Dello scandalo Hollywood, cocaina e mafietta dei locali avevamo scritto qualche giorno fa. Oggi sul tema vi segnalo un intervento grandioso di Gianni Biondillo sul Corriere di oggi, in cui l’architetto-giallista from Quarto Oggiaro gira la città che vive di notte con un amico buttafuori,
«Dovrebbero andare avanti. Tutta Milano è da decontaminare». Forse stai un po’ esagerando, gli dico. «Guarda l’Isola» insiste. «Hanno eliminato i centri sociali come fossero la feccia. In realtà erano portatori di diversità. Cosa hanno lasciato? Il mito della trasgressione a tutti i costi. Un ghetto frequentato di notte da ragazzi di buona famiglia pronti a pestarsi per uno sguardo in tralice o per un apprezzamento fuori luogo». Quarto Oggiaro è molto più tranquilla e sicura, gli dico, sfottendo. Sorride e annuisce.
L’intero pezzo lo sottoscrivo parola per parola, grandissimo Biondillo: e nel mentre che succede? Succede che la situazione si complica per Rudy Citterio, che salta fuori un “ferro” della ‘ndrangheta affidato alla security dell’Hollywood, e che l’eco dell’inchiesta arriva anche negli Usa, in fondo, Elisabetta Canalis se ne sta con un certo George Clooney, se ne parla su gossipblog ma soprattutto su dlisted.
Avrete forse anche voi seguito la vicenda dell’Hollywood, il tempio del divertimento fighetto (ormai fighetto wannabe e/o zarro ripulito, direi), stamane anche Dagospia sbatte in homepage la storia, con una di quelle consuete sobrissime elaborazioni fotografiche cui Dago ci ha abituato da tempo, la vedete qui a lato.
La titolazione aggressiva, rende bene l’idea di qualcosa che a Milano sapevano anche alcune pietre, da anni: oltre alla cocaina, è molto interessante il sottobosco della mafietta dei locali che emerge dall’inchiesta, mafietta ben nota a chiunque si sia avvicinato a quel mondo magari aprendo o gestendo proprio un locale…
Ma ricapitoliamo:
Sigilli a due dei «templi» del divertimento notturno milanese. L’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro delle discoteche «Hollywood» e «The Club», e cinque persone sono finite agli arresti domiciliari, mentre altre 19 risultano indagate, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano su presunte mazzette per «addomesticare» i controlli nei locali notturni milanesi
così si leggeva ieri sul Corrierone…
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