Ma solo Mastella e l’Udeur nominano i primari ospedalieri? Secondo quello che racconta L’espresso non è proprio così, anzi anche a Milano - in un ospedale di primo piano e di eccellenza come il Niguarda - le nomine sono di provenienza politica. Con Comunione e liberazione, di cui fa parte il presidente della Regione Formigoni, a fare la parte del leone.
Sono ciellini i primari di Medicina, Cardiologia, Rianimazione, Epidemiologia e Microbiologia; mentre quello di Terapia della pelle fa parte dell’Opus Dei. Di Cl anche il direttore generale, quello amministrativo e quello sanitario. Il massimo poi si raggiunge a ginecologia: i medici assunti negli ultimi 10 anni sono tutti obiettori di coscienza (ma perché fanno i ginecologi, mi chiedo?). Risultato:
le interruzioni di gravidanza pesano sulle spalle di soli tre medici, costretti a rinunciare alle ferie e ai riposi. Mentre le donne si vedono convocare alle sei del mattino, devono aspettare per ore sulle scale perché manca anche una sala d’attesa, prima di finire su un lettino con la scritta: aborto.
E Milano rimane un centro d’eccellenza per la medicina, anche se i privati aumentano sempre più i profitti a scapito del pubblico.

Girando per You Tube mi sono imbattuto in un paio di video milanesi realizzati una decina di giorni fa (15/12) dall’associazione Qui Milano Libera. Due filmati interessanti, a prescindere da come la si pensi, e divertenti. Sentire le parole dei nostri concittadini, non filtrate dai media ufficiali è pur sempre una cosa utile per capire in che città viviamo.
In particolare i due video (1, 2) che stavo guardando riguardano delle contestazioni a Silvio Berlusconi. Ma non è tanto la contestazione che mi interessa, quanto la parte con delle brevi interviste a passanti e persone intervenute alla mobilitazione di Forza Italia.

Ieri pomeriggio in San Babila una folla festante ha accolto l’arrivo di Silvio Berlusconi con applausi, foto e tifo calcistico. Ieri pomeriggio in piazza San Babila è morto/a (è maschio o femmina? è un partito o una formazione politica) Forza Italia.
E’ stato annunciato da Berlusconi stesso lo scioglimento prossimo venturo di FI e la nascita di un nuovo movimento che pare si chiamerà Partito del Popolo Italiano delle Libertà. Brutto, un nome davvero brutto, ma non siamo qui per discutere di questo quanto per raccogliere i racconti di questa giornata da chi vi ha partecipato.
Una giornata decisamente importante per l’Italia dato che decreta lo scioglimento del più grande partito italiano e la nascita di qualcosa di nuovo che ancora non conosciamo, ma che vorrebbe essere la risposta di centrodestra al neonato Partito Democratico. Se eravate in San Babila raccontateci la vostra esperienza.

