
La formula, per dirla all’inglese, è quella del “Eat as you can”, cioè mangia fino a quando puoi, ovvero rotolandoti fino all’uscita, fino a quando sono pieni anche i tuoi padiglioni auricolari. Ieri è stata la seconda volta per me. Non c’è stato neanche bisogno della prenotazione, ma di solito è consigliata, anzi quasi obbligatoria. Il ristorante giapponese, gestito da cinesi, ha un nome didascalico, Arigatò. Al pari di altri ristoranti con una formula simile come Wok o il Mongolian Barbeque l’Ari ha un pregio: si sceglie alla carta. Si può ordinare quasi tutto - ad esclusione dei piatti con il pallino rosso, pochi per fortuna - a ripetizione, ad un prezzo fisso di 23 euro (compresi 2 euro di coperto), bevande escluse.
Presi dall’euforia del “tanto si spende sempre uguale”, colti dalla sindrome di Hänsel e Gretel nella casa di marzapane, ci buttiamo a capofitto nella maratona gastronomica pseudo nipponica, scegliendo dall’ampio menù. Iniziamo con un “Sushi party”, il classico piattone composto da sushi, sashimi e nighiri. Qualità non certo eccelsa, ma comunque accettabile. Il sushi di anguilla rimane, a mio parere, il più buono. Da qui in poi la strada è tutta in discesa. Pasteggiamo a Vermentino Sardo (a 13 euro), scelta felice e non troppo pretenziosa. Proseguiamo con tartare di salmone, udomaki, spaghetti di riso, zuppe, spiedini di pesce (gamberi, gamberoni e salmone), sashimi e uramaki. Ci permettiamo anche una piccola digressione nella carne con il manzo grigliato in salsa speziata. In conclusione, una cena piacevole, con un servizio rapido e mai invasivo, un ottimo rapporto qualità prezzo.
Dopo il dolce (anch’esso compreso nel prezzo dell’Open Menù) ci rotoliamo fuori dal ristorante, gli ultimi. Arigatò (Burp!), Arigatò. P.S: Dai nostri grossolani conti finali, mangiando quello che abbiamo mangiato, parrebbe una spesa - a cranio - di 50/60 euro, bevande escluse. Consigliatissimo.
Arigatò
Viale Vittorio Veneto, 32
Tel: 02 87390253
L’ennesimo ristorante giapponese, stavolta in zona Porta Venezia? Non proprio, perchè Karakorum ci offre anche pietanze dalla Mongolia, il che, lo ammetterete, è un pochino meno frequente, rispetto all’overdose di nipponico che troviamo in pratica ad ogni angolo di strada. Ci avete fatto caso? Ci sono molti più ristoranti giapponesi che fruttivendoli, o pescherie negli ultimi tempi.
Ma forse è una mia impressione: e parliamo di Karakorum di via Tadino 4, il Giappone e la Mongolia, a due passi da piazza Oberdan.
Karakorum: Giappone e Mongolia in Porta Venezia




Continua a leggere: Recensioni: Karakorum, ristorante giapponese e mongolo in Porta Venezia