
Sicuramente avete tutti seguito le reazioni di rabbia e le manifestazioni che si sono susseguite nelle piazze elleniche nelle ultime 3 settimane in seguito all’uccisione di Alexis Grigoropoulos da parte di un poliziotto.
Ebbene, questa notte a Milano qualcuno ha dato fuoco ad una gazzella della polizia posteggiata e poco lontano, su un muro, è stata vergata una scritta contro la polizia e inneggiante ad Alexis Grigoropoulos e Carlo Giuliani. L’ansa riporta che il fatto dovrebbe essere avvenuto intorno alle 3.30 nei pressi della stazione Bovisa.
Via | Ansa
Foto | Flickr
Elio si chiedeva come fanno a starci 4 elefanti in una 500. Impossibile dite? Più provabile che ci stiano 7 persone. Impossibile ri-dite? Devono aver pensato la stessa cosa i vigili che hanno fermato un italiano, tre marocchini e tre guatemaltechi che erano stipati dentro una 500 di ultima generazione, come sardine in una scatoletta. L’allegra brigata è stata intercettata ieri da una volante tra via Gerolamo Vida e via Stamira d’Ancona. Il 20 enne, proprietario e conducente della vettura, è risultato un po’ sbronzo al test alcolico, gli altri erano tutti senza documenti.
Una divertente guasconata, evidente. Un po’ meno sorridere fanno i dati sul fronte conducenti ubriachi. Solo a novembre su 313 controllati la Polizia Municipale ne ha pizzicati cento. Nei primi undici mesi dell’anno1.064 su 3.946. E voi, quale record avete infranto? Io personalmente ho fatto salire 6 amici in una 126.

Proseguono le manifestazioni degli studenti contro i tagli previsti dalla Legge 133 e questa volta si trasferiscono sugli scalini di palazzo Mezzanotte, sede della Borsa. Un gruppetto di stedenti ha infatti seguito, in modo discreto e pacifico, una lezione di economia sull’attualissima crisi economica. Ovviamente si è trattato di un azione dimostrativa per rendere esplicito come il movimento degli studenti non opti solo al boicottaggio delle lezioni.
Paradossale lo schieramento di forze di polizia in tenuta antisommossa, in mumero quasi maggiore rispetto a quello dei manifestanti. Risultato un tranquillo pomeriggio premio a chiacchierare e fumare sigarette ai bordi della piazza. D’altra parte la gente vuole sicurezza…
Borsa Lezione



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Novità sul fronte delle proteste nel mondo universitario milanese: dopo gli scontri con la polizia in Piazza Cadorna e le lezioni in Piazza Duomo degli studenti della Statale, ora sembrano mobilitarsi anche gli studenti della Bicocca.
L’Università del discusso quartiere firmato da Vittorio Gregotti era infatti finora rimasta piuttosto in disparte, se si eccettuano un paio di riunioni all’aperto di giovani ricercatori. “Liste di Sinistra” ha però annunciato per oggi pomeriggio un’assemblea generale, dal titolo provocatorio “Riusciremo a laurearci o si chiude prima?”. Che sia l’inizio di una mobilitazione più vasta sui terreni una volta di proprietà della Pirelli?
Lasciando per una volta da parte il merito delle proteste, possiamo utilizzare questa vicenda per porci qualche domanda: perché la Bicocca - che è ormai la terza università milanese, con più di 30.000 studenti - è sempre circondata, nella percezione dei milanesi, da una sorta di aura di mediocrità e passività? Si tratta solo di una cattiva reputazione? Oppure c’è qualcosa, forse nelle geometrie neo-sovietiche del Gregotti, o nella presenza di guarde giurate armate in ogni edificio, che impedisce all’ateneo di affermarsi come luogo di eventi e di creatività giovanile? A voi la parola.
Foto: Kazze, Flickr.

