
Chi, come il sottoscritto, credeva che la giustizia di Milano avesse dimostrato con l’avvio delle indagini riguardanti i preti pedofili italiani quel tanto di modernità che ad un paese, nel 2010, si richiede dovrà ricredersi.
A Milano sono stati condannati, per violazione della privacy, tre responsabili di Google a causa di un video caricato nella sezione apposita riguardante degli atti di bullismo ai danni di uno studente disabile.
“Non esiste la sconfinata prateria di internet dove tutto è permesso e niente è vietato. Esistono - ha precisato il giudice Oscar Magi - leggi che codificano comportamenti e che creano degli obblighi; obblighi che, ove non rispettati, conducono al riconoscimento di una penale responsabilità”.
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Lo scandalo riguardante i preti pedofili all’interno della Chiesa si allarga fino a raggiungere l’Italia. A farsi carico dei problemi del Vaticano non sarà Roma ma Milano dove lavora Pietro Forno come procuratore aggiunto.
Intervistato dal Giornale il capo del pool specializzato in molestie e stupri ha dichiarato:
“La magistratura quando arriva a inquisire un sacerdote per questi reati ci deve arrivare da sola, con le sue forze. E lo fa in genere sulla base di denunce di familiari della vittima, che si rivolgono all’autorità giudiziaria dopo che si sono rivolti all’autorità religiosa.
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