Ha aperto i battenti a Milano la prima sezione meneghina del ‘Nuovi Italiani Partito Immigrati‘, fondato lo scorso maggio a Roma da Mansouri Mustapha (presidente del partito) e Maria Pratsiuk (segretario). L’obiettivo principale del neonato gruppo politico è di incrementare la presenza di rappresentanti delle comunità straniere in parlamento, e dare rappresentanza ai circa tre milioni di stranieri che risiedono stabilmente sul territorio italiano.
Al momento il partito degli immigrati non ha ancora deciso con chi schierarsi, i suoi rappresentanti hanno detto che di volta in volta decideranno in base alle proposte politiche delle due parti.
E’ sempre stato il rifugio di molti al ritorno dalle vacanze, con la città ancora in fase di riscaldamento post-ferie. Ritrovarsi alla Festa dell’Unità a settembre è un’abitudine di tanti, spesso indipendentemente dall’appartenenza politica. E anche quest’anno è tempo di festa: da domani fino al 17 settembre, come sempre a Lampugnano, intorno al PalaSharp. Qui potete trovare il programma in pdf e qui il sito della festa. Vi segnalo, tra i tanti appuntamenti, gli show di Gene Gnocchi (il 25 agosto), Roberto Benigni (11 e 12 settembre) e Beppe Grillo (il 15). Numerosi i concerti, che vi scrivo integralmente per non offendere nessuno…
Continua a leggere: Concerti e dibattiti: da domani ritorna la Festa dell'Unità
Certo, non capita proprio tutti i giorni che tuo marito ti faccia un regalo da oltre 6 milioni di euro (SEI MILIONI DI EURO), con i quali ti puoi pagare gran parte della campagna elettorale e tappezzare Milano di migliaia di manifesti con la tua foto scattata da un geniale artista dell’obbiettivo.
Adesso è ufficiale: la donazione più alta fatta da un privato a una campagna politica nel 2006 è quella di Gianmarco Moratti, noto petroliere milanese, che ha staccato un assegno da più di 6 milioni di euro (6.335.000) per la campagna elettorale di Letizia Moratti, attuale sindaco della città. Ah, ricordatevi che Letizia (Brichetto Arnaboldi) è la moglie del signor Gianmarco.
L’avversario dell’ex ministro, l’ex prefetto Ferrante, raccolse per la sua campagna qualcosa più di 600mila euro e fu sconfitto per 34mila voti.
Il Corriere della Sera, poi, ci spiega che Moratti marito ha anche potuto detrarre dalle tasse gran parte del contributo versato alla campagna elettorale della moglie. Se non è uno spot per il Family Day questo…
Cosa significa, esattamente, non è ancora chiaro ma, mentre l’opposizione accusa che sia solo un trucco per dare maggior peso ai paesi limitrofi nella elezione dei politici cittadini, il presidente Penati afferma che Roma e Milano saranno capofila di questa innovazione istituzionale improntata alla semplificazione e all’efficienza del governo di aree vaste ed omogenee, con la nascita delle Città Metropolitane.
L’idea politica è chiara: un territorio frammentato in 189 Comuni, rappresenta una complicazione nelle decisioni più immediate, decisioni che si realizzano più velocemente con un coordinamento centrale dato dalla Città metropolitana.
Quello che in pratica cambierà a breve, sarà il fatto che spariranno una o più provincie e ci sarà un organizzazione della politica sovracomunale che approfitterà di un diverso sistema di finanziamenti dalla capitale per la viabilità, l’ambiente e lo sviluppo economico.
Voi lettori, pensate che questo sistema migliorerà la vita di tutti i giorni o pensate sia politichese?

La Rinascente di Piazza del Duomo ha dato il via ad una nuova moda: Le vetrine satiriche. L’altro giorno mentre passeggiavo davanti al grande magazzino per eccellenza mi sono trovato ad osservare incuriosito le nuove vetrine. I manichini si sono trasformati in “vignette satiriche” tridimensionali e i classici canoni da vetrina sono stati ribaltati. Ad essere sincero di tutte le vetrine e di tutti gli allestimenti, cinque o sei se non sbaglio, l’unico che sono riuscito ad interpretare è quello che vedete in foto. La Moratti che “innamorata” dei writer graffita un muro, e pure qui prima di riconoscere la Moratti mi sono dovuto spremere non poco.
Fatto sta che credo rappresenti una novità in campo “vetrinistico” e un nuovo, ennesimo, luogo dove sbarca la politica. Alle prossime elezioni ci sarà anche la par conditio sulle vetrine?!

Una gallina ‘padana’ dalle uova d’oro e sotto Prodi che raccoglie i frutti senza sforzo. E’ questa l’immagine simbolo della manifestazione di ieri mattina della Lega Nord contro la finanziaria del Centro Sinistra. Circa 20mila persone si sono radunate in centro città per dire no alla finanziara e io mi sono fatto una sgaloppata in centro a fare un paio di foto.
Arriva un po’ tardi la segnalazione, ma l’importante è che arrivi! Sbarca infatti stasera a Milano - con una proiezione pubblica organizzata dalle associazioni “Punto Rosso” e “Libertà e Giustizia” presso la Camera del lavoro - il discussissimo documentario di Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani. Alle 20,30 appuntamento quindi per vedere finalmente “Uccidete la democrazia!“ e per discuterne (dopo) con gli autori e conAlessandro Robecchi (giornalista), Valerio Onida (ex presidente della Corte Costituzionale) e Stefano Draghi (docente dì Metodologia delle Scienze sociali a Milano). La tesi sostenuta dal documentario e la catena di reazioni successive all’uscita del dvd hanno riempito le pagine dei giornali. Al centro del «docu-thriller», il mistero delle schede bianche. e quello delle “anomalie statistiche” nelle scorse elezioni politiche. Ma non voglio raccontare niente di più. Stasera chi vorrà potrà vedere il documentario, e se ne potrà discutere. Per chi non verrà, il dvd è in vendita in edicola o acquistabile via Internet.