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Tutti gli articoli con tag renzo piano

Riparte il progetto di Renzo Piano per l'ex area Falck

pubblicato da cesare

renzo piano area ex falckPotrebbe ripartire il progetto di Renzo Piano per la riqualificazione dell’ex area Falck di Sesto San Giovanni dopo il fallimento sistematico di tutte le cordate varate finora tra cui quella di Zunino e dopo le voci di fantomatici investitori da Circo Barnum, tipo petrolieri texani e sceicchi arabi. La notizia è che c’è un accordo tra Risanamento S.p.a. (il gruppo di Zunino) e Bi&Di Real Estate di Davide Bizzi, giovane immobiliarista in rampa di lancio con affari importanti perfino a New York.

Le parti - notizia di venerdì - avrebbero trovato l’accordo per una cifra vicina ai 405 milioni e quindi con un sensibile sconto rispetto ai 480 su cui erano convenute in un preaccordo risalente a marzo scorso. Si potrebbe così concludere la storia infinita della riqualificazione dell’area Falck, dopo un’attesa durata addirittura dodici anni per i sestesi. Nell’assetto del nuovo gruppo proprietario, insieme a Bizzi entrerebbero per un buon 30 % (secondo quote diverse) almeno tre banche: Unicredit, Banca Intesa e BPM.

Ovviamente essendo notizia di poche ore fa, non si conoscono ancora i tempi per il via ai lavori; ma il curriculm di Bizzi garantisce per lui, così come la dichiarazione con cui lo stesso proprietario dell’holding ha commentato soddisfatto la notizia e lo sviluppo del progetto che sarà…

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Milly Moratti contro il nuovo piano regolatore di Milano

pubblicato da giovanni molaschi


L’urbanistica di Milano è spesso al centro delle cronache cittadine. Quando non si disquisisce sulla possibile immagine della città in vista dell’Expo 2015 ci si indigna per la bocciatura di nuovi spazi verdi.

A meno di un mese della sospensione del progetto di Renzo Piano il Comune sembra aver trovato i fondi inizialmente calcolati per la realizzazione della proposta fatta dal architetto alle istituzioni.

Secondo quanto denunciato da Milly Moratti, lo scorso sabato al Manifesto, l’amministrazione Moratti starebbe pensando di rilanciare la città investendo paradossalmente nel mattone tanto che per farlo sarebbe pronta a modificare il piano regolatore della città permettendo la costruzione di abitazioni anche dove fino ad oggi non era possibile edificare.

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La petizione on line per realizzare il progetto di Renzo Piano

pubblicato da Trab



A molti non è andata giù la notizia della “rottura” del patto tra Comune di Milano e Renzo Piano per il progetto per la piantumazione di 90.000 alberi - progetto voluto da Claudio Abbado come compenso per tornare a dirigere alla Scala dopo 24 anni d’assenza (appuntamento già fissato il 4 e il 6 giugno).

Ed ecco comparire la petizione per chiedere al Comune che si impegni a rispettare il progetto originale dell’architetto Renzo Piano secondo le modalità e i tempi previsti dal progetto stesso. Nella pagina di Facebook gli iscritti sono più di 16000, a testimonianza di un progetto che sta a cuore a molti.

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Gli alberi di Renzo Piano: addio a una Milano verde?

pubblicato da Gabriele Ferraresi

Renzo Piano: addio agli alberi della città?

Avete seguito la vicenda dei 90mila alberi di Renzo Piano e Claudio Abbado e del Comune che fa saltare il tavolo? Vediamo di riepilogarla: il 30 dicembre 2008, Claudio Abbado, uno dei più importanti direttori d’orchestra del globo, da anni in “esilio” a Berlino, spiega al Corriere che

E’ la sua ultima parola? Cosa dovrebbero offrirle (per farla tornare alla Scala di Milano, ndr) per farle cambiare idea?

«Un cachet fuori dall’ordinario. Novantamila alberi piantati a Milano. Un pagamento in natura. Se accadrà, sono pronto a tornare. A Milano, alla Scala».

