Sabato sera avrete forse notato che l’Inter ha vinto la Champions League: Giulio ci aveva mostrato qualche foto dei festeggiamenti in corso Buenos Aires, ora è il turno di un nostro lettore, Mauro Re, che ci ha scritto di sbirciare nel suo album Flickr: qui trovate solo cinque dei suoi tanti scatti, gli altri nel suo set.
Notevoli quello della ragazza sulla Corvette, del padre e figlio in Ferrari e del “Malato per Milito”.
L’Inter ha vinto la Champions League 2010, contro un Bayern veramente modesto, a giudicare da quanto ha fatto vedere durante la finale. Ho avuto la fortuna di vedere la partita da un amico che abita al numero 2 di corso Buenos Aires, e ho così ho potuto scattare qualche foto dei festeggiamenti in un luogo nevralgico come Porta Venezia (perdonatene la qualità rudimentale).
Per qualunque squadra si tifi, lo spettacolo di migliaia di auto strombazzanti e di tifosi in delirio è sempre qualcosa di unico: una scena a cui Milano è quasi abituata, vista la quantità di Coppe dei Campioni che sono giunte in città negli ultimi 20 anni.
Peccato per una scena a cui assistito, che mi ha veramente rovinato la festa: un gruppo di tifosi scesi da una macchina ha fatto razzia di magliette e trombette da una bancarella, aggredendo e ferendo con sbarre di plastica gli ambulanti cingalesi che la gestivano. Semplicemente disgustoso.
Una sera, verso l’inizio di dicembre, un amico mi fa: “Sono stato in questo locale appena aperto, dalle parti di Porta Venezia. Non è niente male, dovresti andarci!“. Decido quindi di fare un salto qualche giorno dopo allo Zoom Bar di via Panfilo Castaldi 26.
Da allora ci sono tornato più di una volta, per vari motivi: l’atmosfera simpatica e non pretenziosa del locale, l’arredamento originale, la musica - ballabile ma non scontata - e, last but not least, la birra media a 3,50 euro, assolutamente inconsueta per un locale così centrale.
Sarà stato questo o l’efficace campagna di marketing dei gestori, ma nel giro di poche settimane il locale è stato preso d’assalto da una grande quantità di giovani, rendendo alcune serate (come quella del sabato) abbastanza impraticabili per l’eccessivo affollamento.
Continua a leggere: Recensioni: lo Zoom Bar di via Panfilo Castaldi

Ieri pomeriggio era sabato e mi sono trovato per caso a passare dalla stazione della metropolitana di Porta Venezia. E lì, in quell’ampio mezzanino completamente vuoto che si trova esattamente al di sopra dei binari, ho assistito ad un fenomeno metropolitano abbastanza curioso.
Il grande spazio inutilizzato era pieno di giovani di origine straniera (soprattutto asiatica e sudamericana) che se ne servivano come di una sala da ballo. C’era chi si era portato lo stereo e chi provava le mosse senza musica. Ho visto persino un gruppo di genitori con una “classe di danza” di bambini entusiasti.
Pare che l’appuntamento si ripeta ogni sabato pomeriggio. Purtroppo, non avendo avuto con me un qualche strumento fotografico, non posso offrirvi una fantastica gallery. Ma voi cosa ne pensate di questo tipo di uso alternativo degli spazi della metropolitana?
Foto | Flickr.

Si dice che i cambiamenti climatici le porteranno inesorabilmente all’estinzione, insieme alle api (ne hanno parlato i nostri cugini di Ecoblog). Ma almeno a Milano, da sabato 21 marzo, ne potete vedere in abbondanza. Situata all’interno dei giardini di Porta Venezia la struttura dedicata alle farfalle è stata ampliata e sono circa 300 gli esemplari, appartenenti a 50 specie, che si possono ammirare. L’Oasi delle Farfalle è stata ideato e realizzata dall’Associazione Cometa, con la collaborazione del Museo di Storia Naturale di Milano. Dallo scorso giugno ha fatto registrare oltre 50.000 visitatori. Al suo interno una sezione dedicata al mimetismo.
C’è chi dice che sarebbero in grado di sopravvivere ad un olocausto atomico, la cosa certa è che le continue derattizzazioni che sono in corso nei parchi pubblici della città di Milano appaiono spesso inutili. Ecco una testimonianza recentissima ripresa ai Giardini Pubblici di Porta Venezia, forse uno dei parchi esteticamente più belli e curati del centro di Milano. Peccato che sia abitato da ospiti sgraditi che speriamo di non incontrare.
Con il ritorno della bella stagione riprenderà anche il viaggio di 02blog per i parchi e giardini milanesi, presto andremo a verificare di persona la situazione dei Giardini Pubblici.
Chi ha avuto modo di vivere l’esperienza offerta da Dialogo nel buio, che fu allestita negli spazi dell’Istituto dei Ciechi, conosce quanto può sembrare sconvolgente le sensazione di calarsi nel buio assoluto, per compiere un percosrso con una guida non vedente.
Oggi si può vivere l’esperienza di andare in metropolitana senza vedere grazie a Nel metrò a occhi chiusi, iniziativa di sensibilizzazione alle problematiche legate alla cecità organizzata da CBM Italia Onlus e Atm. Appuntamento alla stazione Porta Venezia della Metropolitana linea 1.
Continua a leggere: Viaggiare in metropolitana come un "non vedente"
Seconda parte dell’intervista - la prima la trovate qui - ad Andrea G. Pinketts, tra i pochi Vate credibili della metropoli. L’abbiamo incontrato al Trottoir in piazza XXIV Maggio. E da un maledettissimo genio che si permette incipit come questo
Mi svegliai con il viso sprofondato nel pelo pubico di una sconosciuta. Avevo trentacinque anni. Come dire: “Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura…”
si sa già che ci sarà da divertirsi. Buona lettura. Degno coronamento di una serata-intervista lisergica, l’incontro casuale con Geronimo La Russa in Porta Venezia, cui ho fatto una foto, ma senza chiedere alcunchè.
Andrea Pinketts e Geronimo La Russa


Continua a leggere: Intervista: Andrea G. Pinketts sull'Expo 2015 (seconda e ultima parte)

Fotografato ieri sera in fondo a corso Buenos Aires, a pochi metri da Porta Venezia. Ecco una misura di quanto sia intasato il sistema della comunicazione, percui per farsi notare, si debba addirittura tornare indietro nella strategia. Di sicuro questi due gruppi avranno pagine e profili su Myspace. Che nessuno guarderà, figuriamoci.
E quindi come direbbe qualcuno, che fare? Piazzare uno striscione su un palazzo dell’arteria - o in una delle arterie più trafficate - di Milano. Geniale. Ma il web 2.0? Ma i social network? Ma tutte queste meraviglie? Coperte sotto l’odore che brucia nel naso delle bombolette spray su un lenzuolo vecchio; sublime.
Coperte dai fazzoletti “che quando ti soffi il naso lasci il colore con cui hai dipinto”, e con le dita sporche di vernice. Bella strategia, che a me fa venire in mente l’altra genialata degli ultimi mesi, quella dei due sposini che vagavano per Milano in mutande, di cui anche noi ci eravamo occupati. Ora, resta solo una cosa da chiarire: chi sia il proprietario di casa che ha permesso tutto ciò, e perchè abbia una giungla sul balcone.