
Il weekend fuori porta di questo fine settimana è dedicato a tutti colore che non potranno approfittare della ponte pasquale per raggiungere delle località di villeggiatura, ma che hanno ugualmente voglia di trascorrere alcune ore immerse nel verde e nella pace di una vera e propria oasi. Il termine è corretto visto che parliamo del bosco WWF di Vanzago.
A pochi chilometri da Milano, meno di 20 per la precisione, nei pressi della città di Rho, il cemento e l’asfalto lasciano improvvisamente posto a un luogo che sembra lontanissimo dalla città. Si apre agli occhi dei visitatori un parco di oltre 13o ettari creato dal WWF in seguito alla donazione del commendator Ulisse Cantoni, che ha voluto donare a tutti un luogo che sapesse esprimere la sua passione e cura per l’ambiente.
L’oasi di Vanzago è un fazzoletto di terra che riporta i visitatori indietro nel tempo, a scoprire come era il paesaggio della Pianura Padana secoli addietro quando ancora l’urbanizzazione non era un fenomeno così imponente.
Come scopriamo sulla scheda di Amicianimali, il bosco è formato da una fitta vegetazione ad’alto fusto e circonda due grandi specchi d’acqua e tre lanche e, intorno, da aree coltivate. Il percorso al suo interno porta a scoprire un variegato mosaico di differenti habitat dove è possibile dove scoprire numerose specie di uccelli, animali e piante come olmi, aceri carpini, betulle, e antichi esemplari di rovere; molto ricco anche il sottobosco con pungitopo, nocciolo, sambuco, biancospino, felce aquilina, ligustro e tra le specie erbacee, narciso, bucaneve e mughetto. Le rive degli specchi d’acqua sono ricoperte da salici, ontani, cannucce, tife, giunchi e sulla superficie vivono ninfee e nannufari.
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Sono certo che i lettori di 02blog mi perdoneranno se dedico un post a raccontare la mia serata di sabato, in un certo senso utile per comprendere cosa sta accadendo alla vita notturna milanese in questi mesi: verso le 23 mi reco al Parco Lambro, allettato da un’e-mail e da un invito ricevuto su Facebook, che preannunciavano una festa:
FREE LAMBRO! THIS IS NOT A NU RAVE THIS IS MI-RAVE! Da quel lontano fine Agosto ad oggi la speranza i rivivere una pentola di sangria all’aria aperta con la musica in crescendo poghi, danze, urla migliaia di persone rotolarsi nell’erba, togliersi le scarpe, dondolare tra sound o fare capriole nell’erba! finalmente ci siamo LA FESTA DEL CAPRIOLO -è il suo compleanno- 6 DIFFERENTI SOUND DISSEMINATI NEL PARCO: 30milaW di impianto 6 DIFFERENTI GENERI:dub/techno reggae/dubstep/rock/electro NO INGRESSO! NO SPESE! NO CODE! SI PARTY! !!! MILANO CHIUDE? IL LAMBRO APRE! BELLA GENTE BAR POPOLARE BIRRA 2 EURO COCKTAIL 4 EURO
Arrivato all’ingresso di via Feltre, però, trovo alcune camionette della Polizia, e inoltrandomi nel parco solo giovani che si aggirano con aria spaesata: la festa è stata soffocata sul nascere dall’intervento delle forze dell’ordine. Si sparge però rapidamente la voce che vi sia un altro avvenimento a spontaneo: un botellon in Bicocca. Come molti altri, mi dirigo quindi verso il nord-Milano, armato di macchina fotografica.
Ci risiamo. Dopo le polemiche sui concerti allo stadio di San Siro, dopo quelle sulle serate mondane sui Navigli, dopo quelle sulla Ztl di Via Paolo Sarpi, ora tocca alla Pro Arco Sempione alzare la voce contro l’operato del Comune di Milano e lamentare promesse non mantenute.
Si parla di rumore proveniente da dehors dei locali, di isola pedonale non attivata, di telecamere anti traffico, ma soprattutto di una class-action affidata a un noto studio di avvocati milanese. Sono in molti, ora, che parlano di “dittatura dei comitati”, quando bastano poche firme per mettere in piedi una bagarre pubblica su problemi di quartiere. Se il progetto è quello di trasformare Milano nella città del silenzio allora ben venga la politica della chiusura dei locali alle 23 (dopotutto lo fanno anche in Inghilerra) magari trasferendoli in un luogo in periferia posto sotto una campana di vetro (coi grossisti cinesi ci stanno provando). Però non prendiamoci in giro se una Paris Hilton di turno ci dice che Milano è morta di notte, dovremmo esserne felici al posto di rispondere di promettere provvedimenti come ha fatto l’assessore Terzi
L’obiettivo - ha detto Terzi a Quotidianonet - è creare, in accordo con gli esercenti e con tutte le parti coinvolte, una vita notturna regolata capace di soddisfare le esigenze di chi la notte lavorerà e di chi vorrà divertire. Mi chiedo dove?
Foto | Lyonora