Un cachet fuori dall’ordinario, un pagamento in natura nel senso più autentico. Sul Giornale, a inizio marzo, sembra tutto fatto. Gli alberi di Abbado - e il progetto di Renzo Piano - partiranno, la cosa si fa. Malgrado i proclami Bruno Simini, è perplesso…

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Milano "Non è una città per alberi"

pubblicato da Trab

albero

“Non è una città per alberi”. Così Pejrone, celebre architetto botanico, commenta il sogno del maestro Abbado, un progetto che Renzo Piano sta cercando di realizzare concretamente attraverso un progetto ardito, “sperimentale”, come lo definisce Pejrone in un’intervista sulla Repubblica in edicola oggi. L’iniziativa è meritevole, ma l’illustre botanico mette in guardia su possibili “effetti collaterali”

Non è che mettendo 4 piante il problema si risolve. Bisogna che piante e città si adattino l’una all’altra, è un discorso di convivenza. La città divora la terra, e rimane poco agli alberi. C’è una forma di incompatibilità tra il grande albero e la città (…) la convivenza è difficile inutile negarlo. Bisogna trovare loro un posto adeguato, funzionale ad una vita lunga. Una pianta in stato precario è infelice, vive in maniera infelice e non è bella da vedere.

Insomma Milano non è Parigi, dove quando si decise di far diventare la città più verde si buttò giù una parte antica della città per fare spazio ai grandi boulevard alberati, dando alle piante lo spazio vitale di cui hanno bisogno. A Milano il discorso è innegabilmente complicato; in primis perchè il sottosuolo difficilmente permette piantumazioni, causa metropolitana. In questo senso si parla di piantare degli alberi, magari le magnolie tanto care al maestro Claudio Abbado, in “vasconi” rialzati. Però, in questo modo, si rischierebbe concretamente di piantare degli alberelli che poi rinsecchirebbero in fretta.

Foto By Flickr

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Dopo il fallimento di Zunino, Sesto pensa al futuro: le Aree Falck diventeranno patrimonio UNESCO?

pubblicato da giulio


Del possibile fallimento della Risanamento di Luigi Zunino avrete sicuramente sentito parlare: in caso contrario, potete rimediare leggendo quanto scritto da finanzablog sulla possibilità di un salvataggio da parte delle banche e sulle eventuali conseguenze di un crack.

Come scrivono per l’appunto i colleghi, il fallimento “sarebbe un disastro per Milano, dove il gruppo di Luigi Zunino gestisce progetti chiave come quello di Santa Giulia e dell’Ex Area Falck“. Riguardo a quest’ultima arrivano peraltro in questi giorni notizie interessanti, che potrebbero prefigurare un uso dei resti industriali alternativo al tanto decantato progetto di Renzo Piano.

Come riportato dall’ANSA, infatti, Sesto San Giovanni ha presentato la propria candidatura per iscrivere i propri siti industriali nella lista Unesco del patrimonio dell’umanita’. La bozza del dossier di candidatura e’ ora al ministero dei Beni culturali, che dovra’ valutarlo.

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L'astronave di Prada e l'idea di Bertelli: da esporre per l'Expo

pubblicato da Trab



Non è un caso che l’”astronave” assomigli vagamente all’Apollo 11, quello dello sbarco lunare per intenderci. Visto che avevamo già parlato di luna e frammenti lunari custoditi in caveau, in attesa di essere esposti al pubblico. Strane storie che trovano un parallelismo anche con quest’opera di architettu­ra decostruzionista di 180 tonnellate d’ac­ciaio, di circa 20×20 metri.

Si chiama Transformer Prada rivoluzionario edificio mutante e rotante progettato dall’olandese Rem Koolhaas per ospitare una rassegna di mostre, proiezioni ed eventi multiculturali nel centro di Seul. A ottobre però toglierà il distur­bo: destinazione magazzini di Prada.

Ancora non si sa che fine farà e ad oggi nessun accordo su una possibile, e auspicabile, ricollocazione milanese. Leggo sul Corriere che Carlo Bertelli, critico d’arte di fama internazionale, vorrebbe che fosse esposta a Milano per L’Expo. Indipendentemente dal merito architettonico dell’opera, è indubbio che Milano osi poco sull’arte contemporanea, almeno fino ad adesso. In questo senso l’Expo ha cambiato un po’ la rotta di quella che era un città ferma al palo. Vedremo come andranno a finire le cose. Di sicuro si spera che non si replichi la vicenda dell’arca progettata da Renzo Piano per il “Prometeo” di Nono, mai esposta e dimenticata in un magazzino.

