
Caccia grossa nella giungla milanese alla scoperta di giovani professionisti – e protagonisti – del mondo dell’arte, della moda, del design. Dove si possono vedere i creativi all’opera? Con l’acronimo MDMA (Milano, Design, Moda, Arte), prende il via il progetto di Enzo Pirro e Gianni Moretti: 4 mappe da distribuire in occasione di tre date fondamentali del calendario degli eventi milanesi, Miart, la Settimana della moda e il Salone del mobile che non riguardano il circuito commerciale, ma vogliono far conoscere gli spazi dove gli artisti lavorano, si incontrano e confrontano. Uno strumento utile che avrà una tiratura prevista di almeno 10.000 esemplari.
“Una mappatura che porta il pubblico al punto zero, lo studio dell’artista, luogo in cui la ricerca ha origine ed il lavoro prende forma e sostanza”, spiega Moretti. Che ora serra le fila per avere una documentazione più ampia e completa possibile: il progetto è stato comunicato ad un ampio numero di artisti, grazie anche alla collaborazione di Careof DOCVA, ma c’è tempo fino al 21 marzo: creativi meneghini, fatevi sotto. Per info: 3474742631 - giannimoretti78@gmail.com
Vi ricordano qualche cosa le torri imbottite di verde e mulini a vento qui sopra? A me sì: il famoso “bosco verticale” di Stefano Boeri, progetto previsto per il nuovo quartiere Garibaldi-Repubblica su cui si era scatenata non molto tempo fa l’ironia del nostro Gabriele Ferraresi.
Eppure non può essere Milano quella della foto: c’è un’infinità d’acqua, gli edifici si trovano su una vera isola, e non in un quartiere che di insulare ha solo il nome. E infatti si tratta di un progetto dell’Atelier Castro Denisoff per l’Ile de Vitry, nella banlieue parigina.
Non è la prima volta che progetti molto simili (almeno nei rendering) accomunano la nostra città e la capitale francese: era già successo per Citylife, come non avevamo mancato di segnalarvi. A voi che effetto fanno queste somiglianze sempre più frequenti tra città così diverse? Potete confrontare i due progetti nella gallery qua sotto.

Tra venti giorni sarà un anno che l’Expo 2015 è stato assegnato a Milano, ma c’è ancora poco da festeggiare. Si litiga sui soldi che mancano, non c’è ancora il nome dell’amministratore delegato della società che dovrà curare le infrastrutture, intanto però dal Comune arriva la notizia che il sindaco Moratti e i suoi assessori stanno puntando sempre più insistentemente verso la realizzazione di un tunnel (previsto di oltre 14 chilometri) che attraverserebbe Milano sotto terra per collegare l’aeroporto di Linate con la fiera di Rho.
Il progetto, in realtà, è un’eredità spirituale che proviene addirittura dai tempi del ex-Sindaco Gabriele Albertini, che aveva già proposto di rendere underground il traffico che ora necessariamente grava sulle tangenziali milanesi. Spesa prevista oltre i due miliardi di euro, secondo alcune indiscrezioni però meno della metà sarebbero che la comunità dovrà effettivamente sborsare.
Il progetto è faraonico, la speranza è quella che dovrebbe per lo meno consentire una sensibile riduzione della mole di traffico in città. I progettisti avrebbero anche considerato l’installazione di potenti filtri anti-smog in modo da ridurre al minimo l’impatto del traffico sull’inquinamento della metropoli. Finalmente un progetto che ha veramente senso, ma visto che ci vuole un anno per scegliere una persona che guidi una società, basteranno 5 anni per realizzare i quasi 15 chilometri di galleria?
Foto | Haivisto

Ricorderete sicuramente il mega-progetto di Renzo Piano per le Aree Falck di Sesto San Giovanni, recentemente venduto insieme a tutta l’area dall’indebitato immobiliarista Luigi Zunino alla Limitless Dubai del sultano Ahmed Bin Sulayem.
