
Da oggi i poveri pendolari lombardi, vessati da treni inadeguati e orari sempre più scomodi, hanno un’arma in più per pianificare al meglio gli spostamenti quotidiani e non. In rete ha fatto la comparsa My-link un sito che permette di seguire in tempo reale la circolazione dei treni regionali e suburbani della Lombardia. In pratica basta selezionare sulla mappa la linea interessata o indicare il numero del treno per conoscere i tempi di attesa.
Ho provato il servizio con la tratta Sondrio-Milano, perennemente in ritardo. Ebbene sul sito scopro che il treno ha accumulato 6 minuti di ritardo. Cliccando scopro esserci anche l’aggiornamento in tempo reale sul tragitto e le fermate intermedie e, come se non bastasse, anche il cambio di binario finale. Plus imprescindibile la possibilità di consultare il sito tramite smartphone a questo indirizzo.

I pochi milanesi che sono rimasti in città si sono certamente accorti di quanto Milano si sia svegliata vuota e sonnolenta dopo le feste natalizie. La neve ghiacciata rimasta sul ciglio delle strade pare aver immobilizzato tutto, ma quando meno te lo aspetti ecco che salta fuori qualcuno che pare non aver trovato un suo angolo per andare in letargo ed essere pronto per dare un nuovo affondo.
Ecco infatti che non sono ancora stati digeriti completamente i panettoni che quatto quatto arriva il presidente della Provincia Guido Podestà con la “rivoluzionaria” idea di mettere un pedaggio alla circolazione sulle tangenziali Milanesi. L’ipotesi di Podestà sembra prevedere il pagamento di un centesimo al chilometro su una rete di circa duecento chilometri. Nuovi soldi per finanziare le vie di comunicazione metropolitane?
Una spesa che, come al solito, finirà a frugare nelle tasche dei “poveri disgraziati” che sono già costretti (volenti o nolenti) a frequentare quotidianamente le tangenziali milanesi. Dove finirà il traffico di chi invece per risparmiare qualche centesimo sceglierà di prendere vie alternative? Non certo sui mezzi pubblici.
Voi come la vedete? Favorevoli?

Il nuovo parcheggio di via Risorgimento, accanto alla Fiera, inaugurato l’altro ieri, al primo giorno di funzionamento è rimasto praticamente deserto, e ieri non è andata meglio. Per il Comitato No Expo era un flop annunciato. Perché?
Un pendolare che deve recarsi a Milano dovrebbe supportare il costo di 2,10 euro per il parcheggio a cui si devono aggiungere 4.10 euro per il biglietto di andata e ritorno della metropolitana, oppure di 1.90 euro per il passante, mentre andando a Molino Dorino pagherebbe la metà. E’ ridicolo che il Sindaco cerchi di vendere le tariffe agevolate per i residenti a Rho come un’opportunità per i pendolari, dal momento che la precedente amministrazione aveva sempre parlato, quando il parcheggio era in fase di progettazione, di un parcheggio gratuito.
Continua a leggere: Il flop annunciato del nuovo parcheggio di via Risorgimento in Fiera a Rho

Un’altra battaglia aspetta i battaglieri pendolari di Rho, le cui proteste dei mesi scorsi hanno avuto l’effetto di far riaprire la stazione di Rho centro ad inizio settembre. Motivo della nuova protesta che infiamma gli animi è il sovrapprezzo che i viaggiatori della linea si trovano inspiegabilmente a pagare. Per questo il Centro Sociale Fornace e il Comitato No Expo hanno inviato oggi all’Assessore Regionale alle Infrastrutture e mobilità Cattaneo una lettera in cui si richiede un incontro e un intervento per mettere fine al più presto a queste disparità di trattamento.
All’origine del sovrapprezzo sta il fatto che per calcolare la fascia chilometrica e la corrispettiva tariffa, la distanza viene misurata dalla Stazione Centrale di Milano alla Stazione di Rho Città, proprio la tratta dei treni interregionali Milano Torino, che a Rho non fermavano più per fermare alla nuova stazione di Rho Fiera.
Continua a leggere: A Rho i pendolari insorgono: "paghiamo di più"
Sono passati due mesi abbondanti da quanto la stazione di Rho Centro era stata praticamente soppressa dalle Ferrovie dello Stato, riducendo all’osso il numero dei treni. Le feroci proteste da parte dei pendolari che ogni giorno arrivano a Milano si è fatta sentire, anche attraverso canali alternativi come i social network. Una volta tanto la voce degli utenti è stata ascoltata e sono in tanti a poter tirare un sospiro di sollievo e tornare a percorrere quei circa dieci minuti di treno che separano la metropoli dalla cittadina di Rho (il percorso in pratica è quello che potete vedere nel video).
Saranno 43 le nuove corse che torneranno a collegare la periferia nord ovest con Milano, risultato degli accordi tra Regione Lombardia, Trenitalia e Ferrovie Nord. Saranno previsti nuovi treni anche per le linee verso Sondrio, Treviglio, Seregno e Piacenza. Un primo passo verso un effettivo miglioramento? Cosa ne penseranno i pendolari?

