
Vi segnalo la presenza su You Tube di un’intervista a Pierfrancesco Majorino, assessore alle politiche sociali del Comune di Milano realizzata da Klaus Davi. Dura una quindicina di minuti e la trovate cliccando qui. Il tema discusso è quanto il turismo gay possa aiutare le stanche finanze della città (ultimamente è una proposta che rimbalza da Padova alla Toscana, quella delle città o regioni gay friendly). A Milano quartieri (e locali) mirati come il Greenwich Village di New York?
Majorino risponde alle domande di Davi: 1) no a quartieri ghetto 2) Sì a una Milano contro ogni discriminazione 3) Sia la stessa comunità omosessuale milanese a emergere per fare di Milano una metropoli come New York. Stuzzicato da Davi Majorino afferma invece rispetto al mondo degli stilisti che è tempo che dicano “quello che pensano e di svegliarsi su questo tema”, abbandonando cioè ogni conformismo. Il resto dell’intervista spazia dall’Islam alla mafia a come regolare la prostituzione.
Quella del quartiere gay a Milano – esiste poi già non ufficialmente a Porta Venezia? Mah – pare essere una fissazione di Davi, sul blog del nostro network dedicato a tematiche omosessuali queerblog.it potete trovare un’intervista sempre a questo proposito di Davi a Giovanni Terzi, assessore alle attività produttive, politiche del lavoro e dell’occupazione nella giunta Moratti.
Foto | Greenwich Village / Spiterman by Flickr
Sarà Giulio Tremonti a dover decidere come il comitato organizzatore di Expo 2015 dovrà procurarsi le aree utili per sviluppare il progetto previsto per l’Esposizione Universale. Il Ministro del Tesoro, che nelle scorse ore aveva espresso il proprio scetticismo sul cantiere milanese, sarebbe stato chiamato in causa per raggiungere un accordo tra Comune, Provincia e Regione.
Secondo quanto pubblicato da affaritaliani.it i tre esponenti del Popolo della Libertà Letizia Moratti, Guido Podestà e Roberto Formigoni disporrebbero di bilanci sufficientemente positivi per investire nelle aree di Expo 2015.
Dei tre chi dovrà tirare, con molta probabilità la cinghia, sarà il Governatore Formigoni che nell’ultima assemblea dei soci era stato designato come acquirente principale dei terreni sui quali edificare gli edifici per l’Esposizione Universale.
Continua a leggere: Expo 2015: sull’acquisto delle aree decide Giulio Tremonti

L’Espresso, sull’ultimo numero, prende le distanze dalla vocazione antiberlusconiana e in un articolo sottolinea tutte le mancanze avute da Pierfrancesco Majorino, consigliere comunale di Milano in quota Pd, negli ultimi giorni.
Secondo quanto sostenuto dal settimanale l’esponente politico, pur avendo ragione sui tagli che la Giunta Moratti ha fatto sulle finanze locali, pur di non fare un’opposizione documentata durante una seduta per il bilancio ha letto alcuni brani tratti da Gomorra.
Anche sull’organizzazione dell’Expo 2015, sempre secondo quanto pubblicato dall’Espresso, Pierfrancesco Majorino avrebbe avuto una debacle. Un giorno prima della consegna del dossier riguardante la gestione degli spazi al Bie (Bureau International des expositions) di Parigi avrebbe sostenuto che sulla redazione di tale documento Milano fosse in ritardo.
Continua a leggere: Pd: l’Espresso contro Pierfrancesco Majorino
Non ho fatto un viaggio nel tempo in avanti di qualche giorno, la foto che vedete l’avevo fatta un paio d’anni fa alla prima della Scala. Insieme alla prima, come ogni anno, ci sarà anche la cena di gala per vip, politici e capi di stato.
Il luogo dove si svolgerà la cena, come lo scorso anno, è il cortile di Palazzo Marino dove un’apposita tettoia è stata costruita nei giorni scorsi. Costo della cena? Circa 400.000 euro. Pierfrancesco Majorino, consigliere comunale d’opposizione, non ci sarà. Si rifiuta di partecipare ad uno sperpero di soldi di questo genere e invita gli altri ospiti a fare altrettanto.
Non solo, chiede al comune e alla Moratti che i costi vengano ridimensionati e adeguati ai tempi di crisi che stiamo vivendo.
Il capogruppo del Pd a Palazzo Marino, Pierfrancesco Majorino, ha avanzato una proposta subito bocciata da An. Il Pd avrebbe voluto appendere all’esterno di Palazzo Marino uno striscione con la scritta: ‘Milano e’ contro il razzismo’.
La proposta è stata rigettata da An, il capogruppo Carlo Fidanza ha dichiarato all’Ansa:
”E’ una proposta strumentale perche’ noi non riteniamo che esista ne’ in Italia ne’ a Milano un’allarme razzismo e noi non ci accodiamo a chi vuole accreditare l’immagine di Milano come una citta’ razzista”
Majorino del Pd è tornato sull’argomento rispondendo a Fidanza:
”Ci chiediamo se non si e’ d’accordo con un gesto tanto semplice e chiaro come e’ uno striscione, con quale credibilita’ si desideri contrastare quella cultura dell’odio che in Italia sembra fare ogni giorno un brutto passo in avanti”