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Mobilità sostenibile: in Italia Milano è quinta

pubblicato da Trab



Ok, ogni amministratore che vuole farsi bello intona il mantra della sostenibilità, a cui non sfugge neanche la mobilità. In sostanza: tanti mezzi pubblici efficienti e soluzioni innovative per diminuire il traffico. Bologna continua ad essere la più colta in materia. La nostra città, Milano, guadagna ben nove posizioni rispetto al 2008, e si piazza al quinto posto. Prima ci sono Firenze, Parma e Trento. La graduatoria è contenuta nel terzo rapporto “Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città”, elaborato da Euromobility .

Gli indicatori di cui si è tenuto conto per stilare la classifica sono stati in particolare le innovazioni per la gestione della mobilità (car sharing, bike sharing, piattaforme logistiche per le merci, car pooling, mobility manager, ecc) e la loro efficacia; il numero di auto di nuova generazione o alimentate a combustibili alternativi (Gpl, metano); l’ offerta di trasporto pubblico, le piste ciclabili, l’ adozione di strumenti di gestione e di pianificazione del traffico.

Il capoluogo lombardo ha la migliore offerta di trasporto pubblico locale (vetture per chilometro in proporzione agli abitanti), ed è poi la città più attiva nell’adottare misure di mobilità alternativa come il bike sharing. Anche il car-sharing, l’ auto condivisa, trova sempre più fan con un aumento degli utenti del 15,14% rispetto all’anno precedente. Milano è in testa per numero di utenti, 4.097, rispetto ai circa 2.800 dell’anno precedente. Per concludere, Roma continua ad essere la città più trafficata d’Italia, e quella con l’indice di motorizzazione più alto.

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Gli stranieri? Abbandonano Milano per l'hinterland (proprio come gli italiani)

pubblicato da giulio


Il rapporto ISMU di quest’anno ha messo in evidenza un dato molto interessante, che ha suscitato una certa eco nella stampa locale: la proporzione di stranieri residenti a Milano rispetto al numero di quelli che abitano la sua provincia è in costante diminuzione. Ben un terzo nel 2000, si è ridotta infatti solo a un quinto nel 2008, anno in cui per la prima volta la somma delle presenze negli altri comuni (232mila persone) ha sorpassato quelle del capoluogo.

Ciò equivale a dire che i cosiddetti “extracomunitari” sono sempre meno concentrati nel capoluogo e sempre più sparsi nell’hinterland, in particolare nella neonata provincia di Monza e Brianza, che nel 2008 contava ben 74.000 stranieri. Le ragioni di questo ribilanciamento? Il Corriere della Sera ha proposto un’interpretazione:

Chi ha un lavoro fisso, due figli, qualche soldino messo da par­te, emigra. I motivi? Gli stessi degli italiani: fuori città c’è più verde, meno stress, i figli han­no più spazio, eccetera.

Una spiegazione che ha il merito della semplicità, ma che andrebbe indagata a fondo per essere confermata. Voi cosa ne pensate? Vi risulta un trasferimento massiccio di immigrati verso Suburbia?

Foto | Flickr.

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Qualità della vita: in calo a Milano, sorpassata da Roma

pubblicato da giulio


E’ stato pubblicato in questi giorni il Rapporto 2008 sulla qualità della vita di ItaliaOggi, e le notizie per la provincia di Milano non sono affatto buone. Nel quadro di un calo generale dell’Italia tutta, e del Nord Ovest in particolare, si segnala infatti la perdita di posizioni di Milano che viene superata dalla rivale Roma.

Se si osserva infatti la classifica, guidata da Siena, si nota che la nostra città passa dal 29° posto del 2007 al 31°, mentre la capitale ha una salita vertiginosa, dal 58° al 29° del 2008. Entrambe le province si trovano comunque entro la soglia di accettabilità, diversamente da altre grandi città italiane come Torino (qualità della vita scarsa) e Napoli (addirittura insufficiente).

Negli ultimi tempi Milano è stata proclamata, nell’ordine, città più cara della zona euro, città in declino dal punto di vista imprenditoriale e addirittura metropoli poco globale, ancora una volta classificandosi peggio di Roma. Forse qualcuno nei famosi palazzi del potere del centro dovrebbe abbandonare un po’ di spocchia nordista e cominciare a preoccuparsi. O, ancora meglio, a rimboccarsi le maniche.

Foto: [auro], Flickr.

