Periodicamente torniamo sul tema ristoranti giapponesi a Milano. Com’è Edo? Senza infamia e senza lode. Probabilmente non un must per i patiti di ristoranti giapponesi, ma l’Edo di corso di Porta Romana 107 è se non altro comodo da raggiungere visti i 200 metri che lo separano dalle fermate di Crocetta e Porta Romana. Funziona anche come take away, ma per chi si trova in centro, come la sottoscritta, può essere una buona scelta, in coppia come in compagnia.
Due sale, clientela giovane (si va dal tavolo delle “chiacchiere fra femmine post lavoro” ai commenti universitari dei vicini studenti della Statale) e un servizio alquanto rapido che propone un menù misto fra sushi, sashimi, roll, e zuppe giapponesi con qualche piatto “infiltrato” made in China, come i classici ravioli al vapore: li trovate negli antipasti, ne portano 4 e sono a scelta fra ravioli di carne o con i gamberi.
Sul volantino c’è scritto che è gradita la prenotazione, ma come mia prima volta all’Edo posso dire di non essermi trovata male: per essere un giovedì sera ora cena c’era un sacco di posto, non ho dovuto aspettare molto, e il mio tiger roll di gamberi fritti, salmome e ikura (11 euro) mi è arrivato pressoché subito saziandomi, pur senza entusiasmarmi.
Una bella sorpresa per chi è tornato nel weekend in città, chi ha iniziato a lavorare oggi o chi tornerà nei prossimi giorni. Porta Romana torna ad essere quella che conoscevamo, senza cartelloni pubblicitari. Rimane solo un piccolo “recinto” esterno. Vedremo se toglieranno anche quest’ultimo oppure se si tratta di una qualche misura antivandalismo…
Era da un po’ che non mi capitava di passare da Porta Romana. E così, quando mi è capitato qualche giorno fa, sono rimasto decisamente sorpreso: l’enorme cartellone pubblicitario che ingabbiava la Porta è stato infatti da poco rimosso, e l’arco è ora visibile sotto uno strato di impalcature.
Per un’istante ho avuto una reazione piuttosto bizzarra; mi sono chiesto infatti: “ma che cosa c’entra questa cosa grigia e vecchia con Milano? Cosa ci fa là dove ero abituato a vedere un luccicante parallelepipedo di affissioni pubblicitarie?“. Poi sono rinsavito.
Sono anche stati rimossi (in ritardo) i cartelloni davanti alle mura spagnole, per le quali i lavori sembravano finiti già qualche mese fa. Devo dire che le mura mi hanno invece fin da subito colpito positivamente: in tutta la mia vita le avevo sempre viste in uno stato di decadenza e abbandono, e osservare i risultati del restauro è stato un bel vedere (trovate alcune immagini in gallery).
Restauro mura spagnole e porta romana: lavori finiti?
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Piove sul bagnato, è proprio il caso di dirlo. Non bastava infatti lo sciopero dei mezzi di trasporto dell’Atm a paralizzare il traffico dalle ore 8.45, ma anche il peggioramento delle condizioni meteo con pioggia notturne e previsioni di ulteriori rovesci ha contribuito a riversare per strada un fiume di automobilisti pendolari in direzione del proprio lavoro.
Abbiamo provato a verificare la situazione sulla Circonvallazione interna, da Piazzale Baracca a Porta Romana il serpentone di auto è continuo e il traffico intasatissimo ma, almeno in scooter il tempo impiegato per compiere il tragitto è solo parzialmente maggiore rispetto ad una giornata di traffico normale. In automobile la situazione è ben diversa, come potete verificare dalle fotografie di questo reportage su due ruote.
E a voi come è andata? Raccontateci la vostra mattina di sciopero nei commenti!

Il piccolo J’s Hiro di Via Vittadini 7, una ventina di posti a sedere, è stato aperto nel 2006 da una signora di Osaka e come lei anche quasi tutto il resto del personale arriva dal Giappone. Questo per mettere subito le mani avanti e puntualizzare che non è un ristorante cinese travestito da giapponese. L’ambiente è accogliente, anche se sembra di entrare in una sala da thè più che in un ristorante, e il servizio è assolutamente dignitoso.
Sia a mezzodì che alla sera potete ordinare a la carte, tra l’altro ci sono anche molti piatti ‘casalinghi’ (come le crocchette o lo yakisoba) che non si trovano in altri ristoranti, a mezzogiorno però potete anche scegliere tra una dozzina di menù preimpostati che partono da una decina di euro e arrivano, con il menù più costoso a base di sushi e sashimi, a venti euro. La birra in bottiglia, rigorosamente Asahi o Kirin, la pagate cinque euro, mentre il coperto non si paga. A meno che non si sia dimenticata di segnarmelo…
In poche parole potete spendere dai 15 ai 30 euro a mezzogiorno e gustarvi delle portate nipponiche di buona qualità. L’unica pecca sono le porzioni, devo dire piuttosto scarsine. Oltre al menù ho preso anche un piatto di yakisoba (9 euro) e con cinque sbacchettate me lo sono ingollato tutto.
ristorante giapponese j’s hiro


