
Quello che vedete nella foto qua sopra è un tram Sirio: la ragione per cui non è verde è che si tratta di un prototipo della nuova linea tramviaria di Firenze, di cui si è svolto ieri il primissimo collaudo nelle strade della città. La cosa curiosa è che la vettura è stata oggetto di contestazioni da parte di un centinaio di manifestanti (tra cui alcuni consiglieri comunali), contrari da sempre alla costruzione di una nuova linea di trasporto su ferro.
Questo fatto mi ha fatto sorgere un interrogativo: come mai proteste di questo tipo non si sono mai viste dalle nostre parti? Non che manchino le contestazioni del rumore provocato dai Sirio in curva, ad esempio; quello che voglio dire è però che neanche gli agguerritissimi comitati milanesi si sono mai sognati di mettere in discussione il principio per cui l’inaugurazione di una nuova linea di tram è un progresso, da salutare con grida di giubilo.
Qual è la ragione di questa così grande differenza secondo voi? Una superiorità antropologica del milanese, per sua natura più aperto alla modernità e all’innovazione degli altri italiani? Oppure invece una sua certa insensibilità estetica, dovuta all’assuefazione alle molte brutture della sua città, che lo porta a non realizzare l’impatto deturpante dei tram? A voi la parola.
Foto: La Repubblica Firenze.

C’è una strana perversione nella stampa italiana: quella di riferirsi con il termine francese clochard a quelli che, nel quotidiano, molti chiamerebbero magari semplicemente “barboni“. Peccato che in Francia clochard assuma lo stesso identico significato peggiorativo di “barbone”. Sui giornali francesi si parla infatti di SDF, sans domicile fixe, corrispondente all’incirca al nostro “senzatetto“. E i francesi in quanto a senzatetto hanno sicuramente più esperienza di noi, come potete constatare da queste foto.
Tuttavia anche nel nostro paese il fenomeno esiste, e Milano sembra esserne addiritura la capitale. Secondo un recente reportage di Repubblica infatti, che fa però riferimento a un’indagine del 2000, i senzatetto che frequentano la nostra città sarebbero addirittura 5000. Quasi il doppio rispetto ai 3000 di Roma, seguita a grande distanza da Bologna (600) e Napoli (200).
Con la crisi economica che incombe, c’è da scommettere che aumenteranno: già qualche tempo fa alcune indagini segnalavano ad esempio nei dormitori cittadini un 70% di padri separati, schiacciati da alimenti e spese legali. Un segnale tra gli altri di come la composizione dei senza dimora si stia profondamente trasformando.
Foto: jamesfischer, Flickr.

Secondo Repubblica nella bozza di federalismo fiscale presentata in questi giorni dal ministro Calderoli ci sarebbe anche l’istituzione di sette “città metropolitane”, tra cui Milano. Pochi ricordano però che la storia dell’introduzione di questo nuovo livello di governo nel nostro paese è lunga e tormentata, tanto da raggiungere proprio quest’anno la maggiore età.
Correva infatti l’anno 1990, e uno degli ultimi governi democristiani emanò per la prima volta una legge che dava alle città principali e ai comuni limitrofi la possibilità di unirsi per formare una nuova entità. Nessun capoluogo raccolse però la sfida perché, in mancanza di una costrizione, i vari ostruzionismi ebbero la meglio un po’ ovunque. L’anno scorso il Governo Prodi ci ha riprovato ma, riproponendo esattamente la stessa impostazione di fondo, è andato incontro ad un prevedibile fallimento.
Continua a leggere: Milano diventa città metropolitana: un nuovo bluff?
Ci eravamo occupati anche in passato del bando di concorso per il bike sharing; era andato clamorosamente deserto. Ora pare che un accordo si sia trovato, almeno secondo quanto riporta Repubblica:
Dopo quasi sei mesi di ritardo, quindi, adesso si parte. Anche se il numero delle bici, dalle 5mila inizialmente previste potrebbe scendere a 3mila e le rastrelliere da 250 a 200. Il noleggio delle due ruote da prendere e riconsegnare in rastrelliere pubbliche sparse per Milano avrebbe dovuto debuttare insieme all´Ecopass, all´inizio di gennaio. Ma la gara - la prima base d´asta era 5 milioni di euro - bandita da Atm lo scorso novembre per appaltare il servizio era andata deserta
Vedremo come andrà a finire, speriamo non come come ai tempi, se non sbaglio, di Pillitteri, quando le cinquecento bici gialle del comune andarono letteralmente a ruba. Grazie Corriere per questa piccola perla d’archivio.
Ora sono in mostra i plastici dei grattacieli che si staglieranno nello skyline della Milano prossima ventura, potete vederli sul sito di Repubblica. Nel frattempo però vale la pena di vedere tre link, relativi alla periferia di Parigi, in cui si vede di cosa sono stati capaci i cugini d’oltralpe – per usare un tritissimo luogo comune – già alcuni anni fa.
Il primo mostra le theatre di Noisy le Grand, gli altri un palazzo da fantascienza, e un altro ancora che gli abitanti hanno soprannominato i due camembert e vedendolo capirete perchè. Come sempre il confronto è impari. E pensate che quelle strutture pazzesche sono abitate, o meglio: sono case popolari, perché quelle case folli sono tutte nelle banlieue. Grazie a Giulio per i link.