L’alloggio meno caro a Milano? Costa 1.500 euro al metro quadro

pubblicato da Trab



Avete indovinato? Si trova in via Inganni. Un po’ di più (2000) in via Novara. Le zone più economiche (povere) si trovano nella zona di Vercelli-Lorenteggio. A via Forze Armate, lo stesso genere di immobile costa 1.700 euro al metro, mentre sotto i 2mila (1.750) si colloca anche la zona San Siro-via Novara-Quarto Cagnino. Supereconomiche anche Amoretti-Vialba (1.800) e Bruzzano (1.900). A Espinasse-Certosa con l’ultimo calo gli appartamenti meno cari sono arrivati a 2mila euro. Se sognate una casa tutta vostra forse questo è il momento migliore. Gli aumenti costanti degli anni precedenti appaiono ormai un ricordo sbiadito, tanto più che il rapporto non prende in considerazione la crisi economica dell’ultimo periodo.

Questo secondo il rapporto presentato ieri da Tecnocasa, nel primo semestre del 2008. Reggono solo il superlusso (il quadrilatero della moda si conferma la zona più cara dell’universo con i 12.500 euro al metro quadro per un signorile nuovo) e la zona Navigli-Famagosta, unica in crescita con un +0,5%.

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Milano è la citta italiana più cara per gli affitti a studenti

pubblicato da giulio


Il rapporto pubblicato dal Sunia (Sindacato Unitario Inquilini Assegnatari), intitolato eloquentemente “Affitti studenti: cari e senza regole”, piazza la nostra città in vetta alla classifica delle localizzazioni più care per uno studente che intenda cercare un letto o una stanza. Ecco i prezzi:

a Milano, per un posto letto in zona Brianza, occorrono circa 450 euro; per una stanza singola si va da un minimo di 650 (zona Bande Nere) a un valore medio di 800 (zona Lambiate, Udine e Fiera) a un massimo di 900 (in zona Vittoria).

Si tratta di valori quasi doppi rispetto a quelli di una città universitaria per definizione come Bologna, e più alti di circa il 50% rispetto a quelli di Roma. Cosa ne pensate? Si tratta del giusto dazio da pagare per vivere nella cosiddetta capitale economica del paese, oppure c’è qualcuno che se ne approfitta?

Foto: degia, Flickr

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Milano in declino: lo dicono le più grandi imprese europee

pubblicato da giulio

L’European Cities Monitor è una classifica, stilata ogni anno da Cushman e Wakefield, delle migliori città d’affari europee. Viene stilata chiedendo ai ai Senior Manager e ai Board Director incaricati delle location di 500 tra le principali società in Europa di giudicare 34 città europee su una serie di fattori, considerati come più importanti nel determinare le loro scelte di localizzazione. Ebbene, questo rapporto è da qualche anno che “bastona” Milano, e l’edizione 2008 non fa eccezione.

La nostra città perde infatti posizioni nella classifica generale, passando dall’ultimo posto della top-ten al tredicesimo, a causa del sorpasso di città come Zurigo, Ginevra e Düsseldorf. Guardando al dettaglio dei fattori considerati, si scopre poi che Milano perde posizioni su quasi tutti i parametri: la possibilità di trovare personale qualificato (dall’8° posto al 13°), accesso a mercati e clienti (dal 6° al 13°), facilità di trasporto all’interno della città (dal 21° al 24°).

E ancora: verso l’estero e le altre città (dal 13° al 17°), costo del personale (dal 16° al 21° posto), clima per gli investimenti creato dal governo (dal 23° al 33° e penultimo posto, l’ultimo è occupato guardacaso dall’altra città italiana in classifica, Roma), lingue parlate (dal 13° al 18°), qualità della vita per gli impiegati (dal 21° al 24°), libertà dall’inquinamento (dal 31° al 32° posto, a pari merito con Varsavia e davanti soltanto a Mosca).

Miglioramenti? Pochi, la qualità delle telecomunicazioni (dal 14° al 19° posto) e la disponibilità di spazi per uffici (dal 22° al 23°).
Che ne pensate? La nostra è davvero una città in declino?

Foto: _no_, Flickr

Più immigrati a Milano, troppi irregolari

pubblicato da Alessandro Condina

Immigrati stranieri in aumento a Milano secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio della Provincia.

In genere, gli immigrati residenti e lavoratori tendono a spostarsi nell’hinterland, mentre la maggior parte di chi è senza permesso (oltre il 50%) vive in città.

Secondo il decimo rapporto - con dat relativi al 2006 - gli immigrati nella provincia di Milano sono passati in cinque anni (2001-2006) da 218mila a 389 mila. I più numerosi - nell’intera provincia - sono gli asiatici, seguiti da cittadini dell’Est europeo, latinoamericani e nordafricani. Preoccupa soprattutto il numero di irregolari, praticamente raddoppiato da 48mila 200 a 87mila 600.

Il Giornale lancia un allarme proprio sugli stranieri senza permesso, ma si dimentica un particolare: l’esplosione degli irregolari coincide con il quinquennio di Berlusconi al governo (legge Bossi-Fini), mentre la Lombardia intera da dieci anni è guidata da Formigoni e Milano ha giunte di destra ormai dal 1994.

Probabilmente sarebbe ora di smetterla

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