
Ho appena finito di leggere quest’articolo-denuncia (Milano senza sogni) di Corrado Stajano su Milano. Un’analisi impietosa sull’involuzione della città. La Milano con il cor in man non esiste più, la sua anima sfuma. C’è la Milano del degrado, civico e morale. La Milano che per rilanciare la sua immagine ha bisogno dell’Expo, dai risultati incerti, ma dalle modalità di spartizione della torta sempre uguali a se stesse. Esiste la Milano dei vagoni differenziati per razza (ok, è solo una proposta, ma segnale dei tempi). Una Milano sempre più affarista dove “gli imprenditori si sono assottigliati trasformandosi in finanzieri e in immobiliaristi”.
Insomma su Milano se ne parla, ma mai bene. Era successo anche con Severgnini poco tempo fa che concludeva “Milano, ai forestieri, si presenta fascinosa e sciatta. Ma il fascino alla lunga perde, contro la sciatteria”. Voi cosa ne pensate? Stajano esagera o Milano è davvero una città degradata.

Il nuovo capitolo di Italians ha per la protagonista Milano. Il giornalista, evidentemente segnato da un viaggio metropolitano impervio e ostile, traccia un fil rouge dove il traffico è un elemento di un puzzle che si compone sotto i nostri occhi: doppie file, parcheggi, Darsena e altre spine nel fianco. Uno stralcio:
Grandi progetti andranno a schiantarsi contro piccoli furbi convinti che bloccare corso Lodi per andare al bar sia un diritto costituzionale. (…) Cara Moratti, se Milano non sa impedire certe pessime abitudini, non s’illuda d’introdurre splendidi cambiamenti. Perché avete alzato bandiera bianca sul traffico? Viaggio molto: in nessuna città d’Europa ho visto tanta rassegnazione pubblica e arroganza privata. Neppure a Roma, che è tutto dire.
Il confronto con la Capitale è piuttosto azzardato, a mio parere, e non mancherà di scatenare le polemiche dei nostri lettori. Oltre, Severgnini cita Torino e Barcellona, città che hanno saputo sfruttare opportunità di cambiamento rilevanti come le Olimpiadi.
Ieri mi sono imbattuto per caso in questa centralina elettrica, vicino a un attraversamento pedonale, letteralmente ricoperta di scritte piuttosto offensive (vengono tirate in mezzo anche le mogli..) verso i realizzatori di un non meglio specificato parcheggio.
Nella migliore tradizione dei Quiz di Milanesità, vi chiediamo di indovinare dove si trova questa centralina. Attenzione, il quiz sembra difficile solo a prima vista: le scritte (che potete vedere meglio in gallery) danno almeno un indizio importante.
Menzione d’onore a chi ci saprà dire anche che cosa hanno fatto i realizzatori del parcheggio per scatenare tanta ira da pennarello..
Qualche settimana fa vi ho presentato il mio piccolo reportage sull’arredo urbano di Milano, e non poche delle foto che lo corredavano erano state scattate dalle parti di Chinatown. Oggi sono passato per caso di nuovo in via Paolo Sarpi e ho notato una vera e propria bizzarria: i primi due paletti antiparcheggio di via Braccio da Montone sono stati avvolti da qualcuno in una sorta di maglioncino dai colori sgargianti!
Date un’occhiata alla gallery: si direbbe proprio che le guaine di lana siano state create su misura per i paletti. Chi potrà essere l’autore di tutto questo? I tanto bistrattati commercianti cinesi? Gli agguerriti comitati di quartiere italiani? Qualche sedicente artista d’avanguardia?
In ogni caso, un bel modo di creare un po’ di sano stupore e di ravvivare quell’arredo urbano milanese che, come abbiamo visto qualche tempo fa, non è esattamente un modello di virtù estetiche.

Sulla ristrutturazione delle mura spagnole avevamo fatto il punto della situazione tempo fa. Il 31 maggio, come da contratto, i cartelloni pubblicitari che ricoprono Porta Romana sarebbero stati rimossi. Condizionale d’obbligo visto che oggi sui quotidiani milanesi scopro la notizia che la pubblicità potrebbe continuare a ricoprire per un altro mese Porta Romana. Questo perchè il Comune ha chiesto lavori extra alla società incaricata dell’opera, la TMC: altri 300mila euro che verrebbero ripagati dalla vendita di spazi pubblicitari per un tempo aggiuntivo.
In pratica Palazzo Marino vorrebbe trasformare la parte sterrata all’interno delle mura in un camminamento in beola, con una recinzione per dividere la parte pubblica dallo spazio delle Terme Milano. Lavori non previsti dal contratto. L’amministrazione dovrà formalizzerà la richiesta e la società farà una controproposta per raggiungere un accordo. La volontà è quella di mantenere i poster per un mese sull’arco e per quattro lungo le mura.
Se le strade milanesi non sono un modello di armoniosa eleganza, questo è dovuto anche ai dettagli del suo arredo urbano: tutto un caotico accumulare ed accostare stili diversi, senza il benché minimo senso apparente.
Dopo la puntata di martedì, dedicata ai paletti anti-parcheggio, veniamo oggi ad un altro cas de figure: gli archetti, che si distinguono dai loro fratelli maggiori per il fatto che permettono di legare biciclette e motocicli.
Ne esistono due varietà principali: quelli gialli, più sottili ed arrotondati, e quelli metallizzati (presubilmente parenti stretti dei paletti silver di cui abbiamo parlato ieri). Questi due tipi vengono spesso accostati gli uni agli altri, e non è raro il caso che vengano inseriti per sostituzione archetti di un tipo all’interno di serie dell’altro.
Continua a leggere: L’arredo urbano di Milano, la città sciatta: seconda parte, archetti e barriere

