
Le doti anti-inquinamento dell’Ecopass, sono una barzelletta, in una città come Milano, posizionata in una maniera non proprio favorevole al ricambio dell’aria, e questo è noto: meno noto è forse questo dato, ovvero, i tredici giorni consecutivi di superamento dei limiti delle polveri sottili. Leggo sul quotidiano di via Solferino che
La serie più nera dell’aria milanese è iniziata l’11 gennaio. Nuvole, nebbia, temperatura vicino allo zero. E smog che si accumulava (…) Fossero ancora in vigore le vecchie leggi regionali, ieri nelle aree più inquinate della Lombardia si sarebbe bloccato il traffico. Poi le regole sono cambiate
Il sottotesto però, è un altro: le cose vanno viste in prospettiva - e il punto di fuga, in questo caso, sono le elezioni regionali 2010 - per cui, dopo la cacciata di Edoardo Croci, che pure non aveva lavorato male, si è deciso di bloccare ogni possibilità di irrigidire l’ecopass - per esempio, con le 7 deroghe concesse ai diesel Euro 4 - visto che il traffico, è sempre un tema delicato per gli elettori. Riccardo de Corato infatti, una volta rimosso Croci, prese le sue deleghe al traffico…
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E così l’altroieri Letizia Moratti, sindachessa di Milano, si è ritrovata iscritta nel registro degli indagati: “omissione di atti d’ufficio”, il tutto, per quale motivo? Per i provvedimenti che non avrebbe preso contro il chiasso in zona Sempione - la denuncia è partita dall’associazione di cittadini ProArcoSempione - dopo che vari assessori si sarebbero rimpallati la responsabilità dell’azione.
Una iscrizione nel registro degli indagati che vale poco: fa semplicemente notizia, e come scritto in passato, ricorda molto l’avviso di garanzia a Formigoni per l’inquinamento, altra vicenda che riempì le prime pagine un paio di giorni, nel dicembre scorso. Nel mare di articoli usciti, tra accuse e difese, mi ha colpito un numero: 50mila.
Cinquantamila sarebbero infatti le contravvenzioni annuali contro i locali dalla clientela particolarmente molesta:
«Pur senza disporre di carte e di atti mi sembra che il Comune abbia elevato 50mila multe per eccesso di rumorosità ed è estremamente difficile impedire completamente queste situazioni»
Lo spiega Guido Podestà, in questo pezzo del Il Giornale. Cinquantamila? De Corato spara ancora più in alto, ma con più precisione…
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Forse non tutti sanno che i tanto discussi giardini di Viale Monte Nero, quelli della movida del mercoledì sera per essere precisi, dopo essere stati testimoni dell’innalzamento di una cancellata che a tanti proprio non riesce a piacere è stata intitolata a memoria del 9 novembre 1989, ovvero il giorno della caduta del Muro di Berlino.
Qualcuno forse ha colto in questa scelta una forma di provocazione da parte dei “poteri costituiti”. Appare quanto meno singolare che si renda onore alla caduta del muro in un luogo dove è stata eretta una cancellata che impedisce l’accesso a un parchetto. Indipendentemente dal punto di vista verso il quale si affronta la situazione, la scelta in effetti non pare azzeccata, ma forse non è evidente per tutti.
La risposta, in chiave provocatoria, non si è fatta attendere. Lunedì notte sono apparsi dei cartelli con la scritta «Keep out, Military Zone» con una serie di macabre teste mozzate infilzate sulle punte del cancello.
Il vicesindaco De Corato le giudica pagliacciate. Cadeo rincara la dose definendo quattro pirla i responsabili del gesto. Nessun gruppo politico/artistico ha rivendicato il gesto. Ma cosa si nasconde dietro questa protesta così “pulp”?

Piccolo capolavoro involontario del Comune, che ha inviato ai residenti in viale Monza - una delle zone in cui da quest’estate è partito il progetto solo strisce blu, gratis per i residenti e a pagamento per chi risiede altrove - un pass provvisorio, che durerà fino al 30 aprile, completamente sbagliato in cui si parla di righe gialle, inesistenti, in cui i 7500 cittadini potrebbero parcheggiare.
Il Comune ha ammesso l’errore, ed è finita lì, si spera nella tolleranza dei vigili e degli ausiliari della sosta: ci piacerebbe che qualche residente ci raccontasse come stanno le cose, se le multe arrivano o meno, se i ghisa chiudono un occhio, insomma, coma vanno le cose da quelle parti.
Sempre riguardo a traffico e dintorni, da oggi in giunta Edoardo Croci si ritroverà con molte meno deleghe, che passeranno a Riccardo De Corato, l’eterno vice. A Croci resteranno le Politiche per la Mobilità, l’Ambiente - e anche ecopass - e i Rapporti con l’ATM. De Corato invece acchiapperà Traffico, Vigili e Controllo sui Cantieri.
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Milano si scopre bersaglio di terroristi. Cellule isolate, impazzite, pronte ad immolarsi per la vita eterna, senza il disegno di un organizzazione terroristica, ma per proprio conto, di spontanea volontà. Il tema, caldo, pone un interrogativo che è ormai sulla bocca di tutti: una moschea a Milano, controllata dal Comune, per evitare, quanto possibile, gesti inconsulti come quello alla caserma S. Barbara.
Lunedì Maroni ne parlerà con il Prefetto. Intanto fioccano le proposte. Mahmoud Othman, il presidente della comunità islamica di Milano, in un’intervista al Corriere di oggi, propone una moschea nuova gestita da un paese musulmano moderato, come l’Egitto, in cui gli imam arrivino direttamente da El Hazar, l’università islamica sunnita. Propone inoltre una consulta milanese dell’immigrazione.
A voi la palla, popolo di 02blog. Secondo voi la costruzione di una nuova moschea a Milano, semplificherebbe la questione immigrazione? In un nostro vecchio post datato agosto vi si chiedeva un’opinione su una nuova moschea a Milano. Più o meno d’accordo favorevoli e detrattori, con un ex equo percentuale. Ora a distanza di un mese e dopo i tragici fatti ve lo riproponiamo.
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La Festa della Libertà 2009 di Milano al Lido la trovate raccontata su polisblog, in tre puntate, che potrete leggere tra domani e mercoledì: c’erano anche alcuni big che siamo abituati a vedere su queste pagine - al pomeriggio era previsto un dibattito tra sindaci, e c’era Letizia Moratti - ma non solo, anche Guido Podestà, Riccardo de Corato, Giovanni Terzi…
Insomma, buona parte del Potere vero a Milano e in Provincia. Qui vi inseriamo giusto qualche immagine, se volete leggere invece un racconto quantomeno inusuale della prima Festa della Libertà, quella in cui Silvio Berlusconi è tornato a insistere sull’infelice battuta di Obama abbronzato - tirando dentro anche Michelle… - potete leggere tutto su polisblog.
Festa della Libertà 2009 al Lido: De Corato, Moratti e…