Intanto vogliamo la vostra opinione: vi piace? Dove la mettereste?

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Aree Falck a Sesto San Giovanni: verrà stravolto il progetto di Renzo Piano?

pubblicato da giulio


Ricorderete sicuramente il mega-progetto di Renzo Piano per le Aree Falck di Sesto San Giovanni, recentemente venduto insieme a tutta l’area dall’indebitato immobiliarista Luigi Zunino alla Limitless Dubai del sultano Ahmed Bin Sulayem.

Ebbene, cattive notizie sembrano profilarsi all’orizzonte per i fan dell’architetto genovese; secondo L’Espresso infatti:

Limitless di Dubai sta attendendo di capire se sarà possibile ottenere le autorizzazioni per una serie di modifiche al progetto di Renzo Piano, ritenuto troppo oneroso, e ha promesso di sciogliere le riserve sul via libera definitivo solo a fine febbraio

Come dire: ridimensionamenti in vista. E chissà se andranno a toccare l’idea - a dire il vero bizzarra - di costruire anche un monastero sulle nuove aree, come “luogo di silenzio e preghiera”. I conti andranno comunque fatti con l’oste, il Comune dell’ex Stalingrado d’Italia, guidato dal sanguigno Sindaco Giorgio Oldrini. E sembra esserci sempre più tensione tra i tre protagonisti della vicenda.

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Moschee a Milano e Area Falck di Sesto San Giovanni: ci vuole il referendum?

pubblicato da giulio

In quest’inizio di 2009 milanese non ci sono soltanto le polemiche per la preghiera islamica in piazza Duomo. Altre due notizie, apparentemente molto diverse, toccano lo stesso tema di fondo: il rapporto della nostra città con una delle maggiori religioni monoteistiche al mondo.

Stiamo parlando innanzitutto dell’ormai annosa polemica riguardante le moschee a Milano: da un lato la Lega Nord e il vicesindaco De Corato, che insistono nel pretendere che sia indetto un referendum per ogni luogo di culto islamico progettato in città; dall’altro il centrosinistra, parte della maggioranza e il cardinale Tettamanzi, che invocano la libertà di culto.

Nella banlieue milanese più prossima invece, a Sesto San Giovanni, l’immobiliarista Luigi Zunino ha ufficialmente venduto le aree Falck, complete di progetto di Renzo Piano, alla Limitless di Dubai dello sceicco Ahmed Bin Sulayem, confermando così una voce che vi avevamo già segnalato quest’estate.

Si potrebbe a questo punto porre una domanda un po’ provocatoria: perché far votare i cittadini per la costruzione di una piccola moschea di quartiere, ed ignorarli invece quando si tratta di decidere il destino di un’area di oltre un milione e mezzo di metri quadrati? Non c’è qualcosa di assurdo in tutto ciò? Rispondete al nostro sondaggio:

Foto: fabbio, Flickr.

Grattacieli: Milano perde il primato italiano?

pubblicato da giulio


“La Stampa” di ieri riporta che il prossimo 1° dicembre partiranno a Torino i lavori per il discusso grattacielo Sanpaolo progettato da Renzo Piano, alto 166,26 metri, il cui completamento è previsto per il 2011. Ma cosa c’entra tutto questo con Milano?

C’entra eccome, perchè Torino rischia così di sottrarre (anche se temporaneamente) al capoluogo lombardo il primato di città con l’edificio più alto della penisola, detenuto da circa 40 anni grazie al celeberrimo Pirellone. Facciamo un paio di calcoli: per il prossimo aprile è prevista l’apertura della Nuova Sede della Regione Lombardia (”solo” 161m), che diventerà il nuovo tetto d’Italia, ma solo fino al completamento della sede di Sanpaolo, che a sua volta dovrebbe arrendersi di fronte ai 218 metri del “dritto” di Isozaki nel quartiere City-Life, il quale dovrebbe essere terminato, se tutto va bene, per il 2015.

Per ben quattro anni dunque (2011-2015) l’edificio più alto di Italia si troverà a Torino, e non in quella Milano che spesso ha fatto dei suoi grattacieli il simbolo del suo strapotere economico nella penisola. Voi cosa ne pensate? Ci tenete al fatto che Milano mantenga il suo primato italiano nel campo dei grattacieli, oppure ne fareste volentieri a meno?

Foto: Stuck in Customs, Flickr.