Dopo la protesta degli agricoltori, si riaccende in Regione lo scontro sulla legge che mira ad aumentare l’indice di edificabilità nel Parco Agricolo Sud e in generali sui parchi agricoli dell’hinterland. Forza Italia spinge per una deregulation sui parchi regionali, concedendo ai Comuni tutto il potere decisionale (che per battere cassa sarebbero invogliati a concedere concessioni edilizie). Contro insorge l’opposizione e perfino la Lega che si dicono contrari ad esautorare la Regione sull’ultima parola.
Sulla Repubblica di ieri una pagina intera viene dedicata a opinionisti illustri interpellati sul verde milanese.
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La gita fuori porta, a meno di un’ora da Milano, questo weekend ci porta in un luogo misterioso ma ricco di fascino, che piacerà da matti ai più piccolo ma che sicuramente coinvolgerà anche i grandi. Approfittiamo quindi delle previsioni del tempo che promettono giornate soleggiate, anche se fredde (quindi copritevi bene!) per fare una passeggiata in un bosco abitato da creature gigantesche.
Stiamo andando al Parco della preistoria di Rivolta d’Adda, una sorta di Jurassic Park a 25 chilometri da Milano, immerso in un bosco di oltre 100 ettari che costeggia il fiume Adda. Lungo il percorso che si snoda fra luoghi molto suggestivi, è possibile osservare come se fossero nel loro habitat oltre 30 ricostruzioni di animali preistorici, dinosauri e uomini preistorici, ma molti animali selvatici in semilibertà, un itinerario botanico con piante segnalate per ogni ambiente (palude, prati, lago).
Continua a leggere: Weekend fuori porta - Tra i dinosauri di Rivolta d'Adda

Il nostro viaggio per i parchi milanesi registra una nota quanto mai curiosa, anche se non è esattamente quello che vi aspettereste di trovare passeggiando nel verde cittadino. Accade a parco pubblico di via Trieste a Limbiate, nel nord dell’hinterland milanese, dove un 35 enne del posto è stato condannato agli arresti domicialiari dopo essere stato pizzicato per l’ennesima volta a rubare in un appartamento.
Al netto rifiuto dei genitori dell’uomo di ospitare il domicilio coatto nella loro abitazioni, un giudice del Tribunale di Milano ha deciso in modo sorprendente di condannarlo agli arresti domiciliari su una panchina del parco. E poi si dice “finire al fresco”!
Continua a leggere: Succede a Milano - Arresti domiciliari nel parco

