
E’ un sospetto che è stato suggerito da più parti, sottovoce. Filippo Penati l’ha ripetuto ieri ad alta voce, dichiarando ad Adnkronos:
E’ evidente che in questo momento la questione della ricostruzione in Abruzzo e’ la più importante pero’ e’ singolare che si pensi di salvare il ponte sullo stretto e non l’Expo. Si parla del ponte come di una priorita’ e si tace sull’Expo a Milano, qualche elemento di preoccupazione c’e’ (..) sarebbe una beffa se si decidesse di tenere il ponte e di chiudere l’Expo
A Penati ha risposto duramente il candidato del PDL alle prossime provinciali Guido Podestà, accusandolo di “fare terrorismo psicologico”. A noi però non interessa la polemica politica, vogliamo sapere cosa ne pensate voi: rinunciare all’Expo 2015 per aiutare i terremotati d’Abruzzo sarebbe una buona idea?
Mentre riflettete su tale arduo dilemma, date un’occhiata a questo articolo di “Repubblica”, che racconta come Milano abbia rischiato davvero, qualche settimana fa, di perdere il suo tanto amato Mega-Evento. Tremonti, Bossi e Berlusconi avevano discusso infatti seriamente tale eventualità, convenendo però che sarebbe stata una mossa “troppo impopolare” che “il Nord non avrebbe capito”. Ora, forse, potrebbe essere più comprensivo.
Foto | Flickr.
Dopo il mini corteo in Piazza XXV maggio i sostenitori sono tornati davanti al Centro Sociale sgomberato. Un centinaio di persone accorse per dare un ultimo saluto a quello che dal 1989 era un’istituzione della contro-cultura milanese. Al momento la polizia era impegnata a sgomberare i locali della libreria. Tutto il materiale, pare, verrà restituito.
Da frequentatore voglio spendere due parole sul Cox 18. Nel suo cortile sono passati icone della controcultura come Hakim Bey e Bruce Sterling, si sono fatte mostre (indimenticabile quella al Prof Bad Trip), dibattiti e organizzato proiezioni, concerti e dj set. Per molto tempo il centro è stato il luogo di aggregazione preferito di moltissime persone, anche non legate politicamente con il centro. E poi la libreria Calusca, un serbatoio di cultura non allineata, fondata e diretta da Primo Moroni esponente di spicco della sinistra milanese. Proprio qui si era iniziato un importante lavoro di archivio e documentazione di materiali degli anni settanta che riguardava proprio la città e suoi movimenti.
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Cosa è il valore? Gestire un posto, modellarlo, tirarlo su, fare attività culturali, mettere su una libreria storica attiva sul fronte controcultura (La Calusca), fare concerti, attività ricreative a basso costo accessibili a tutti, fare politica sul territorio. Ed è evidentemente che il Comune non considera un valore aggiunto l’autogestione. Dopo le parole di fuoco di De Corato sui Centri Sociali, “isole di illegalità”, si è passato all’azione.
Stamattina all’alba, quando non c’era nessuno dentro, è stato sgomberato il Cox 18, storico centro sociale in zona Navigli. Era li da decenni, i suoi frequentatori non sono mai stati coinvolti in manifestazioni violente (anzi più volte provocati da esponenti dell’estrema destra e alcuni suoi frequentatori accoltellati). La proprietà del Conchetta è del Comune di Milano.