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Queste robe qua fanno sempre un certo effetto, un certo senso. E sempre più spesso quando si va a mangiare fuori ci si chiede come vengono conservati gli alimenti. Per fortuna i nuclei addetti al controllo paiono molto solerti. Oggi un laboratorio di gastronomia di Via Marco d’Oggiono a Milano è stato temporaneamente chiuso in seguito ad una ispezione del Nucleo tutela consumatore della polizia locale e della Asl.
Il luogo in questione aveva 60 kg di carne avariata e pare ci fossero blatte qua e là. Che poi uno si chiede, ma al proprietario non gli fa schifo lavorare in mezzo alle blatte? Il laboratorio forniva un bar di Via Cesare da Sesto di cui è proprietario lo stesso titolare del laboratorio.
Il Vicesindaco Riccardo De Corato ha dichiarato che nei primi sei mesi dell’anno ci sono state oltre 200 ispezioni, accertate 700 violazioni (ogni locale può incorrere in più di una violazione), di cui 470 di tipo igienico-sanitario. Il 90% delle sanzioni più gravi hanno riguardato esercizi etnici.

Ogni tanto, una buona notizia: mentre a Genova la Polizia Locale decide di indire un premio produttività per gli agenti che comminano più verbali (argh!) scopro che a Milano le cose stanno in una maniera totalmente differente. In sintesi, spiega Riccardo de Corato
“Chi va in strada, riceve un premio di 550 euro mensili, chi sta in ufficio, 500″
E’ quanto si legge oggi in un pezzo di Roberto Rizzo sul Corriere, ancora non reperibile sul web. Uhm: non che questi cinquanta euro in più siano un grande incentivo per scendere in strada a multare, e infatti così è. Le contravvenzioni, per la maggior parte, vengono comminate con sistemi automatici - pensate solo ai varchi Ecopass, o ai famigerati T-Red - e il vecchio ghisa che stacca dal blocchetto la multa, è (quasi) un ricordo.
Anche di ausiliari - a Firenze li chiamano in un modo meraviglioso: “vigilini” - se ne vedono di meno in giro, o è solo una mia impressione?
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Bizzarra avventura ieri per un giovane cingalese di diciassette anni, che, entrato in un centro massaggi milanese, in via Casati, deve avere scambiato il luogo di rilassamento, con un altro tipo di rilassamento, quello post-orgasmico: magari da bordello, o da casa chiusa. Intenzionato a passare un pomeriggio “diverso dal solito”, chiede un massaggio thailandese.
E come ben noto, le urban legend fioccano a riguardo. Tanto che il nostro non si tiene, e dopo una mezz’oretta, lancia la proposta alla massaggiatrice. Che non la prende proprio bene, anzi: si adira rapidamente, e spiega che “Nel nostro centro queste cose non si fanno!”. Le insistenze del massaggiato portano la massaggiatrice a chiamare il 113. Il resto è cronaca: nelle pagine di vari quotidiani di oggi.
Di sicuro, non aveva letto il nostro post sulla mappa della prostituzione milanese su google maps…
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A tre giorni dall’inizio del Ramadan, il mese sacro per la religione islamica, si accende il dibattito sull’opportunità di costruire una moschea dove i mussulmani possano liberamente esercitare il proprio culto.
Il fronte del “no” vede, da sempre, la Lega in prima fila levare gli scudi di fronte alla proposta, nello strenuo tentativo di conservare le italiche le radici cristiane. Più di recente dopo che Gian Valerio Lombardi, il prefetto di Milano, aveva sottolineato la necessità di trovare un luogo adatto la risposta immediata del vicesindaco Riccardo De Corato è stato un nuovo “no” perentorio, seguito dalla motivazione che non c’è spazio a Milano per una moschea (non si capisce se in sento letterale o metaforico)
Mentre per il secondo anno per il secondo la comunità islamica milanese avrà a disposizione il tendone provvisorio del Teatro Ciak in Via Procaccini, presso la Fabbrica del Vapore, arriva però la spaccatura da parte di Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia che apre a una discussione.
Considerando che in Italia i musulmani sono oltre un milione e duecentomila e che in molte altre grandi città europee hanno storicamente un luogo di culto, non vedo il motivo per continuare a negarlo nonostante si continui a sventolare il rischio di infiltrazioni di cellule terroristiche al loro interno. Senza fare ragionamenti di parte secondo colori politici, il problema del terrosismo non deriva certo dalla presenza di una moschea, tanto quanto dovrebbe essere sbagliata l’equazione extracomunitario = terrorista. Ma qualcuno non la pensa così…