Il cordone di quasi 50000 podisti “della domenica” ha anticipato i seimila che si sono contesi invece la mezza maratona agonistica della Stramilano. Un’atmosfera di festa ha invaso le strade del centro per tutta la mattinata, concludendo il tragitto all’Arena Civica all’interno di Parco Sempione. Per la cronaca ha vinto il keniano Paul Kimaiyo Kimugul in 1.01′03″.
Trascorrono pochi minuti e l’atmosfera cambia radicalmente, il tempo di attraversare il parco e raggiungere Piazza della Scala l’atmosfera si fa più tesa. Davanti a Palazzo Marino un sit in dell’Anpi, l’associazione degli ex partigiani, in segno di protesta nei confronti di quello che sta per accadere poco lontano, in Piazza Aspromonte.
Ci spostiamo in quella direzione, sono le 15, l’atmosfera della mattinata è completamente dimenticata: circa 700 persone provenienti da tutta Italia, ma anche dall’estero, partecipano all’incontro delle forze della destra estrema. Tante teste rasate, saluti romani e la rabbia di chi vede Milano capitale della lotta partigiana “invasa” da simpatizzanti del fascismo. Qualcuno da lontano contesta cantando Bella ciao. Polizia in assetto anti sommossa, tanta tensione ma per la pioggia battente su Milano, forse, ha placato un pò i bollenti spiriti.
L’Italia è una democrazia e dovrebbe garantire libertà di pensiero, ma è anche antifascista, quindi c’è un evidente “conflitto di interesse” sull’argomento. Voi che ne pensate? Una domenica movimentata, nel video qui sopra alcuni momenti del convegno.

Mi sembra opportuno segnalare il faccia a faccia domani in Sala Buzzati (via Balzan, 3), organizzato dal Corriere, con il regista Spike Lee, in città per promuovere la sua ultima pellicola, “Miracolo a Sant’Anna”. Per due motivi: il regista americano si è sempre occupato di tempi scottanti con un piglio da fuoriclasse, e poi perchè la vicenda narrata nel suo ultimo film ci appartiene.
Il film, tratto dall’omonimo libro di James Mc Bride (edito da Rizzoli), per 2 anni in vetta alle vendite americane, è un un kolossal bellico di 160 minuti che narra la vicenda di quattro soldati afroamericani della 92esima Divisione ‘Buffalo Soldiers’, interamente composta da militari di colore, che rimangono bloccati in un piccolo paese della Toscana al di là delle linee nemiche. La scena centrale, quella che più di ogni altra ha fatto saltare dalle sedie i partigiani dell’Anpi, è l’eccidio del titolo, 560 civili trucidati davanti a una chiesa il 12 agosto 1944 dalle SS di Walter Reder nel paese di Sant’Anna di Stazzema. Il regista ha accettato l’ipotesi che a scatenare l’eccidio sia stato il tradimento da parte di un partigiano.
Provabilmente li avete già: saranno vecchiotti, certo, magari quasi tutti stanati nella sede ANPI di Ortica o in via Mascagni. Di sicuro qualcuno ancora r-esiste, anche nei racconti dei nonni e nei libri di storia, almeno fino a quando qualcuno li riscriverà. In periodi di forte revisionismo e di accuse, spesso infondate, i partigiani hanno comunque rivestito un ruolo importantissimo per la Liberazione.
Il 25 aprile dunque giornata di lotta e di memoria, di popolo e di piazza, di festa e di resistenza, La Cascina Autogestita Torchiera, assieme ad altre realtà territoriali, propone una serata all’insegna della musica, della cultura e della riflessione politica sul piazzale del Cimitero Maggiore.
Dalle 19 in avanti, si esibiranno Paolo Rossi, Moni Ovadia, Flavio Oreglio, Lombroso, Unicamista, Matrioska e la Buz Band, Anchefunky, Selton, Rft, Hobophobic, Renato Sarti, Rita Pelusio, Walter Leonardi, Nudoecrudo Teatro, Dionisi, I giocolieri di Torchiera. Interverranno Norina Pesce (partigiana), Aldo Giannuli (storico), Antonio Pizzinato (Presidente Regionale ANPI Lombardia) e Massimo Varengo (Federazione Anarchica Italiana).

Questa è una di quelle cose che spaccano in due, e che lasciano una lunga scia di discussioni, sono cose che in Italia dividono da sessant’anni, sono cose che non sono mai state davvero appianate. Fascisti e partigiani possono convivere almeno nella tomba? Questa è la domanda che sta alla base del dibattito suscitato dalla proposta della giunta di Milano, che vorrebbe mettere i resti dei caduti della Resistenza insieme a quelli della Repubblica di Salò nel Sacrario dei Caduti di largo Gemelli.
L’ANPI ha subito detto di non essere d’accordo, Luciano Muhlbauer, consigliere regionale di Rifondazione Comunista, si è detto esterefatto, e la discussione sembra destinata a segnare i prossimi mesi della politica milanese. Intanto, AN si era tirata fuori dalla votazione in giunta che ha stabilito la tumulazione del partigiano Giovanni Pesce nel Famedio del Cimitero Monumentale di Milano.
Era una delle coscienze di Milano e uno degli ultimi simboli della città antifascista e medaglia d’oro della Resistenza. Probabilmente un anacronismo ormai nel 2007. Così se n’è andato Giovanni Pesce, 89 anni, egli stesso medaglia d’oro della Resistenza e combattente in Spagna per difendere la Repubblica aggredita da Franco.
Aveva combattuto i nazifascisti a Milano con il nome di battaglia di Visone e per tutto il dopoguerra aveva mantenuto viva la memoria della lotta partigiana, che per lui era cominciata in Francia dove era emigrato per fare il minatore. Lo aveva spinto ad arruolarsi in Spagna un discorso di Dolores Ibarruri, la Pasionaria che cercava in tutta Europa altri combattenti per la libertà.
Meno male che almeno la sua memoria non provoca divisioni, ma - almeno a Milano - è un patrimonio comune di tutti.