
Sono 300 metri, pochi, ma serviranno, non c’è dubbio, a mettere un po’ d’ordine in quella giungla di auto parcheggiate in divieto di sosta, motorini e bici ammucchiate di fronte all’Accademia. Già l’Accademia che verrà trasferita a data da destinarsi, così che la Pinacoteca possa essere riqualificata. Parole del sovraintendente.
Dicevamo, pavimentazione nuova del tratto di via Brera tra via del Carmine e via Pontaccio, già oggi in parte chiusa al traffico. I lavori partiranno alla fine dell’estate. Ci saranno sei alberi nuovi, piazzati di fronte alla Pinacoteca. Un intervento che avrà bisogno dell’ok della sovrintendenza. Si aggiungerà anche un tratto di pista ciclabile collegando via Monte di Pietà a Porta Nuova. Si rimane in attesa di sapere se chiudere anche il tratto di Brera da via del Carmine fino a via dell’Orso.
Foto by Flickr
Quiz di milanesità, stavolta, con una divagazione nella street art: ma nella street art che è davvero arte, non è una tag inutile che rovina un muro, voi che dite? Anche perché il contesto in cui è stato fatto il lavoretto che vedete nell’immagine, era in una zona abbastanza degradata, soprattutto gli anni scorsi. Insomma, ha migliorato il brutto: si, ma dov’è?
Indizio: nei paraggi, c’è una leggendaria pista ciclabile che finisce nel nulla…
Continua a leggere: Quiz di milanesità: street art e piste ciclabili che finiscono nel nulla

La gita fuori porta di questo weekend ci porta a scoprire uno dei laghi meno noti che si trovano a Nord di Milano, ma non per questo meno bello per questioni ambientali e paesaggistiche. Il percorso di oggi è consigliato per chi ama la bicicletta, ma può essere effettuato anche in macchina o, scegliendone alcune porzioni, a piedi. Stiamo andando a scoprire il Lago di Varese grazie alla pista ciclabile che lo percorre nella sua interezza.
Varese è infatti nota come la provincia dei “sette laghi” ma la stretta tra due bacini idrici come il Lago Maggiore e il Lago di Como spesso pone i suoi piccoli specchi d’acqua in secondo piano, per lo meno dal punto di vista turistico. Il Lago di Varese è lago morfologicamente diverso dai suoi parenti più prossimi, si tratta infatti di un antico ricordo risalente al ritiro del ghiacciaio del Verbano. Non ci sono grandi fiumi immissari ed emissari e rispetto al Ceresio e al Verbano possiede delle caratteristiche più simili a quelle di una palude piuttosto che alla classica immagine di luoghi lacustri, oggi tanto di moda tra i vip.
Il nostro percorso parte dalla frazione della Schiranna, facilmente raggiungibile dall’uscita dell’autostrada A8 o da Varese (per chi avesse raggiunto la cittadina con il treno). Dal Parco Zanzi inizia infatti una lingua di cemento e terra battuta che si snoda per oltre 28 chilometri e che permette di compiere il periplo del lago mantendoci sempre lungo una pista ciclabile (bisogna fare attenzione solo in alcuni tratti misti, ma con pochissimo traffico). Il percorso inizia in direzione Gavirate. Dopo un breve tratto di pista a fianco della strada statale, si supera il celebre Volo a Vela, tempio lombardo per gli appassionati di alianti.
Qualche tempo fa, nei commenti a un mio post sull’ambigua politica della giunta Moratti sulle piste ciclabili, ho notato un commento del nostro affezionatissimo Mc72 che mi ha incuriosito:
Se le fanno come le hanno e stanno facendo ora meglio che non facciano proprio NULLA. Andare a vedere come hanno fatto l’inizio della pista ciclabile in P.le Lotto/Vle Monterosa e poi ditemi voi se quello che ha progettato il tutto sa che cosa vuol dire andare in bici
Non avendo presente la situazione, ho preso l’invito sul serio, e appena possibile mi sono recato a scattare qualche foto a quella che ciclabile.it ha definito la pista ciclabile peggiore di Milano. Le foto sono in gallery e dopo il salto, insieme a un commento.
Pista ciclabile Lotto - Monterosa: la vecchia e la nuova
Continua a leggere: Pista ciclabile Lotto - Monterosa: meglio la vecchia o la nuova?
La gita fuori porta di questo weekend ci permette di lasciare l’automobile in garage ed è dedicata a tutti coloro che amano scoprire lati nuovi e sorprendenti dei dintorni di Milano in sella alla propria bicicletta. Dopo aver scoperto, a Nord, l’ecomuseo e le vie ciclabili dell’Adda, questa settimana ci dirigiamo verso Sud per scoprire quella fetta del Parco Sud compresa tra il Naviglio Pavese e il Naviglio Grande.
La temperatura gradevole dei fine settimana di settembre è sicuramente ideale per approfittare di questo itinerario. Il punto di partenza cittadino è l’inizio del Naviglio Pavese dalla Darsena. Scegliendo il lato destro, superato un primo tratto in compagnia delle automobili, oltrepassiamo la circonvallazione esterna e presto il tragitto diventa ciclabile (escluso pochi e brevi tratti). Dopo alcuni chilometri il paesaggio si trasforma completamente e si immerge nelle campagne verdi del Parco Sud, in caso di tempo limpido potrete anche godere dello spettacolo del panorama alpino che si staglia su Milano.
Il percorso prosegue costeggiando il naviglio fino all’altezza della frazione Badile è possibile immettersi nella pista ciclabile oppure si svolta a destra seguendo le indicazioni per Zibido San Giacomo. Dopo un paio di chilometri su strade aperte, ma dal traffico praticamente inesistente. Arrivati nel paese di Zibido si incontra un incrocio che porta verso la pista ciclabile che conduce fino a Gaggiano attraverso campi e boschi, dove potrete dimenticare l’idea di incontrare automobili e traffico. La pista è ben segnalata e si incontrano numerose aziende agricole e cascine dove è possibile acquistare prodotti della campagna.
Pedalando sull’acqua dei Navigli
Foto | Carlo Prevosti
Continua a leggere: Weekend fuori porta - Pedalando sull'acqua dei navigli del Parco Sud

