Fioriti negli ultimi anni, i parrucchieri cinesi a Milano hanno conquistato il mercato grazie a prezzi bassi, orari flessibili, e una qualità del servizio non da disprezzare. Motivo per cui, la concorrenza “italiana” ne ha sofferto: ieri c’è stato un incontro in Comune tra funzionari dell’ufficio tecnico che seguono i regolamenti degli esercizi commerciali e l’Unione Artigiani.
Il motivo? Tra le righe, basterebbe rileggere questo vecchio post: la concorrenza sta danneggiando i parrucchieri italiani e per correre ai ripari si cercano regole più severe, magari addirittura un’ordinanza del sindaco che regoli gli orari, ma non solo…
La stretta sugli orari dipenderà invece da una ordinanza ad hoc del sindaco, che imporrà limiti soprattutto di sera. Spetterà ai vigili verificare, in base a cartelli ben visibili sulle vetrine, se il negoziante sta lavorando fuori orario e infrangendo la legge. Sempre i vigili dovranno verificare che i locali rispondano alle norme igieniche, mentre si farà particolare attenzione alle Dia, le dichiarazioni di inizio attività (…)
Continua a leggere: Parrucchieri cinesi a Milano: in arrivo un'ordinanza?
Di parrucchieri cinesi a Milano ci eravamo occupati in passato: Marta aveva scritto un lungo e interessante post su quelli di viale Monza, per esempio. Oggi leggo su Affari Italiani che a Milano un parrucchiere su otto è un “nuovo milanese”, e sono sopratutto quelli che arrivano dalla Cina a far la parte del leone.
Chissà perché proprio loro si sono specializzati in questa attività: è un po’ come per le consegne dei corrieri, dove a dominare invece sono i sudamericani. In ogni caso i dati del 2009 sono questi, per quanto riguarda i coiffeur meneghini low cost - anche se credo sia più giusto dire: right cost, il prezzo giusto, cioè intorno agli otto euro per un taglio e uno shampoo da uomo -
tra le nuove aperture una su quattro arriva da Pechino (…) I dati emergono da un’elaborazione Camera di commercio di Milano su dati del registro imprese a maggio 2010. (…) fenomeno in crescita e in controtendenza rispetto alla leggera contrazione dei parrucchieri italiani, che perdono l’1% di ditte in un anno. I nuovi barbieri meneghini sono soprattutto cinesi, con il 39% delle imprese individuali attive tra i non italiani, seguiti da marocchini (8%), francesi, dominicani ed egiziani (4% ciascuno) (…) I parrucchieri cinesi sono giovani, l’80%, infatti, ha meno di 40 anni
Io sono andato spesso dal parrucchiere cinese di via Murat, all’altezza del 73, quello della foto sopra di google maps: l’immagine è vecchia, l’insegna ora è cambiata. Per taglio e shampoo otto euro, il prezzo giusto. Voi avete qualche indirizzo da segnalare? Fatelo nei commenti, potrebbe saltare fuori una piccola guida ai parrucchieri cinesi a Milano…

Il barbiere per tutti noi è come un prete laico, raccoglie le nostre confessioni, i nostri sfoghi. Con lui si può parlare di tutto. Sedersi su quella poltrona a un che di ancestrale, significa rimettersi nelle mani di qualcuno di cui ci fidiamo totalmente. Provabilmente è quello che vi trattiene dal provare il taglio + lavaggio a 8 euro. Io non ho resistito alla tentazione e il risultato è stato soddisfacente. Vicino casa mia, in un negozio di 30 mq e 6 ragazze giovanissime che lavorano a ciclo continuo, senza sapere l’italiano. I clienti, soprattutto donne, affluiscono a ritmo sostenuto.
I prezzi stracciati hanno avuto l’effetto di ammazzare la concorrenza italica? Ne avevamo parlato in un precedente post.. Prezzi così stracciati indurrebbero a pensare che si trascurino parametri come sicurezza, tutele lavorative e igiene. Leggo in un articolo su CronacaQui che secondo una stima di Confartigianato almeno la metà dei parrucchieri Cinesi a Milano è fuorilegge.
Un dato sicuro arriva dai controlli effettuati dagli ispettori della direzione provinciale del Lavoro che su 13 esercizi ne hanno pizzicati 6 che non rispettavano le norme sul lavoro. Sette lavoratori “in nero” e 5 lavoratori non regolari. In tutto sono state comminate 6 maxisanzioni e 2 provvedimenti di sospensione. La segnalazione è arrivata dall’Unione Artigiani della provincia di Milano che ipotizzavano irregolarità e concorrenza sleale di alcuni saloni di acconciatura ed estetica.
Ma qui entrate in gioco voi, la vox populi. Vi è capitato di andare in qualche peluchero cinese? Vi siete portati lo shampoo da casa? Siete rimasti soddisfatti? Ci tornereste?
Chi può permettersi di lavare e acconciare una testa più o meno sporca a meno di 6 euro? I parrucchieri italiani gettano la spugna e la spazzola davanti ai prezzi stracciati dei nuovi concorrenti cinesi. Lunghi, corti, ricci o lisci oggi tutti i tipi di capelli possono essere lavati e pettinati a basso costo dai numerosi parrucchieri cinesi disseminati per tutta la città e non solo in zona Sarpi.
Dopo le polemiche che hanno coinvolto il settore dell’abbigliamento e quello delle scarpe made in China oggi i tafferugli Cina-Italia riguardano i capelli da lavare e pettinare. Dai cinesi il lavaggio è spesso accompagnato da un dolce massaggio che prevede grattini e schiuma a gogò made in Italy “Usiamo shampoo e balsamo italiani” conferma Justin, un ragazzo cinese di 20 anni che lavora in un negozio in zona viale Monza in via Valdimagna.
L’ultima chance dei parrucchieri italiani è quella di giocare la battaglia sul piano dei prodotti, in tanti dicono infatti che i prodotti utilizzati da questi parrucchieri a basso costo sarebbero niente meno che delle cinesate travasate in confezioni di shampo e balsamo rinomati.
Continua a leggere: Parrucchieri cinesi a Milano: coiffeur low cost in viale Monza