Secondo Repubblica nella bozza di federalismo fiscale presentata in questi giorni dal ministro Calderoli ci sarebbe anche l’istituzione di sette “città metropolitane”, tra cui Milano. Pochi ricordano però che la storia dell’introduzione di questo nuovo livello di governo nel nostro paese è lunga e tormentata, tanto da raggiungere proprio quest’anno la maggiore età.
Correva infatti l’anno 1990, e uno degli ultimi governi democristiani emanò per la prima volta una legge che dava alle città principali e ai comuni limitrofi la possibilità di unirsi per formare una nuova entità. Nessun capoluogo raccolse però la sfida perché, in mancanza di una costrizione, i vari ostruzionismi ebbero la meglio un po’ ovunque. L’anno scorso il Governo Prodi ci ha riprovato ma, riproponendo esattamente la stessa impostazione di fondo, è andato incontro ad un prevedibile fallimento.
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Oggi su la Stampa potete leggere una interessante intervista al nostro governatore, che spiega il futuro federalismo fiscale, qui c’è un estratto:
I numeri tra Nord e Sud però sono troppo differenti. Il bilancio della Regione Lombardia oggi è di 27 miliardi di euro l’anno. Col federalismo fiscale potrebbe arrivare a 50. Non c’è il rischio di allargare il solco tra Nord e Sud?
Non bisogna avere preoccupazioni. I meccanismi di compensazione continueranno ad esserci. I trasferimenti di risorse verranno commisurati alla capacità di rinnovamento delle Regioni. Nessuna Regione potrà avere più della media delle cinque Regioni più virtuose. Ma non potrà essere tollerato che in certe zone si spenda 100 euro per una Tac che altrove ne costa 5. Non può essere un ritorno mascherato alla Cassa del Mezzogiorno
Ma voi avevate idea che il bilancio della Lombardia fosse di ventisette miliardi di euro l’anno? Io no sinceramente. Mostruoso. Potete leggervi qualche dato anche sulle altre regioni qui, sul sito dell’Istat - anche se sono dati vecchiotti, del 2001.
Qui Milano Libera è un sito, nonché un’associazione di persone che cerca di recitare un ruolo attivo nella società civile e nella politica italiana, cerca di parlare di legalità e moralità.
In questo video Qui Milano Libera è in trasferta a Roma. Per maggiori informazioni vi rimando al blog dell’associazione.
Provabilmente li avete già: saranno vecchiotti, certo, magari quasi tutti stanati nella sede ANPI di Ortica o in via Mascagni. Di sicuro qualcuno ancora r-esiste, anche nei racconti dei nonni e nei libri di storia, almeno fino a quando qualcuno li riscriverà. In periodi di forte revisionismo e di accuse, spesso infondate, i partigiani hanno comunque rivestito un ruolo importantissimo per la Liberazione.
Il 25 aprile dunque giornata di lotta e di memoria, di popolo e di piazza, di festa e di resistenza, La Cascina Autogestita Torchiera, assieme ad altre realtà territoriali, propone una serata all’insegna della musica, della cultura e della riflessione politica sul piazzale del Cimitero Maggiore.
Dalle 19 in avanti, si esibiranno Paolo Rossi, Moni Ovadia, Flavio Oreglio, Lombroso, Unicamista, Matrioska e la Buz Band, Anchefunky, Selton, Rft, Hobophobic, Renato Sarti, Rita Pelusio, Walter Leonardi, Nudoecrudo Teatro, Dionisi, I giocolieri di Torchiera. Interverranno Norina Pesce (partigiana), Aldo Giannuli (storico), Antonio Pizzinato (Presidente Regionale ANPI Lombardia) e Massimo Varengo (Federazione Anarchica Italiana).

L’assegnazione dell’expo e le elezioni politiche potrebbero essere determinanti per un rimpasto della giunta Moratti. Ombretta Colli ad esempio aveva detto che se eletta al senato si sarebbe dimessa dalla carica di assessore (qualcuno si è accorto che c’era?), al contrario Riccardo De Corato anche con la poltrona in senato resterebbe a fare pure il vicesindaco (da Roma?). L’assessore all’innovazione Luigi Rossi Bernardi potrebbe essere rimosso dal suo incarico per essere piazzato in una posizione strategica nella macchina organizzativa dell’expo.
In ogni caso la Colli non è ancora sicura di fare un passo indietro, qualora lo facesse potrebbe subentrarle il forzitaliota Gallera. E poi c’è anche la questione premier, se Berlusconi vincesse le elezioni, squillino le trombe, Silvio si dimetterà dal consiglio comunale dopo aver collezionato fino ad oggi la bellezza di due presenze.

La legge elettorale attuale, detta Porcellum, fa schifo più o meno a tutti. A chi l’ha fatta, ovvero il governo di centrodestra, e a chi non l’ha cambiata, ovvero il centro sinistra. Ma fino ad oggi tutti si sono solo limitati a dire che fa schifo e che riduce la possibilità dei cittadini di scegliere i candidati. Ora però c’è chi vuole portare il Porcellum in tribunale.
Una decina di avvocati milanesi avvieranno una causa contro il Porcellum, chiedendo di poter esercitare il loro diritto di voto, ovvero di poter dare la preferenza a chi vogliono e non a chi è stato scelto da un partito. Gli avvocati dicono che questa legge elettorale è incostituzionale, e chiedono un risarcimento per l’ingiusto danno provocato dalla lesione grave e reiterata alla loro dignità di cittadini italiani e di elettori appartenenti al corpo elettorale, danno costituito dall’essere stati privati del diritto di suffragio diretto per la Camera.

Domenica questa, in Corso Vittorio Emanuele alle ore 17, verrà inaugurata la prima sede milanese del Popolo delle Libertà. Contemporaneamente, lungo l’arco di tutto il week end, l’intera Lombardia sarà piena zeppa di gazebo del nuovo partito del centro destra, gli elettori potranno proporre tematiche a loro care e che vorrebbero veder trattate nella prossima legislatura.
Da questo fine settimana, l’assedio della campagna elettorale parte ufficialmente. Le nostre città e caselle della posta saranno prese in ostaggio da politici di ogni estrazione, così come mercati e piazze. Pronti, partenza. Via!