Ebbene, cattive notizie sembrano profilarsi all’orizzonte per i fan dell’architetto genovese; secondo L’Espresso infatti:
Limitless di Dubai sta attendendo di capire se sarà possibile ottenere le autorizzazioni per una serie di modifiche al progetto di Renzo Piano, ritenuto troppo oneroso, e ha promesso di sciogliere le riserve sul via libera definitivo solo a fine febbraio
Come dire: ridimensionamenti in vista. E chissà se andranno a toccare l’idea - a dire il vero bizzarra - di costruire anche un monastero sulle nuove aree, come “luogo di silenzio e preghiera”. I conti andranno comunque fatti con l’oste, il Comune dell’ex Stalingrado d’Italia, guidato dal sanguigno Sindaco Giorgio Oldrini. E sembra esserci sempre più tensione tra i tre protagonisti della vicenda.
Continua a leggere: Aree Falck a Sesto San Giovanni: verrà stravolto il progetto di Renzo Piano?
Se l’aria di Milano non è certo fra le più limpide del mondo, la colpa non è certo solo delle automobili e del traffico, ma anche di industrie e impianti di riscaldamento di edifici e condomini.
Una singolare classifica, stilata in questi giorni, ha decretato che il Palazzo del Tribunale è l’edificio che inquina di più in tutta la città di Milano. Sono oltre un milione e duecentomila i litri di gasolio che vengono utilizzati durante la stagione invernale per riscaldare le aule e gli uffici di questo complesso. Lo ha dichiarato una Commissione voluta dal Comune per le Infrastrutture e l’educazione, per un progetto legato ai luoghi pubblici e, soprattutto alle scuole.
Il Tribunale consumerebbe oltre il 20% del combustibile utilizzato in complesso da tutti gli edifici dell’amministrazione pubblica, che ammonta a circa 7 milioni di litri all’anno. Il Tribunale ha già pronto un progetto per un nuovo sistema di riscaldamento, che dovrebbe far risparmiare al Comune e influire sulla quantità delle emissioni, ma si attende (speriamo non in eterno) il via libera del Ministero. Una buona notizia viene da una pessima?
Foto | Flickr
Ci vorrà del tempo affinché la Cuccagna, la cascina in via Muratori, torni allo splendore del 1700, ma avverrà. La bella notizia è che un simbolo della Milano rurale verrà salvata dalla speculazione e accoglierà al suo interno le realtà del Consorzio Cascina Cuccagna che da tempo si batte per il recupero per trasformarlo in un “centro polifunzionale di iniziativa e partecipazione culturale territoriale”, un progetto importante con la particolarità di essere partito dal basso, dai cittadini che hanno visto in questo luogo qualcosa di utile per la città. Tempo fa si vociferava che la cascina sarebbe diventata una SPA di lusso. Meno male.
Certo ci sono due importanti finanziamenti da parte della Fondazione Cariplo e dalla Banca Popolare di Milano, senza i quali non si sarebbe partiti. Ma ancora servono “persone, aziende, enti, associazioni che investano risorse in questo progetto”, dicono i rappresentanti del Consorzio, che ha ottenuto tramite bando la concessione ventennale della cascina ricevendo anche il patrocinio del Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano).
Per il futuro gli obiettivi sono tanti: un’agenzia per il turismo agricolo, una trattoria, una scuola di cucina, una di restauro, un mercato rionale periodico dedicato alle produzioni biologiche e di qualità lombarde, la realizzazione di un auditorium e di un centro culturale completo di sale prova, cabine di regia e montaggio, atelier creativi. Il tutto nel contesto di un restauro architettonico di tipo conservativo, per un totale di 3,5 milioni di euro.

Oggi la Moratti ha presentato il progetto di ristrutturazione del Castello Sforzesco, firmato dal londinese David Chipperfield (che ha recentemente vinto il concorso per la progettazione dell’ampliamento del museo di arte contemporanea Kunsthaus Zürich di Zurigo e che ha firmato anche la Cittadella Giudiziaria di Salerno) e per il pluripremiato ferrarese Michele De Lucchi. I lavori, finanziati dalla Fondazione Cariplo con 20 milioni di euro, partiranno il prossimo autunno e dureranno due anni (almeno la prima fase).
Obbiettivo dei lavori è quello di riorganizzare gli allestimenti museali, realizzare nuovi spazi per l’accoglienza dei visitatori e per le attività espositive, creare una sala conferenze, rendere più accessibile la passeggiata sulle merlate attraverso la creazione di una nuova torre di accesso esterna in corrispondenza del Rivellino. Novità più rilevante e che sui camminamenti alla sommità del Castello troverà posto un ristorante panoramico e una non meglio specificata “Club house”.