Ve lo avevamo annunciato qualche settimana fa: questo weekend apre finalmente - dopo anni di lavori e ritardi - la metrotranvia Cinisello Balsamo - Milano P.le Lagosta.
Per festeggiare adeguatamente il tanto atteso evento, il Comune di Cinisello ha indetto ben 3 giorni di feste. Sono previsti, tra gli eventi, l’inaugurazione di una stazione per le bici, un Concerto dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, la posa di uno scudo bronzeo con lo stemma della città, una cerimonia di svelamento di una nuova statua e l’apertura di una mostra sul cantiere della metrotranvia stessa.
E non è finita: aperitivo, concerto e balli in Piazza Gramsci, apertura straordinaria dei negozi del centro, visite guidate alle ville di Cinisello e al Parco Nord. Se avete voglia di condividere l’entusiasmo - forse un po’ sopra le righe - dei cinisellesi, trovate il programma completo delle iniziative sul Sito del Comune.
Foto: Ambrosiana Pictures, Flickr

In quest’autunno di delusioni per le speranze di sviluppo del trasporto pubblico milanese, ogni tanto arrivano anche delle buone notizie: nel weekend del prossimo 6 dicembre entrerà infatti ufficialmente in esercizio la metrotranvia che collegherà Milano (P.le Lagosta) con Cinisello Balsamo.
La linea, che a dire il vero avrebbe già dovuto essere completata da tempo, prevede 27 fermate, di cui 8 fuori dal territorio di Milano, che dovrebbero essere dotate di emettitrici di biglietti e di interfoni per la richiesta di aiuto. Per i primi mesi le corse avranno una frequenza ridotta, per permettere il completamento di alcuni interventi, tuttavia il Comune di Cinisello e il vicino Parco Nord stanno organizzando una serie di eventi per festeggiare adeguatamente l’inaugurazione. Se siete interessati, tenete d’occhio i loro siti.
Foto: Max (Milano), Flickr

Prosegue il viaggio di 02blog nei parchi milanesi. Forse non tutti sanno che tra il 1800 e il 1924 l’ippodromo milanese si trovava in Zona 2 e che ora è stato trasformato in verde pubblico. Prima di spostarsi a San Siro infatti la Società Trotter aveva sede in un’ampia zona di Via Padova e Via Giacosa che fu trasformato in parco pubblico a partire dal 1920 dall’Ing. Giuseppe Folli. Nasceva così il Parco ex Trotter, 99.800 metri quadrati di verde, con due palestre, un teatro, un cinema, una chiesa, una piccola fattoria e una piscina (vuota e unica struttura ancora visibile).
Oggi sul viale albertato principale del parco ancora riconoscibile il tracciato originario dell’ippodromo. Gran parte delle strutture originarie sono andate perse, ma il parco ex Trotter mantiene comunque un’importante valore educativo grazie alla Casa del sole, nata come una scuola all’aperto destinata ai bambini sofferenti di tubercolosi, oggi aperta a tutti. All’interno del parco è presente una chiesetta, ristrutturata di recente ed ora adibita a manifestazioni ed eventi culturali, che fu consacrata negli anni ‘50 dall’allora Cardinale Montini, che divenne Papa Paolo VI nel 1963.
Parco ex Trotter
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Vi avevamo parlato quest’estate della “sfida a due” tra architetti per il completamento del quartiere Bicocca, ovvero per quell’area, collocata tra l’università e il centro commerciale Europlex, che si era pensato di offrire al Neurologico Besta e che invece è da anni un enorme buco. Ebbene, dal qualche tempo si sa anche il nome del vincitore: Sergio Pascolo.
Si tratta innanzitutto di una vittoria della continuità e dell’architetto che ha firmato la maggior parte del quartiere esistente: Vittorio Gregotti. Pascolo infatti, che è stato suo allievo, ha firmato un progetto in puro Gregotti-style. Secondo le parole della commissione giudicatrice infatti esso:
si inserisce meglio, rispetto agli altri, all’interno del preesistente tessuto urbano; prevede un disegno del parco unitario e continuo e lascia il maggior spazio possibile al verde; suggerisce infine soluzioni più economiche per la realizzazione
Continua a leggere: La Bicocca viene completata in puro stile Gregotti