C’è un momento di “Una vita al massimo” in cui Christian Slater - le cui uniche passioni sono il kung fu ed Elvis - entra in un cinema: c’è una seratona, propongono i tre capitoli di “The Streetfighter“. Patricia Arquette può aspettare. Non so perchè ma mi è venuto in mente quello quando ho letto di corsi di karate per rom organizzati dagli anarco insurrezionalisti. Giuro, è tutto su Il Giornale.
E subito dopo, per uno di quegli strani collegamenti mentali mi sono venuti in mente i Rolling Stones, e l’epica cavalcata coverizzata da chiunque, ovvero Street Fighting Man, che volendo vi potete ascoltare dopo il salto. In sintesi
gli ospiti di via Triboniano partecipano alle lezioni di karate, judo e lotta libera. L’annuncio in un manifesto firmato dal «comitato antirazzista milanese» che chiama alla mobilitazione popolare per il 13 e 14 giugno, con tanto di presidio in via Barzaghi e corteo per le strade del quartiere.
Risposta politica degli autonomi agli sgomberi che il prefetto garantisce in arrivo tra qualche giorno ma pure replica alle richieste di legalità delle Istituzioni. L’obiettivo di trasformare i cinquecento del campo di via Triboniano in un esercito di rivoltosi
Il pacchetto sicurezza recentemente approvato dal governo - di cui potete leggere su polisblog - ha diviso chi quotidianamente si trova ad affrontare il “problema rom”. Tra i più perplessi, Don Virginio Colmegna, particolarmente dubbioso riguardo all’introduzione del reato di clandestinità
Inviterei ad abbassare i toni. Magari fosse così, magari i criminali fossero solo i clandestini che rubano i portafogli alla stazione. La criminaità è anche italiana, è anche fatta da gente che le carte d’identità in regola. La grande criminalità non è certo quella dei morti di fame
E direi che, per quanto la microcriminalità sia fastidiosa e da eliminare, è difficile dargli torto. Il tutto mentre l’interista Cristian Chivu - nato a Craiova: la città da cui arrivano buona parte dei rom che vediamo in città - andava a visitare i bambini ospitati nella struttura del Parco Lambro.
“Sono cresciuto a Craiova, e mi sembra strana tutta questa diffidenza verso gente accanto alla quale ho vissuto, si esagera con i pregiudizi. Io sono fiero di essere romeno e di essere in Italia a rappresentare il mio paese. La grande maggioranza dei romeni che vengono in Italia lo fanno perchè vogliono costruirsi un futuro”
Il cinque settembre scorso era stato sgombrato il campo rom di San Dionigi, ora ventinove dei nomadi deportati hanno deciso di chiedere i danni, sostenendo che si sia trattato di una piccola deportazione. Gli avvocati che difendono i diritti degli sgomberati, Alberto Guariso e Sara Russi sostengono che da parte del Comune si sia verificato
“un comportamento discriminatorio” in quanto “posto in essere in violazione dei diritti della persona”. I rom costituiscono “una etnia” e per questo, argomentano i legali, sono “tutelati dalla disciplina antidiscriminatoria”
Così riporta Affari Italiani. Per rileggere cosa accadde in quei giorni c’è questo articolo del Corriere, oppure questo de La Repubblica. Interessante anche la storia degli incendi appiccati nel campo, pare da altri nomadi provenienti dal campo di via Triboniano.
Rom, rom, sempre rom. L’emergenza dei campi nomadi monopolizza le pagine dei giornali e il problema non è certo di facile soluzione. Litigano Filippo Penati e il prefetto, futuro commissario straordinario per l’emergenza rom, Gian Valerio Lombardi. Penati contrario allo spostamento dei nomadi in provincia proposto dal prefetto. Moratti invece d’accordo con il Prefetto, sostenendo che la ridistribuzione contestata era già prevista nel piano sicurezza, e prevede che ciascun territorio assorba le presenze a seconda della propria capacità.
Sul fronte integrazione i City Angels propongono case per i rom che vogliono integrarsi. I volontari d’emergenza che da anni operano quotidianamente sulle strade di otto città italiane e anche nelle baraccopoli sono un gruppo multietnico di volontari, alcuni di loro anche rom. “I nomadi onesti che vi abitano vanno aiutati a integrarsi con una casa e un lavoro, come da tempo avviene in Abruzzo”. Parola di Mario Furlan fondatore dei City Angels, che continua: “i rom delinquenti vanno puniti severamente e, se stranieri, espulsi”.
I numeri esemplificativi, sempre secondo le stime del gruppo di volontari: circa un terzo di loro sono persone oneste e pronte ad integrarsi; un terzo vive ai margini della legalità; e un terzo è composto da balordi o delinquenti. Aiutando gli onesti si aiuta l’intera comunità. Sul punto campi nomadi la posizione cavalca il sentimento popolare: “I campi nomadi vanno progressivamente smantellati perché sono un ricettacolo di disagio, emarginazione e criminalità, un ghetto dove comandano i più violenti e che rende impossibile l’integrazione”. Bisogna aiutare i primi attraverso un percorso di integrazione, che passi attraverso la scuola, la casa e il lavoro, e punire più severamente i criminali. Bastone e carota insomma.