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Sulla ristrutturazione delle mura spagnole avevamo fatto il punto della situazione tempo fa. Il 31 maggio, come da contratto, i cartelloni pubblicitari che ricoprono Porta Romana sarebbero stati rimossi. Condizionale d’obbligo visto che oggi sui quotidiani milanesi scopro la notizia che la pubblicità potrebbe continuare a ricoprire per un altro mese Porta Romana. Questo perchè il Comune ha chiesto lavori extra alla società incaricata dell’opera, la TMC: altri 300mila euro che verrebbero ripagati dalla vendita di spazi pubblicitari per un tempo aggiuntivo.
In pratica Palazzo Marino vorrebbe trasformare la parte sterrata all’interno delle mura in un camminamento in beola, con una recinzione per dividere la parte pubblica dallo spazio delle Terme Milano. Lavori non previsti dal contratto. L’amministrazione dovrà formalizzerà la richiesta e la società farà una controproposta per raggiungere un accordo. La volontà è quella di mantenere i poster per un mese sull’arco e per quattro lungo le mura.
Occhio se state percorrendo in macchina il tratto finale di viale Montenero verso Porta Romana, perchè c’è un allagamento allucinante che starà già ora causando code bibliche.

I lavori di ristrutturazione delle mura spagnole in Porta Romana sembrano volgere al termine. Almeno per parte di essi. Dopo la polemica sulla pubblicità (Duemilacinquecento metri quadri di pubblicità in un chilometro di strada) e le petizioni per scongiurare lavori infiniti, alcuni cartelloni pubblicitari in piazza Medaglie d’Oro stanno per essere rimossi. Gli unici cantieri ancora aperti sono quelli in viale Sabotino (a ridosso del nuovo parco sopra il parcheggio sotterraneo appena terminato) e lungo via Filippetti. Per parte dei lavori siamo giunti al termine. Per altri bisognerà aspettare ancora un po’. Io personalmente sono perplesso, non mi sembra che il risultato finale sia molto diverso dall’originale (a fronte di una spesa di 2 milioni e mezzo di euro). Sarebbe utile sapere se le mura spagnole sono una memoria che arricchisce Milano o solo un vecchio rudere. Voi che ne pensate?
Ieri sera mi trovo per caso a passare per Porta Romana e noto un sacco di cose strane: l’enorme pubblicità che ormai da anni nasconde la porta è coperta a sua volta da uno striscione femminista che recita “Nessuna speculazione sui nostri corpi”.
Dall’altro lato, sovrapposto ad un’altra pubblicità di corpi femminili, uno striscione che rappresenta una Milano tutta rovine e grattacieli e proclama, un po’ alla maniera di John Lennon, “Milano belongs to the people - Moratti e De Corato city rapists”. Trovate tutto nella gallery.
Più avanti, all’incrocio con Viale Sabotino, finti segnali di lavori in corso e cartelli contro l’Expo 2015, definita “privatizzazione di bene pubblico”, “cementificazione del territorio” e “comitato d’affari al lavoro”. Torno a casa con un interrogativo in testa: chi può essere l’autore di tutto ciò?
Corteo dei centri sociali del 28 febbraio: striscioni, cartelli e graffiti in Porta Romana
Speriamo che questo sia il primo post dedicato alle pause pranzo più insolite, quelle memorabili, che vi cambiano la giornata in positivo. Lavoro in zona Bligny. Mi capita spesso, il venerdì, di fare quattro passi per il mercato di Porta Romana, quello tra via Crema e via Piacenza. Finito il mio giro mi fermo, con mio sommo piacere, da Giannasi “dal 1967, il pollo più buono di Milano”, baracchino situato in corso Lodi. Chi lo conosce sa bene che non è un’esagerazione. Niente di meglio che prendere mezzo pollo (al costo di 2,5 euro) una lattina di Coca Cola (0,75 cent) e se proprio volete fare gli esagerati una porzione abbondante di patatine fritte (1 euro). Per un totale di 3,75 cent avrete un pranzo da gustare seduti nella piazza antistante con il sole che vi dona i suoi ultimi caldi abbracci.