Settimana scorsa ho avuto il piacere di passare qualche giorno a Monaco di Baviera. Leggendo un po’ la stampa locale, mi sono imbattuto in questa notizia, riportata dall’Abendzeitung: “Radler bremsen die Autos auf”, ovvero “I ciclisti fermano le auto” (trovate l’articolo nella gallery).
Il governo della città ha infatti deciso di aumentare il numero di piste ciclabili (che per gli standard milanesi sono già tantissime), di allargare quelle esistenti e di creare nuove rastrelliere in tutta la città. A questo scopo, dovrà diminuire il numero di parcheggi disponibili per le auto.
E’ interessante confrontare questo piano con la vicenda – tutta milanese – del tira e molla sulle piste ciclabili nel centro storico. Promesse con insistenza da Croci e Moratti, ma contrastate dalla lobby pro-auto animata dagli altri assessori e dai commercianti, per il fatto che “sottrarrebbero spazio alle auto”.
Lo scorso settembre la vicenda si era conclusa, apparentemente, con la vittoria dei sostenitori delle due ruote. “Apparentemente” perché di lavori, nel frattempo, non se n’é vista l’ombra: il che farebbe pensare che sia stato invece l’ostruzionismo ad avere la meglio. Se fosse così sarebbe un vero peccato: anche perché le città europee a cui Milano ama paragonarsi, nel frattempo, sembrano non avere intenzione di restare con le mani in mano.
Foto | Flickr.

I lavori di ristrutturazione delle mura spagnole in Porta Romana sembrano volgere al termine. Almeno per parte di essi. Dopo la polemica sulla pubblicità (Duemilacinquecento metri quadri di pubblicità in un chilometro di strada) e le petizioni per scongiurare lavori infiniti, alcuni cartelloni pubblicitari in piazza Medaglie d’Oro stanno per essere rimossi. Gli unici cantieri ancora aperti sono quelli in viale Sabotino (a ridosso del nuovo parco sopra il parcheggio sotterraneo appena terminato) e lungo via Filippetti. Per parte dei lavori siamo giunti al termine. Per altri bisognerà aspettare ancora un po’. Io personalmente sono perplesso, non mi sembra che il risultato finale sia molto diverso dall’originale (a fronte di una spesa di 2 milioni e mezzo di euro). Sarebbe utile sapere se le mura spagnole sono una memoria che arricchisce Milano o solo un vecchio rudere. Voi che ne pensate?

E dopo il biglietto dell’Atm comperato via sms di cui vi abbiamo dato notizia sotto, anche il taxi beneficerà di una bella innovazione. Dal 10 aprile parte il servizio di chiamata via Sms. I clienti avranno a disposizione un numero unico valido in tutta Italia: il 366.673.0000. E dal 15 aprile partirà anche il servizio e-t@xi, che permetterà di prenotare un taxi e pagare le corse a tariffa fissa direttamente online tramite carta di credito. Anche per le corse a tassametro sarà possibile il pagamento anticipato online; il prezzo verrà comunicato in base al percorso e alle condizioni del traffico e sarà valido per un’ora. Il cliente riceverà un codice a cinque cifre che gli permetterà di essere identificato all’arrivo del taxi.
Un’innovazione che va verso la semplificazione del servizio (ma non verso la riduzione dei costi). Ora aspettiamo con impazienza anche il pagamento del parcheggio nelle strisce blu via Sms la cui sperimentazione, mi pare di ricordare, è partita un paio di anni fa. Vi ricordate qualcosa in proposito?
Piccola vicenda personale, ma con risvolti amari per la città intera: questa mattina mi reco ad accompagnare una persona a prendere il Malpensa Shuttle delle 6.40 in Piazza Luigi di Savoia e, vista l’ora, decido di parcheggiare direttamente in prossimità dei bus.
La via parallela a quella dove aspettano in fila i pullman ha dei parcheggi con linea blu a sinistra (a pagamento dalle 8 alle 19) e liberi a destra: opto per la destra, ma scendendo dalla macchina mi si avvicina un anziano vestito da parcheggiatore ufficiale (con tanto di pettorina fluorescente e borsello, come l’uomo nella foto qua sopra, presa da Google Street View) e, dopo essersi informato su quanto tempo ho intenzione di restare, mi chiede un’offerta per “offrire un caffé al nonno”.
Dopo aver incassato il suo obolo, mi informa che posso restare “anche due ore”. Quali sarebbero state le conseguenze (per l’auto) di un rifiuto del pagamento non lo dice, ma si possono immaginare..