
Internet gratis per tutti? Pare utopia. Poco tempo fa facemmo un post sul Wi Fi gratuito, promesso in tempi di campagna elettorale. Era il piano di Luigi Rossi Bernardi, al tempo Assessore all’Innovazione, e della Moratti. Un progetto che prevedeva, entro il 2009, quattromila hot spot che avrebbero garantito navigazione senza fili per tutti. Secondo i piani Milano doveva essere la prima città wifizzata del pianeta. Ovviamante sfumati i proclami rimane la certezza che gli interessi in gioco siano troppo alti.
In città l’unico posto dove è possibile navigare gratutitamente con il portatile, oltre al parco Sempione, rimane l’Idroscalo per tutta la riva ovest (quelle delle Tribune) già da luglio. Segrate invece è stata coperta dal Wimax, una connessione a banda larga sempre attiva, con tecnololia Wi Fi. Un bel servizio, ma a pagamento.
E a livello nazionale? Il famoso piano “banda larga in tutta Italia entro il 2012″ pare definitivamente fermo, come spiega il Corriere in questo articolo.

Il progetto di rendere Milano una città coperta da segnale wi-fi per tutti, risale al 2007: Luigi Rossi Bernardi, al tempo Assessore all’Innovazione, insieme a Letizia Moratti, aveva proclamato che entro il 2009 Milano sarebbe stata coperta da quattromila hot spot che avrebbero garantito navigazione senza fili per tutti. Meraviglioso, direte voi.
Infatti era un’ottima idea, rimasta purtroppo lettera morta. Anche perchè Metroweb, la società che aveva cablato la città, che un tempo era del Comune, è stata venduta - leggete a proposito questo post di finanzablog, spiega tutto quanto - a un fondo di investimento, Stirling Square. Percui, nel caso il wi-fi a Milano dovesse davvero andare in porto, Palazzo Marino - cioè, noi - si troverebbe a dover pagare qualcosa che era già suo. Geniale.
Finora sono stati investiti 150mila euro per il progetto: cioè poco? Molto? Non è chiaro. I veri problemi, come faceva notare Proust nei commenti del vecchio post, sono che difficilmente il Comune lascerà un servizio del genere gratuito, visti gli interessi in gioco, che si chiamano banalmente “abbonamento che ognuno di noi paga per essere connesso a un qualunque provider”.
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