Avete presente il film “Minority Report”? Quello in cui Tom Cruise arresta le persone prima che commettano i reati, grazie alle visioni di tre mutanti in grado di prevedere il futuro? Ecco, pare che a Milano sia operativo già da qualche tempo un sistema del genere, anche se al posto di veggenti umani dalle capacità soprannaturali utilizza un cervellone elettronico.
Secondo quanto riporta “L’Espresso” è infatti ormai in funzione presso la Questura di Milano, dopo 8 anni di lavoro, il sistema Key Crime. Esso è in grado di immagazzinare quantità enormi di dati relativi ai crimini seriali, raccogliendo informazioni sui profili comportamentali dei rapinatori in zone dove si ripetono gli stessi delitti per ottenere una sorta di “codice a barre” del criminale, che può essere composto anche di 20mila codici. Ciò ha permesso di risolvere, nel 2008, il 62% dei casi di rapina, contro il 3% del 2005, tanto che la questura sta pensando di proporlo al ministero dell’Interno per una sua implementazione a livello nazionale.
In alcuni casi, il criminale, recandosi sul luogo della rapina, ha trovato le forze dell’ordine già pronte ad arrestarlo (per i suoi reati passati ovviamente). Questo perchè, come tutti noi, anche i malviventi sono “abitudinari”, come cantavano Elio e le Storie Tese. Il sistema Key Crime è in grado - in alcuni casi - di sfruttare questi tratti ripetitivi per prevedere i crimini, prima che avvengano. Che sia più utile a combattere la criminalità questo programma da solo che esercito ed elicotteri-spia di De Corato messi insieme?
Foto: gunthert, Flickr.
Ogni tanto, quando giro in bici per Milano, penso: ma chissà quanta droga ci sarà nascosta dentro quei palazzi: ogni tanto la polizia conferma le mie impressioni, come nel caso del sequestro, avvenuto ieri in via Rembrandt, di 150 chili di coca.
Un bel pò di polvere bianca, uno di quei sequestri che fanno oggettivamente notizia. In un armadio di un appartamento di via Rembrandt affittato ad una ventottenne uruguaiana, Adrèa Gisèle Segovia Parra, gli agenti del Commissariato di Polizia Centro, hanno scovato centinaia di mattonelle da un chilo: due qualità, la Rey, pura all’86%, e la Ok, meno pura, ma comunque di ottimo livello: secondo le analisi arrivava all’80%.
Menti del traffico due montenegrini, Vladimir Bijevic, 30 anni, e un complice di cui non sono ancora state rese note le generalità
L’operazione “Domus 2008″, coordinata dal pm di Milano Carlo Nocerino, dimostra per l’ennesima volta la quantità impressionante di cocaina che transita e viene venduta a Milano. Nonché la presenza di trafficanti in grado di movimentare centinaia di chilogrammi di stupefacente a disposizione di chiunque abbia il denaro per comprarlo. E a Milano, si sa, per certe persone i soldi sono l’ultimo dei problemi
Una cosa che mi ha sempre lasciata decisamente amareggiata, sono i cosidetti delinquenti “pendolari”. Arrivano in città non per lavorare, come fanno i comuni mortali, ma per saccheggiare.
La Squadra mobile di Milano ha arrestato cinque napoletani che erano soliti arrivare in città la domenica, per bersagliare i tifosi che si recavano allo stadio. Obiettivo della banda erano orologi pregiati, tanto che in 13 colpi accertati avrebbero fatto un bottino di più di 100.000 euro. Oltre al capo, due puntavano i malcapitati mentre gli altri due facevano copertura in caso di reazione delle vittime, con tanto di pistola puntata alla tempia. Secondo la Polizia potrebbero aver portato a termine altri furti in tutto il nord Italia.
I malviventi a bordo di scooter rubati si mescolavano ai tifosi al termine delle partite dell’Inter, per mimetizzarsi con gli altri motociclisti. Soltanto per Inter-Siena dell’11 Maggio sono stati portati a termine ben 8 furti. Al termine delle operazioni, i ladri rientravano a Napoli con furgoni presi a noleggio, con i quali trasportavano alla base sia gli orologi, sia gli scooter.
Foto | Batrax
Precedenti storici ce ne sono a bizzeffe. Nelle 5 giornate la rivolta fu scatenata dall’aumento del pane, la scintilla contro il regime austriaco; a Poznam, in Polonia, la più grande rivolta contro il regime sovietico e l’ultima in Cina, di due giorni fa, contro l’arroganza della burocrazia che voleva insabbiare un omicidio con stupro ai danni di una ragazza da parte del figlio di un esponente politico. Ieri una piccola rivolta è stata sedata da Carabinieri e Polizia al Cpt di Via Corelli. La rivolta del settore D (da non confondersi con il braccio, almeno a livello terminologico, perchè di similitudini con le carceri nei Cpt c’è ne sono), composta da uomini e per la maggior parte africani, sarebbe scoppiata per un imbarco verso il Sudan rimandato. Una mezzora di fuoco che è servita agli extracomunitari per spaccare panchine, telecamere, vetri e ferire lievemente un operatore della Croce Rossa intervenuto per sedare la rissa.

Ventidue rom del campo di Via Chiesa Rossa sono stati arrestati questa mattina con l’accusa di rapina. Per l’arresto sono stati mobilitati 200 tra carabinieri e poliziotti, e sono stati impiegati anche elicotteri. Una sorta di sbarco in Normandia in zona Gratosoglio.
Gli inquirenti accusano i rom di una quarantina di rapine, anche se sospettano che in realtà siano molte di più. Oltre ai 22 arrestati, ci sono anche 9 latitanti che sono tutt’ora ricercati.
Più poteri ai vigili, che in sintesi dovranno avere la stessa autorità di polizia o carabinieri. Questa in sintesi la posizione, ribadita per l’ennesima volta, del vicesindaco Riccardo De Corato, come si può leggere in questo pezzo del Sole24Ore. Il tutto a riguardo di clandestini, pacchetto sicurezza, e via dicendo.
Vedremo come va finire, anche perchè ora, quel decreto legge sinceramente un pò particolare, che lo stesso Giuseppe Pisanu, non uno sfasciavetrine noglobal rastone da centro sociale aveva definito “Aberrante”, diventerà una proposta di legge.
Anche qui, vedremo come va a finire: nel frattempo non riesco a non pensare ai nostri nonni, che tranquillamente andavano a puttane - si, chiamiamole col loro nome - senza che ci fosse nulla di strano, nelle stesse case chiuse che ora sono diventati locali dove va la Milano Che Conta in via Fiori Chiari. Kuhn lo chiamerebbe mutamento di paradigma.