
Roberto Formigoni, pur non essendo diventato un protagonista della politica nazionale, ci tiene ad essere considerato da Silvio Berlusconi il proprio delfino. L’eterno enfant prodige che mai si sederà sulla poltrona occupata oggi dal Presidente del Consiglio.
Per capire quanto l’attuale Presidente della Regione Lombardia ci tenga ad essere il prolungamento del leader del Popolo della Libertà è sufficiente riflettere sulle decisioni prese per avviare i lavori della sua nuova giunta.
Il Ministero della Semplificazione, attualmente presieduto dal leghista Roberto Calderoli, sarà rappresentato nella nuova giunta Formigoni da un assessore che avrà il compito di snellire la burocrazia della regione.

Figlio del senatur Umberto, Renzo Bossi, la trota pluribocciata - ha rifatto la maturità per la terza volta l’anno scorso, senza passarla - potrebbe essere il prossimo Assessore Regionale allo Sport. Sostituirebbe il caduto in disgrazia Piergianni Prosperini. Ok: tempo fa, era montata una discreta polemica, su una presunta sua nomina - poi smentita - a un “Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo”. Meritocrazia, portami via: come al solito.
Non se ne era fatto nulla: la candidatura del figlio del senatur era stata “bruciata”. Ma quello che esce dalla porta, rientra dalla finestra: o magari da una lista bloccata, in cui a capo c’è Roberto Formigoni, che salvo ribaltoni al momento imprevedibili, verrà rieletto per la miliardesima volta alla guida della regione Lombardia. Leggo su Varese Notizie che
Renzo Bossi potrebbe essere inserito nel listino bloccato del Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che gli consentirebbe di entrare al grattacielo Pirelli senza passare dal voto. Il giovane Bossi, ormai da tre anni, è il dirigente della nazionale di calcio della Padania, detentrice della Viva World Cup, la competizione riservata nazioni non riconosciute. (…) il figlio del Senatur è anche il presidente di un’associazione di piccole e medie imprese del territorio di Varese che ha lo scopo di promuovere il marchio del “Made in Italy” nel mondo
Ok: prima che vi piantiate dalla rabbia quel tagliacarte nella coscia come in Frankenstein Junior, aspettate. Leggo con sorpresa che gli stipendi più alti, nel settore della pubblica amministrazione in Lombardia, si acchiappano dove? Ma in Regione!
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C’è qualcosa che in Italia non si riesce bene a capire. Com’è possibile che un ragazzo che non riesca a conseguire la maturità per cronica incapacità, venga nominato nel consiglio di direzione dell’ “Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo”. Se si chiama Bossi di cognome allora la cosa inizia a farsi più chiara. Questa è la notizia.
Ovviamente è triste constatare come il sistema di spartizione delle poltrone sia sempre lo stesso, maleodorante e subdolo. Sei figlio di? Allora un posticino per te lo troviamo. Non che sia una novità: lo sappiamo tutti da tempo. Tuttavia è stupefacente constatare come la Lega Nord, che fino a poco tempo fa si sciacquava la bocca come “Roma ladrona” e panzane simili, abbia ormai familiarizzato con tutte le più bieche logiche clientelari.
Tornando all’affaire Osservatorio, si tratta di un ente costituito in questi giorni su iniziativa della Lega Nord, con lo scopo di “costituire uno strumento esterno, indipendente, al servizio delle piccole e medie imprese, con il compito di raccogliere le valutazioni degli espositori e le eventuali segnalazioni di anomalie riscontrate nel sistema fieristico regionale”. Si potrebbe discutere poi della reale utilità di un ente come questo. Certo se poi un quotidiano autorevole come Il Sole 24 ore, in un recente articolo, definisce l’Expo 2015 un suk, c’è da preoccuparsi.
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