in viale Alemagna quasi di fronte alla Triennale. Per la cronaca il 61 è rimasto bloccato per una buona decina di minuti con la coda di auto strombazzanti dietro il bus”.
Invece la foto del Land Rover (foto 4) – sempre di Maurizio – è stata scattata in piazzale Loreto dove “il proprietario parcheggia sempre in quella posizione, evidentemente ritenendo l’aiuola il suo parcheggio personale”. Come altri sfrutta le caratteristiche di questi mezzi per parcheggi avventurosi o addirittura acrobatici.
Roma resta irraggiungibile, col suo Bacarozzo de Fero dedicato al peggior parcheggio: ma anche a Milano, ci sono grandi cose. Ieri Kazuma ci invia uno scrigno di scatti che contiene preziosissime gemme in forma di violazioni del codice della strada. Oggi si aggiungono anche Fabrizio Solito e Davide Aiello, con qualche altra perla…
Protagoniste nelle immagini? Mezzi fuori dal comune - Davide ci invia una macchina americana lunga più o meno come un Ducato, forse qualcosa di più - e altre vetture che siamo stra-abituati a vedere, come la Smart, le cui piccole dimensioni fanno spesso scattare nei proprietari eccessi di creatività parcheggistica, raramente apprezzati dalla polizia locale.
Fate come Kazuma, Fabrizio e Davide: mandateci le vostre foto dei peggiori parcheggi di Milano!
Continua a leggere: Foto: i peggiori parcheggi di Milano fotografati da Fabrizio e Davide
Kazuma, fedelissimo lettore di 02blog, ha colto la palla al balzo: il post dell’altro giorno, quello in cui vi invitavo a mandarci le foto dei peggiori parcheggi di Milano, sfondava neanche una porta, ma un ponte levatoio aperto. Lui, Kazuma, ci aveva già riempito un album su facebook con foto del genere: e va detto che la selezione che ci ha mandato contiene dei veri capolavori.
Sono indeciso sulla migliore: la Smart sulle strisce con in bella vista un manuale di Diritto Civile, è fantastica: anche i mezzi delle forze dell’ordine abbandonati a capocchia, fanno la loro figura. Da non trascurare anche la minicar, poteva mancare? Un curatissimo florilegio di violazioni del codice della strada per cui ringraziamo una volta ancora l’ottimo Kazuma.
Mandateci anche le vostre foto, cosa aspettate?
Parcheggi a Milano: le foto di Kazuma




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A Roma, non ce n’è, ci battono, Marco si è inventato anche un premio, il Bacarozzo de Fero, per i peggiori parcheggi che trova nelle strade dell’Urbe: ma sono certo che anche noi potremo mostrare di che razza di acrobazie sono capaci i guidatori milanesi pur di abbandonare l’amata-odiata vettura.
Qui trovate un paio di foto che ho fatto ieri, nulla di che: classico tergicristallo alzato - la lettera scarlatta di ogni automobilista indisciplinato - e in un caso anche una multina, ma di sicuro c’è molto di peggio in giro. E qui arriva il bello: voi per strada ci siete tutti i giorni, mandateci le vostre foto dei peggiori parcheggi di Milano!
Scrivete alla mail dei suggerimenti, se vi va specificando anche la via dell’avvistamento.

Milano non è certo la città più semplice da gestire soprattutto per quanto riguarda il tema della viabilità, della circolazione e dei parcheggi, questo è noto a tutti.
Le notizie di questi giorni sembrano “nascondere” un disegno più ampio che ancora non ci è dato conoscere. Giù Croci, su De Corato, problemi con i pass per i parcheggi, promesse bomba di nuove aree pedonali e infine tolleranza zero contro le auto in doppia fila, sono solo le ultimissime notizie che hanno scaldato “l’asfalto” milanese.
Esistono però anche dei problemi “micro” che spesso possono essere più difficoltosi per i cittadini rispetto a quelli “macro”. Abbiamo ricevuto una segnalazione da un lettore che abita nella zona est della circonvallazione che ci chiede di affrontare un problema che può sembrare piccolo ma forse, anch’esso, nasconde qualcosa di più grosso. Ecco cosa ci scrive Mauro:
Nessuno parla della nuova manovra di riassetto degli ambiti di parcheggio residenti. Forse non è così importante ma comunque è un cambiamento che coinvolge moltissimi cittadini in questi giorni. Nel mese di ottobre tutti i residenti sulla circonvallazione interna (e sull’adiacente viale con i tram) hanno ricevuto una comunicazione dall’ufficio pass del comune che informava la decisione unilaterale del comune di restringere gli ambiti - strisce gialle - “bastioni” per farli coincidere con l’area Ecopass. Per esempio chi abita in Viale Premuda apparteneva fino a pochi giorni fa all’ambito Bastioni 4, a fine ottobre ha ricevuto in nuovo pass della zona “filoviaria 17″ e l’invito a gettare il vecchio pass, lo stesso per i residenti nell’adiacente viale Regina Margherita.
Continua a leggere: Parcheggi residenti, nessuno parla del riassetto degli ambiti di zona.
Che fine hanno fatto i 90.000 alberi che la città avrebbe dovuto piantumare per avere il maestro Claudio Abbado alla Scala? Per ora poco o nulla si sa a proposito.
In compenso ecco che appare del verde in uno dei luoghi simbolo della città della Moda, via Montenapoleone, dove una piccola parte della zona parcheggiabile è stata invasa da versioni in scala 1:1 di una notissima minicar in versione “vaso da fiori” dal cui tettino spunta una bella chioma verde. I turisti incuriositi scattano foto a quelli che sono stati definita dal designer Fabio Novembre come monumentini surrealisti. Un’operazione per portare il design in strada, si è detto.
Passeggiando per la Via Montenapoleone si ha invece la sensazione che si tratti della solita operazione di guerrilla marketing, oltretutto adatta a questo periodo in cui anche a Milano è facile trovare parcheggio (vi immaginate se qualcuno pensasse un’idea del genere quando torneranno i vacanzieri?). Resta da chiedersi che fine faranno quei poveri alberi alla fine del progetto…
E voi che ne pensate?
alberi in Montenapoleone