Avrete probabilmente sentito che dallo scorso 14 giugno Trenitalia ha deciso di sopprimere la fermata alla stazione di Rho dei treni interregionali della linea Milano Torino, per spostarla presso la nuova stazione di Rho Fiera. Com’era prevedibile, pendolari e residenti sono già sul piede di guerra, e hanno fondato un gruppo su Facebook per coordinare la loro protesta.
Le ragioni? Come risultato dell’innovazione verranno soppressi circa 30 treni di passaggio nella cittadina dell’hinterland milanese, e questo probabilmente porterà a un’ulteriore affollamento del Passante. Inoltre, la fermata di Rho Fiera pare essere molto poco accessibile. Abbiamo intervistato l’animatore del gruppo sulle motivazioni della loro protesta (foto e manifesti in gallery).
Perché secondo voi Trenitalia ha preso questa decisione?
“Sembra che la decisione di sopprimere la fermata di Rho dipenda dalla considerazione che la nuova fermata di Fiera dia accesso alla linea 1 della metropolitana e che fosse incompatibile la presenza di entrambe le fermate in quanto si creerebbero dei tempi di percorrenza troppo lunghi e ritardi. In particolare si accumulerebbe ritardo a Rho perché la banchina sarebbe troppo stretta”
Foto e manifesti della protesta dei pendolari di Rho




Continua a leggere: Fermata ferroviaria di Rho soppressa: la rivolta è su Facebook

Non si può certo dire che sia una notizia inaspettata: la stragrande maggioranza dei milanesi (il 74%) ritiene Ecopass una soluzione “poco o per niente efficace” a ridurre l’inquinamento in città, secondo un recente sondaggio di SWG. Ancora più elevata poi (77%) la quota di cittadini che pensa che sia necessario pensare a soluzioni alternative.
Quali? Gli intervistati preferiscono interventi a favore del trasporto pubblico, ma sembrano apprezzare anche la proposta del Presidente della Provincia Penati di utilizzare i ricavi di un aumento di 20 centesimi delle tariffe autostradali milanesi - da cui sarebbero esclusi i pendolari – per migliorare metropolitane e treni. Infine, circa il 60% è favorevole all’indizione di un referendum sul ticket d’ingresso al centro. Perché spera probabilmente in questo modo di abolirlo, si potrebbe immaginare.
L’indagine è stata realizzata da SWG su un campione di 600 persone, su richiesta della Provincia di Milano. Non stupisce dunque che Penati abbia cercato di fare di utilizzare questi dati contro il suo avversario alle imminenti elezioni provinciali, Guido Podestà.
Via | Postpoll.it.
Molti di voi devono compiere un discreto tragitto in treno per arrivare al proprio posto di lavoro nel cuore di Milano. Ne abbiamo parlato spesso, ma purtroppo il “magico mondo del pendolare” è tutt’altro che il regno delle favole.
Ho scovato in rete questo servizio realizzato da Alessandro Molla che mostra quali sono le situazioni con cui sono costretti a fare i conti i viaggiatori che quotidianamente devono affrontare il tragitto Milano - Pavia, pochi chilometri di passione a cui mancano solo gli indiani che assaltano il treno.
La seconda parte dopo il continua. E la vostra esperienza di pendolare è così drammatica?
Vi ricordate qualche mese fa la pomposa inaugurazione di Frecciarossa? Si diceva che, grazie al raddoppio dei binari, sarebbero migliorati i servizi anche per i pendolari. Naturalmente era solo falsa propaganda. Con la TAV è nettamente aumentato il divario tra viaggiatori di serie A e di serie B; i primi, che utilizzano il treno per tratte lunghe (Milano-Bologna-Roma-Napoli) sono una percentuale più esigua, pagano tanto e hanno un discreto servizio, gli altri sono costretti a patire un numero crescente di disagi.
Leggo un’interessante ricerca di Altroconsumo in cui viene delineato l’affossamento del servizio ferroviario locale in cui le vittime (è il caso di dirlo?) sono i pendolari. In verità l’inserimento di nuove tipologie di treni ha reso più difficile la gestione delle linee, con un aumento sostanziale dei ritardi per i treni locali, inoltre ci sono stati aumenti sostanziosi nei costi del biglietto, mascherati con astuti giochi di sigle. Gli Eurostar sono stati sostituiti dagli AV e gli Intercity plus sono diventati Eurostar City.
Con l’Alta Velocità si è accentuato il processo di marginalizzazione dei piccoli centri, quelli da cui di solito partono i pendolari; il ritardo medio dei treni a lunga percorrenza che giungono a Milano è di oltre trenta minuti, mentre su una tratta ad alta frequentazione di pendolari come la Milano – Piacenza sono stati soppressi diversi treni.
La ricerca conclude:
Invece di sanare le vecchie ferite i soldi sono stati spesi per griffare le stazioni con nomi di grido dell’architettura.
foto|flickr
La vita da pendolare proprio non mi manca. Ho passato quattro anni di università a fare avanti e indietro su treni che con una certa frequenza faticavano addirittura a raggiungere Milano. Oggi, quasi dieci anni dopo mi capita di vedere questa video inchiesta sui disagi dei pendolari realizzata da Roberto Vitali per Bergamo Tv, sulla tratta Bergamo-Milano via Carnate, dove è evidente lo stato di sporcizia e sovraffollamento delle carrozze.
I treni che mi portavano in Università erano su un’altra tratta ma i problemi erano sempre gli stessi. Possibile che in un decennio non si sia fatto nulla?