
Alla fine è arrivata: c’è voluta la celere in tenuta antisommossa, ma la recinzione del giardinetto in viale Montenero è arrivata. Dopo la posa della cancellata a tempi record (che ci hanno fatto capire che la velocità dei lavori è proporzionale ai problemi che intende scongiurare), il parchetto ha ripreso i tempi di lavoro placidi e pacati (l’apertura era prevista in giugno). Tra poco comunque arriverà l’apertura. Si, ma gli orari? Deciderà Palazzo Marino.
La Zona 1 si prepara comunque a dire la sua, un parere preventivo. E il parere, se sarà coerente con quanto già votato in commissione Verde e Identità, potrebbe essere quello di sbarrare i cancelli addirittura alle 19. Una sorta di coprifuoco che dovrebbe, nelle intenzioni, evitare che la “collinetta del mercoledì” venga invasa dal popolo dell’aperitivo serale, rendendo poi di fatto impossibile la chiusura.
Ovviamente l’obbiettivo è quello di contrastare l’assembramento di persone di notte, la movida molesta. E pazienza se si sacrifica alla frequentazione serale un giardino, uno spazio di socialità. E’ questa la tendenza che la città si appresta a recepire? Una città che di sera si blinda chiudendo gli spazi di aggregazione?
Ricordate i reportage di 02blog sulle assurdità in Bicocca? Quelli sull’edificio moderno costruito addosso a una villa settecentesca e sulla piazzetta ribassata più inutile del mondo? Bene, ecco a voi un nuovo episodio nella saga delle bizzarrie del quartiere disegnato da Vittorio Gregotti, ognuna delle quali è un piccolo segno rivelatore di come viene disegnata la Milano di oggi (e di domani).
Il pendio verde che costeggia viale Sarca, tra le vie Emanueli e Padre Gerardo Beccaro, visto dal satellite si presenta con un’affascinante pianta simmetrica, che avrà sicuramente fatto compiacere di sè l’architetto che l’ha disegnata. Peccato che, qua sulla terra, il parchetto presenti più di un aspetto problematico.
Mi riferisco in particolare al curioso quanto deprimente fenomeno dei marciapiedi paralleli. Un’occhiata alla gallery spiega più di mille parole, ma cercherò comunque di tradurre in verbo quest’opera urbanistica paradossale.
Assurdità in Bicocca: il parchetto dei marciapiedi paralleli
Continua a leggere: Assurdità in Bicocca parte 3: il parchetto zona-tampone di viale Sarca
Dopo fiumi di polemiche, dichiarazioni velenose, provocazioni, sequestri di bottiglie, gruppi che nella lotta contro gli steccati trovarono ragione di vita, si chiude il capitolo sui giardinetti di via Montenero. La recinzione è stata ultimata ed anche il fazzoletto di verde vicino al Mom entra nel club dei “palizzati” insieme a due ospiti illustri, che si videro circumnavigare con le cancellate nel finir degli anni 90′ (e in parte risolsero, o almeno spostarono altrove, i problemi di degrado): il parco delle basiliche ed il Sempione.
Ora si dovrà capire se cambieranno le abitudini beverecce. La movida del mercoledì sera si sposterà in altri luoghi oppure occuperà le zone immediatamente prospicienti, causando gli stessi disagi sui marciapiedi piuttosto che nei giardinetti?
Terminato il frastuono (anche mediatico) i residenti potranno ricominciare a dormire senza abuso di Tavor?
Mom: recinzione dei giardinetti di via Montenero
Continua a leggere: Recinzione ultimata ai giardinetti di via Montenero. Le foto
Il Maga Furla, locale-pub in zona Bicocca, è ufficialmente l’erede del Mom. Infatti, una delle ragioni principali che spingevano migliaia di giovani a radunarsi nel celebre parchetto di viale Montenero - ormai recintato - era il desiderio di spendere “soli” 3€ per una birra media. E se eravate tra quelli che avevano previsto, in occasione della recinzione, che la folla sarebbe semplicemente andata a cercarsela da qualche altra parte, quella maledetta birra, ora potete finalmente dire di averci visto giusto.
