Noto ai milanesi più notturni come anche ai più pantofolai, il Plastic di viale Umbria è un locale storico. Lo Studio 54 in versione meneghina però, rischia di chiudere nel 2011 - o a giugno 2010. Possibile? Sembra di sì, anche se è difficile trovare notizie certe in merito. Su facebook, c’è il classico gruppo “contro”
I palazzinari di Berlusconi sono intenzionati ad abbattere il mitico club milanese nel 2011 per costruire altri palazzi su palazzi, togliendo alla citta‘ uno dei suoi locali storici per eccellenza, il PLASTIC
pur non provando eccessiva simpatia per “i palazzinari di Berlusconi”, vorrei saperne di più prima di incolparli. Cercando negli archivi bisogna tornare a circa un anno fa, quando si parlava di chiusura del Plastic, causa termine del contratto di affitto…
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E’ ufficiale. Ne avevamo parlato tempo fa, ma la cosa sembrava remota. Ora invece ne abbiamo la certezza, il Plastic ha chiuso. L’ultimo sopralluogo dell’Annonaria ha dato lo stop al locale: servono porte di sicurezza più larghe. A nulla è servito l’appello di Fiurucci e altre eminenti personalità della nightlife e della cultura. Così Paris Hilton dice che a Milano di notte è un mortorio e l’Assessore Terzi prende le sue parti. Un po’ contraddittoria la situazione. Si reclamano più spazi e nel frattempo si chiudono quelli esistenti.
Non è un segreto che i locali caciaroni danno fastidio, da tempo i Comitati di zona hanno intrapreso battaglie legali per anticipare le chiusure (recente la polemica delle 17 firme che hanno scatenato l’ordinanza per la chiusura anticipata del Boh caffè). Qualcuno parla di congiura per allontanare i locali fracassoni dal centro e relegarli in periferia. Non avvalliamo l’ipotesi, ma i segnali non sono buoni. Sul Corriere di oggi un paginone è dedicato al “Patto antirumore” per le zone più rumerose. Già se ne era parlato per San Siro, ora si estende a tutta la città e per i motivi più disparati: dal tram ai locali. Proprio sul fronte dei locali è recente l’accordo siglato con il Silb, l’associazione dei gestori di locali, per limitare gli schiamazzi in vista dell’apertura dei dehors estivi. Intanto il comitato La Cittadella di zona Ticinese indica la strada da seguire già tracciata a Bologna: “lo stile di vita di alcuni non può diventare impedimento alla vita normale di altri. Niente alcol dopo le 23″. Se ne discute mercoledì (alle 17.30) in un convegno al Teatro delle Colonne.

La linea del “rigore a tutti i costi” fa un’altra vittima illustre: il ristorante preferito dai VIP, Giannino, stavolta oggetto delle ire dei residenti. Sulla vetrina fino a ieri c’era questo cartello: “Siamo spiacenti di informare la gentile clientela che il ristorante è momentaneamente inagibile. La direzione”. E’ stato chiuso cinque giorni per decisione della Procura, dopo un esposto dei residenti per schiamazzi.
Pare inoltre mancassero le autorizzazioni per le feste e i certificati anti incendio. Si aggiungerebbe anche un’imputazione per occupazione del suolo pubblico. Una sfilza di contestazioni che ha enormemente danneggiato il locale, rimasto chiuso nella settimana più movimentata dell’anno. “Denunceremo chi ha fatto l’esposto. Il danno è stato enorme, proprio nella settimana della moda”.
Anche il Plastic, recentemente oggetto di un appello di Fiurucci, rimane chiuso in questi giorni per cause ancora non meglio precisate. Il Sottomarino, oggetto di problemi di sicurezza, è ancora chiuso. Continua la guerra alla nightlife milanese. Si accettano scommesse sul prossimo.

Lo stilista milanese è stato un assiduo frequentatore del Plastic negli anni ‘80 e recentemente, per il 25°, aveva collaborato alla realizzazione del libro fotografico “This is plastic. 25 years of hard clubbing“. Fiorucci ha un’idea ben precisa del Plastic, non una semplice discoteca, ma un luogo che ha saputo costruire un’identità precisa, forte, fatta di un’estetica all’avanguardia e di frequentazioni sregolate e importanti. Andy Warhol per esempio, che lo definì “il locale più bello d’Europa”, o Keith Haring che insieme a Grace Jones per ballarci prendeva l’aereo. “Senza il Plastic Milano perderebbe una parte importante della propria identità, la discoteca va salvata. Il mondo della moda deve molto al Plastic che rimane il vero ritrovo dei creativi”. Lo stilista propone una mobilitazione civile per salvare il locale dallo sfratto già notificato dalla proprietà. Il contratto scade nel giugno 2010.
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