Il colpo di coda di Edoardo Croci, prima del suo trasferimento ad altri compiti, è pronto: un progetto per pedonalizzare 9 zone, una una mappa dettagliata e precisa: navigli, Sarpi, quadrilatero (Borgospesso e via Spiga, Montenapo in un secondo momento), università e altre zone a “forte domanda pedonale”. Quartieri per lo shopping, università e tutti quei luoghi di carattere monumentale o culturale.
Il campus Bocconi è già un progetto avviato, l’area intorno a via Sraffa sarà isola pedonale. Progetto del tutto analogo in piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico. Poi ci sono i quartieri della cultura. A Brera il via all’isola è questione di settimane, ma anche nella zona davanti alla biblioteca Ambrosiana c’è un antico progetto che presto uscirà dai cassetti. Dai Navigli a via Sarpi fino al quadrilatero il dibattito è aperto da anni, ma l’intenzione ora è di cominciare da via Borgospesso con il desiderio di straripare anche in Montenapoleone.
E ancora quartieri dove il traffico sarà fortemente ridotto, con dissuasori, limiti di velocità, sensi unici alternati. Una piccola rivoluzione che renderebbe la città innegabilmente più vivibile. “Più salute, più qualità della vita e anche più affari”. In Consiglio parlano anche di pedonalizzazione flessibile: chiusura al traffico di notte (in Montenapoleone) o durante i giorni festivi (B. Aires).
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Arrivato a casa mi aspetta una lettera dal Comune di Milano. Apro incuriosito e che ci trovo? “El nost milan”, un opuscolo di una decina di pagine sui molteplici risultati positivi raggiunti dall’amministrazione Moratti, scaricabile anche online. A pagina 2 una breve presentazione del sindaco che loda l’operosità dei milanesi, grazie alla quale ha raggiunto risultati significativi. “Desidero farvi ora conoscere quanto abbiamo fatto dall’inizio del mandato, in attesa di ricevere i vostri commenti e suggerimenti attraverso la scheda allegata”. Ohibò, sono curioso di conoscere questi successi.
Sfogliando scopro che il libretto propagandistico si compone di 3 capitoletti. Il primo si chiama “Milano vivibile”. Il risultato in evidenza ci informa che c’è 1 milione di mq di verde in più. La pagina successiva elenca i successi dell’Ecopass: meno 5 milioni di passaggi auto e meno 6,8% di traffico in città. Il capitolo sull’Ecopass forse avrebbe potuto essere omesso, per decenza quantomeno. Di pochi giorni fa il quadro impietoso dei nostri polmoni: una indagine dei quattro ospedali milanesi, che ci spiega che dei 53514 accessi al pronto soccorso dello scorso anno, la metà, sono per patologie legate alle vie respiratorie. Velocizzo sul Bikesharing e sui mezzi pubblici,arrivo all’ultima pagina dedicata ai parcheggi, con l’elenco dei posti auto realizzati (non c’è riferimento ai lavori ancora in corso e quelli irrealizzati).
Continua a leggere: Nelle case dei milanesi arriva l'opuscolo della Moratti "la nostra Milano"
Come sanno bene i nostri lettori più affezionati, noi di 02blog amiamo riempirci la bocca della parola mobilità sostenibile appena è possibile. E il rapporto Euromobility - Kyoto Club 2008, presentato ieri a Roma, ci dà un’altra buona occasione per farlo. Ancora una volta però ci vediamo costretti a constatare un certo declino della nostra città.
Il rapporto prende infatti in considerazione le principali 50 città italiane e ne dà una graduatoria sulla base del grado di sostenibilità ambientale del loro sistema di mobilità urbana. E Milano, quarta l’anno scorso, perde ben 10 posizioni, classificandosi subito dietro Roma, anch’essa in discesa, benchè di un solo punto.
Nel dettaglio il capoluogo lombardo registra buone performance per quanto riguarda l’offerta di trasporto pubblico (in particolare grazie a corsie preferenziali e parcheggi di interscambio), bike e car sharing, e si segnala per un indice di motorizzazione più basso della media italiana (ma più elevato di quella europea).
Continua a leggere: Rapporto Euromobility - Kyoto Club: mobilità a Milano sempre meno sostenibile
L’European Cities Monitor è una classifica, stilata ogni anno da Cushman e Wakefield, delle migliori città d’affari europee. Viene stilata chiedendo ai ai Senior Manager e ai Board Director incaricati delle location di 500 tra le principali società in Europa di giudicare 34 città europee su una serie di fattori, considerati come più importanti nel determinare le loro scelte di localizzazione. Ebbene, questo rapporto è da qualche anno che “bastona” Milano, e l’edizione 2008 non fa eccezione.
La nostra città perde infatti posizioni nella classifica generale, passando dall’ultimo posto della top-ten al tredicesimo, a causa del sorpasso di città come Zurigo, Ginevra e Düsseldorf. Guardando al dettaglio dei fattori considerati, si scopre poi che Milano perde posizioni su quasi tutti i parametri: la possibilità di trovare personale qualificato (dall’8° posto al 13°), accesso a mercati e clienti (dal 6° al 13°), facilità di trasporto all’interno della città (dal 21° al 24°).
E ancora: verso l’estero e le altre città (dal 13° al 17°), costo del personale (dal 16° al 21° posto), clima per gli investimenti creato dal governo (dal 23° al 33° e penultimo posto, l’ultimo è occupato guardacaso dall’altra città italiana in classifica, Roma), lingue parlate (dal 13° al 18°), qualità della vita per gli impiegati (dal 21° al 24°), libertà dall’inquinamento (dal 31° al 32° posto, a pari merito con Varsavia e davanti soltanto a Mosca).
Miglioramenti? Pochi, la qualità delle telecomunicazioni (dal 14° al 19° posto) e la disponibilità di spazi per uffici (dal 22° al 23°).
Che ne pensate? La nostra è davvero una città in declino?
Foto: _no_, Flickr
Da un’idea dell’Associazione Degustatori Birra, nasce in Italia il primo festival internazionale delle birre artigianali di qualità di Milano.
Dal 11 al 13 maggio 2007, tre giorni di manifestazione durante i quali il padiglione 7 (ingresso Porta Eginardo) di fieramilanocity si trasformerà nel più grande Pub d’Italia, dove oltre alle birre artigianali troveranno spazio musica, giochi e intrattenimento internazionali.
Continua a leggere: Milano Beer Festival: Birra senza frontiere

Altroconsumo ha svolto un’inchiesta sulla qualita’ delle cure in 14 ospedali di 10 citta’ italiane, attraverso dei volontari ultrasessantacinquenni che dovevano fare una protesi all’anca. Inoltre Altroconsumo ha visitato i reparti ed intervistato i caposala, cercando di capire i problemi principali di queste strutture ospedaliere italiane.
Pochi dei reparti analizzati superano la sufficienza in tutti i campi (dalla ricerca alla sicurezza, dal comfort alle presenza di personale qualificato) ma, complessivamente, la maggior parte degli ospedali hanno superato gli standard minimi di qualità di cura, risultando tutti accettabili.
Fra questi ospedali valutati ce ne sono due di Milano: il Galeazzi ed il Gaetano Pini.
Continua a leggere: Indagine Altroconsumo: Ospedali di Milano benino