La serata del mercoledì del Maga Furla - in cui la pinta viene offerta a prezzo ridotto - ha visto infatti nelle ultime settimane una moltiplicazione esponenziale dei propri avventori. Va detto che qui i giovani non si radunano in un parchetto (rovinando l’erba), bensì direttamente sulla carreggiata di fronte al locale, come potete vedere nella lunga gallery: siamo infatti dalle parti della Tecnocity progettata da Gregotti, in genere deserta dopo le 7 di sera.
Le auto di passaggio sono dunque rare, anche se non assenti. Ed è proprio questo flusso automobilistico a costituire il potenziale tallone d’Achille del nuovo luogo della movida milanese: nella serata di mercoledì scorso, ad esempio, è stata sfiorata la rissa tra il guidatore di un furgone (colpevole di aver “quasi investito una ragazza”) e alcuni giovani uomini dall’aria esuberante.
E’ Satira bella e buona quella inscenata dai “quattro pirla“, come li aveva simpaticamente apostrofati il vice sindaco De Corato, i Corsari, noti per avere abbattuto la prima cancellata apposta in seguito alla costruzione del parchetto del Mom. Anzitutto una lettera sul blog a firma de Corato (falsa ovviamente) dal titolo inquietante: “Chiudiamo tutto”. Il pallino del vicesindaco di chiudere tutti i luoghi di aggregazione non allineati si manifesta nell’incipit della lettera:
Finalmente, su insistenza e grazie al lavoro della mia persona, il Comune di Milano, in cui mi pregio di ricoprire la carica di Vice-Sindaco, ha deciso di dare un giro di vite a tutti quei luoghi che in questa città ancora rappresentano un pericolo per la cittadinanza (…). Per questo sono oggi felice di segnalarvi un primo breve elenco degli ulteriori spazi e luoghi che le mie squadre di Vigili Urbani, opportunamente create, hanno provveduto a sigillare, in attesa di ulteriori interventi più incisivi e radicali. Certo della vostra approvazione e attenzione, a voi il compito di narrare correttamente la bontà delle nostre azioni, A Noi! il compito di metterle in atto.
Poi arriva l’elenco delle zone franche dove imperano “dis-valori come cultura, tolleranza, solidarietà, cooperazione, socialità, aggregazione“, assolutamente da chiudere: Centri Rousseau, Università di Festa del Perdono, la Civica Scuola Regionale per Operatori Sociali, Arci Metromondo, Itc Varalli, Centro Sportivo Vismara, Centro sociale Barrio’s, Itc Bertarelli.
Continua a leggere: "Chiudiamo tutto", la lettera (falsa) a firma Riccardo "Sceriffo" De Corato

Repubblica titola: “Disco all’aperto, la musica è finita”. Dopo la stretta alla movida, gaudio per chi abita vicino ad una di queste strutture e un’altra croce per i viveur milanesi: alcune discoteche estive quest’anno non apriranno, 6 su 15 per la precisione. Questo a causa delle nuove regole comunali per la certificazione preventiva del rumore.
Un nuovo accordo fra locali, Comune e Arpa che ha ribassato la soglia di decibel massimo e che molti locali non potranno rispettare, a meno di grossi investimenti agli impianti di diffusione e di insonorizzazione (il cosiddetto “tetto del suono“). Sono sei le discoteche che, come segnala Repubblica, non riapriranno: la Capanna dello Zio Tom, il Qin Club, lo Shanghai Garden, il Sio Café e il Just Cavalli. L’assessore all’Ambiente, Edoardo Croci, spiega:
Dopo le proteste degli scorsi anni da parte degli abitanti abbiamo deciso di dare una regola certa per prevenire il caos di notte. L’intervento va nella direzione indicata dal sindaco: dialogare con tutti per mettere d’accordo popolo della notte e residenti
Continua a leggere: Discoteche estive fracassone: un nuovo accordo impedirà a molte di aprire
Poco fa sono passato davanti al Mom in viale Montenero, e ho scattato qualche foto alla recinzione: stasera vedremo cosa succederà, prevedo ancora situazione in puro stile dittatura sudamericana. A sorvegliare i lavori c’erano due agenti della polizia locale accaldatissimi, li vedete nella gallery. Nel cantiere stanno sistemando anche le fontane sul lato opposto.