La gita fuori porta di questo fine settimana ci conduce in un luogo fuori dal tempo che proietta i suoi visitatori in un’atmosfera medioevale affascinante, ulteriormente suggestiva questo weekend grazie alla manifestazione Trecentesca; stiamo parlando dell’Abbazia di Morimondo.
L’Abbazia di Morimondo è una delle più antiche di Lombardia, risalendo alla prima metà del XII secolo, quando i primi monaci si stanziarono in questo verde anfratto tra la città di Milano e il Parco del Ticino. L’edificio costruito in seguito è un bell’esempio di architettura cistercense, contaminata fortemente dallo stile gotico proveniente dall’Europa del Nord. Gli elementi più affascinanti sono lo splendido coro ligneo conservato nella chiesa principale oltre che lo splendido chiostro dove si godono bellissimi scorci pittoreschi. Per conoscere meglio la storia dell’Abbazia ma anche la vita quotidiana come viene vissuta ancora oggi dai monaci, oltre alle informazioni per visite e orari di apertura, vi suggerisco di visitare il sito dell’Abbazia o la completissima pagina di Wikipedia.
Come accennavo prima, un ulteriore motivo per visitare l’Abbazia di Morimondo proprio in questo weekend (16 e 17 di maggio) è la manifestazione Trecentesca, una curatissima rievocazione storica medioevale ambientata nell’epoca viscontea e legata alla battaglia di Casorate.
Nel 1356 nei pressi di Casorate, località vicina all’Abbazia di Morimondo, ci fu uno scontro tra due eserciti: quello milanese comandato da Lodrisio Visconti, il primo capitano di ventura italiano che ha fondato la compagnia di San Giorgio, e quello filo imperiale, legato a Carlo VI di Boemia e alla coalizione anti viscontea, comandato dal Conte tedesco Corrado di Landau, fondatore della prima compagnia di ventura straniera.
Continua a leggere: Weekend fuori porta - Le giornate medioevali all'Abbazia di Morimondo
Per la gita fuori porta di questa settimana, a meno di un’ora di macchina da Milano, ci porta nei pressi del comune di Capriate San Gervasio, in provincia di Bergamo. Sulla sponda del fiume Adda sorge Crespi d’Adda, un villaggio operaio voluto dalla famiglia di industriali Crespi, attivi nel mercato del contone, che a fine ‘800 volle istituire un moderno Villaggio ideale del lavoro che migliorasse le condizioni di vita dei lavoratori, proprio accanto al cotonificio di famiglia.
Crespi d’Adda è un luogo che rappresenta un’utopia, una vera e propria cittadina completa costruita dal nulla dal padrone della fabbrica per i suoi dipendenti e le loro famiglie. Ciascun lavoratore viveva in una villetta dotata di un piccolo giardino e di un orto, ogni servizio necessario alla comunità era presente, compreso il cimitero.
Oggi, Crespi d’Adda è un luogo che trasuda della memoria industriale di oltre un secolo fa. Sicuramente è l’esempio di villaggio ideale meglio conservato in Europa, tanto da essere diventato un sito protetto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, definito un esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, il più completo e meglio conservato del Sud Europa. Le case degli operai sono a oggi abitate, ma è possibile visitare come in un museo di archeologia industriale (ma anche sociale) gran parte degli edifici che lo compongono.
Come si legge sul sito ufficiale, un secolo fa in questo piccolo mondo perfetto il padrone “regnava” dal suo castello e provvedeva come un padre a tutti i bisogni dei dipendenti: dentro e fuori la fabbrica e “dalla culla alla tomba”, anticipando le tutele dello Stato stesso. Nel Villaggio potevano abitare solo coloro che lavoravano nell’opificio, e la vita di tutti i singoli e della comunità intera “ruotava attorno alla fabbrica stessa”, ai suoi ritmi e alle sue esigenze.
Crespi d’Adda



Continua a leggere: Weekend fuori porta - L'utopia di Crespi d'Adda

Vi propongo un altro piccolo dibattito geo-fotografico. Guardate questa fotografia. E’ un fotogramma del film Chiedimi se sono felice, del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo. Nel film due dei protagonisti fanno una pedalata in bicicletta lungo quello che sembra un naviglio (si nota un pescatore sulla destra), ma sullo sfondo è ben incombente la sagoma inconfondibile della Torre Velasca.
Ecco quindi la nuova sfida. Sapreste indicare dove si trova questo percorso?