
Non esagero dicendo che ho conosciuto gente che per lavorare ad Mtv avrebbe venduto la sorella. Per esperienza personale posso dire che i lavoratori della televisione più cool dell’etere erano succubi di un implicito ricatto: “Sei figo e puoi lavorare per noi, nella struttura più divertente della televisione, ma alle nostre condizioni. Non ti conviene protestare, dietro c’è la fila…”. In tal senso vi consiglio l’intervista di un lavoratore di Mtv sul blog 7yearswinter, ovviamente anonima.
Poi scopri che le cose sono destinate ineluttabilmente a cambiare forma e sostanza. Se prima sciopero e Mtv erano due parole che stridevano insieme come la carne e il pesce, oggi scopri che i due mondi si incontrano: oggi c’è stato il primo sciopero dei lavoratori precari di Mtv, contro la decisione dell’azienda di lasciare a casa più di 100 lavoratori precari. Spiegano i dipendenti (che hanno creato anche un blog Mtv is not so cool, da cui è tratta la gallery dello sciopero):
Lo slogan che Mtv usa per conquistarsi i giovani spingendoli a impegnarsi su tematiche sociali, tra cui il precariato, recita così: “Tocca a noi. Le cose non vanno cambiamole ora”. Uno slogan che oggi suona paradossale e ipocrita ai 103 giovani lavoratori che hanno fino a 8 anni di precariato alle spalle e che oggi restano a casa. Quello che davvero tocca a noi secondo Mtv è la disoccupazione.

Qualche mese fa i vigili del fuoco erano scesi in piazza con un corteo ed un presidio, noi eravamo li per documentare la cosa. A distanza di parecchio tempo i problemi sono rimasti e i pompieri tornano in piazza. Potremmo riassumere il nocciolo della questione con una parola: precariato. Tutto ruota intorno a questa questione, moltissimi vigili del fuoco lavorano a tempo pieno, ma con contratti di pochi mesi che di volta in volta vanno rinnovati. La protesta di oggi partirà dal comando di Via Messina (zona Procaccini) alle 9.30. Se dovete passare di lì in macchina non stupitevi se vedete persone in mezzo alla strada con una tuta nera e la scritta gialla Vigili del Fuoco. Qui, nel blog dei pompieri, trovate altre info sulle loro motivazioni.
Guadagnano 1.050 euro al mese “con le notti e le maggiorazioni”, quando va bene, ma finora accettavano questa miseria in cambio della sicurezza del posto di lavoro, a tempo indeterminato. Ma fra un po’ neppure lo stipendio a fine mese sarà garantito.
Sono 275 i posti a rischio al call center della Wind a Sesto San Giovanni. La società telefonica, infatti, ha deciso di “esternalizzare” l’intera struttura per venderla a un’altra società, Omnia Network.
Tecnicamente non è un licenziamento,
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