Una mail per inviare suggerimenti al Comune su come far convivere movida notturna e residenti? Tutto vero. Intanto la saga del Mom di viale Montenero prosegue, con l’ennesimo capitolo di una storia infinita: l’ultimo, si chiama coprifuoco.
Non ci sono mezzi termini per definire quello che è stato deciso ieri in ossequio alle richieste del Commissariato di zona. Tutti chiusi alle 22, Mom compreso. E’ quanto è stato deciso per scongiurare una situazione analoga a quella che si era presentata settimana scorsa, con la celere in tenuta antisommossa e manifestanti antirencinzione sul piede di guerra.
Uno degli altri locali che hanno ricevuto la richiesta di abbassare la serranda è l’Hop, in viale Regina Margherita. L’idea fa molto militarizzazione da Sud America e non scongiurerà, secondo un comune parere, l’affluenza di giovani, men che meno la presenza degli abusivi che si sentiranno maggiormente legittimati a vendere più birre. Intanto arriva la mail… se ne parla dopo il salto.

E’ chiaro a tutti che la questione Mom sta diventando un problema di ordine pubblico. Dopo che la precedente recinzione era stata buttata giù dai corsari a cui sono seguiti i soliti proclami barricadieri di De Corato (”Non ci faremo fermare da 4 pirla“) sono partiti i lavori per la recinzione definitiva, quella che dovrebbe impedire l’assembramento degli astanti festanti. Ieri, mercoledì di festa, si è presentata la Polizia in tenuta antisommossa e camionette blindate, evidentemente per scongiurare raid e atti vandalici. Presenza ingombrante, per molti ingiustificata.
L’anomala convivenza è durata fino a mezzanotte circa, quando poi qualcuno ha pensato bene di accendere la miccia della contestazione piazzando uno striscione (Riprendiamoci i nostri spazi) sulla recinzione. A seguire inevitabili cori contro la Polizia, De Corato e il Sindaco. Dall’altra parte della strada un gruppetto di Polizia alquanto impacciato e intimidito dalla situazione, forse un po anomala per gente abituata agli stadi, si è raggruppato per difendersi da un ipotetico lancio di bottiglie, che non è avvenuto. Tanto rumore per nulla?
Grazie mille a Antony per l’invio delle foto.

Ecco il nuovo capitolo della guerra che la città di Milano sta combattendo nei confronti dei locali della movida serale. Questa volta il teatro di battaglia è il Mom, il celebre locale tra Viale Montenero e Regina Margherita. Le armi con cui si combatte sono note come Ponti verde, ovvero le cancellata ideate dall’architetto omonimo, in parole povere quelle che cingono l’intero parco Sempione. Il piccolo parchetto che la sera diventa luogo dove bere una birra e scambiare quattro chiacchiere di fronte al Mom sarà così recintato per evitare che il popolo del cocktail serale ne faccia luogo di rumorosi capannelli.
La conferma che i lavori inizieranno entro breve viene direttamente dall’Assessore al Decoro Urbano Maurizio Cadeo. Non si tratterà però solo di una recinzione, ma di una completa opera di riqualificazione dell’area verde, con tanto di panchine e nuova illuminazione. Per fortuna, oserei commentare, perché sarebbe piuttosto bieco cintare un fazzoletto di verde, negano l’accesso a tutta la cittadinanza solo per colpa dei mercoledì estivi di sovraffollamento serale. Tutto il centro destra, Lega con Salvini in testa, applaude all’iniziativa, definendola una vittoria contro lo spaccio e l’illegalità dei venditori di birra abusivi. Ma basterà una recinzione per allontanare il popolo della notte? Ora che non ci sarà più lo spazio del piccolo parco, questa folla rumorosa troverà altri lidi? E la lotta contro i locali continua.
Per avere una buona idea di cosa significa l’amore-odio per il Mom, vi consiglio di leggere gli articoli di Lorenzo Baio e Chiara Orlandi sul sito Quattronet, il giornale di informazione e cultura della Zona Vittoria Forlanini.
Foto | Quattronet.it