Continua a leggere: Castello Sforzesco: presentato il nuovo progetto di ristrutturazione
Sabato 24 si è svolta presso il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo l’inaugurazione della mostra “The Mobile City“, solo l’ultima tappa di un interessante progetto culturale in corso da alcuni mesi.
Esso ha coinvolto le città di Milano e Toronto, ed è stato promosso tra gli altri da Comune, Provincia e Regione. Il punto di partenza è stato un concorso riservato ai giovani tra i 16 e i 22 anni, invitati a scattare con il cellulare foto della propria metropoli: i migliori 10 concorrenti di ogni città hanno vinto un viaggio studio nell’altra, mentre i primi 30 di entrambe hanno ora l’onore di avere le proprie foto esposte al museo.
La mostra chiuderà il 15 marzo 2009, e può essere visitata da martedì a venerdì dalle ore 10 alle ore 19, il giovedì dalle 10 alle 23. Nella gallery qua sotto trovate alcune foto dell’inagurazione di sabato, che ha visto anche l’esibizione Hip-hop dal vivo di Zagom&Jullarino e Diamanti della strada, oltre alla proiezione di video che hanno raccontato l’intero progetto.
The Mobile city: le foto dell’inaugurazione della mostra fotografica

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Nel 1965 ci hanno suonato niente meno che i The Beatles, oggi il Velodromo Vigorelli giace in uno stato di semiabbandono. La storia è nota, lo stabile fu costruito nel 1935 e subito divenne un centro fondamentale per lo sport milanese. Il Velodromo ospitò i campionati mondiali di ciclismo nel 1939, nel 1951, nel 1955 e nel 1962. Il 7 novembre 1942 Fausto Coppi vi stabilì il primato dell’ora con 45,798 km.
Nel 1945 fu bombardato e quindi ricostruito dopo la seconda guerra mondiale. Nel 1985 la celebre nevicata ne provocò il crollo del tetto e l’inizio del declino. Dal 2001 è diventato sede delle partite di football dei Rhinos e recentemente una delle location proposte come sede provvisoria di una moschea islamica.
Fatta questa premessa storica veniamo alle novità. Sarà che il Velodromo è alle porte della zona della Fiera Milano City e della nuova struttura di City Life, oggi nasce un nuovo progetto di recupero della struttura che prevede interventi per quasi 50 milioni di euro. L’idea alla base del progetto è quello di un palazzetto dello sport dotato di pedane mobili che possano modificare l’aspetto in base alle necessità degli appuntamenti previsti. Sul sito di Repubblica è possibile vederne un’interessante previsualizzazione in 3D.
In quest’inizio di 2009 milanese non ci sono soltanto le polemiche per la preghiera islamica in piazza Duomo. Altre due notizie, apparentemente molto diverse, toccano lo stesso tema di fondo: il rapporto della nostra città con una delle maggiori religioni monoteistiche al mondo.
Stiamo parlando innanzitutto dell’ormai annosa polemica riguardante le moschee a Milano: da un lato la Lega Nord e il vicesindaco De Corato, che insistono nel pretendere che sia indetto un referendum per ogni luogo di culto islamico progettato in città; dall’altro il centrosinistra, parte della maggioranza e il cardinale Tettamanzi, che invocano la libertà di culto.
Nella banlieue milanese più prossima invece, a Sesto San Giovanni, l’immobiliarista Luigi Zunino ha ufficialmente venduto le aree Falck, complete di progetto di Renzo Piano, alla Limitless di Dubai dello sceicco Ahmed Bin Sulayem, confermando così una voce che vi avevamo già segnalato quest’estate.
Si potrebbe a questo punto porre una domanda un po’ provocatoria: perché far votare i cittadini per la costruzione di una piccola moschea di quartiere, ed ignorarli invece quando si tratta di decidere il destino di un’area di oltre un milione e mezzo di metri quadrati? Non c’è qualcosa di assurdo in tutto ciò? Rispondete al nostro sondaggio:
Foto: fabbio, Flickr.