Ormai è un appuntamento più o meno quotidiano, la prima notizia milanese (in termini di orario), nelle ultime settimane è sempre quella: Sgombero in Bovisasca. Uno sgombero fatto a rate, forse per dare l’impressione che si lavori tanto? Farne uno solo grosso sul piano del marketing è meno conveniente? Sono solo congetture chiaramente, però non si capisce perchè non lo facciano tutto in una volta come hanno fatto sempre in passato.
In ogni caso, anche oggi è in corso la distruzione di 150 baracche, e al tempo stesso vengono verificati i documenti di una sessantina di persone. Anche qui, perchè non verificare i documenti di tutti in una volta? Strano, no?
Tacchi a spillo, pantaloni e impermeabile stretto in vita. Questa la mise, non proprio intonata, dell’Onorevole Santanchè, candidata premier de La Destra. Accompagnata da una delegazione di esponenti del suo partito e da due donne che hanno denunciato di essere state aggredite la sera di Pasqua da un gruppo di giovani nei pressi del campo.
Davanti ad uno stuolo di fotografi, li evidentemente per l’operazione di Polizia che ha preceduto la visita della lady, ha usato parole di fuoco sull’illegalità e la sporcizia del campo rom e del fatto che il territorio viene deturpato e sottratto agli italiani da parte di gente “che andrebbe cacciata a pedate nel sedere”.
All’ingresso dal campo, ad accogliere la Santanchè, c’era anche Diana Pavlovic (nella foto de La Stampa), una giovane di origine Rom candidata alla Camera a Milano dalla Sinistra Arcobaleno. “Sessant’anni fa - ha detto alludendo alla delegazione della Destra - ci hanno gasato, ora vengono a farsi la campagna elettorale alle spalle di questa povera gente”.

Continua la lotta senza quartiere del Vicesindaco De Corato rispetto alle occupazioni abusive dei nomadi nelle aree periferiche e non di Milano. Oggi la polizia locale ha eseguito due sgomberi. Il primo sotto il cavalcavia Bacula, dove vivevano una settantina di nomadi, il secondo vicino al parco della Pecetta. In questo caso i nomadi se ne sono andati spontaneamente.
Per impedire nuove occupazioni sono stati sistemati blocchi di calcestruzzo. Mi chiedo, se dopo tutti questi sgomberi vengono trovate altre sistemazioni per gli sgomberati, visto che da qualche parte devono pur andare. Perchè mandarli via da una parte senza sapere poi dove piazzarli ha tutta l’aria del serpente che si mangia la coda.

E’ notizia di pochi minuti fa. La polizia locale ha abbattuto una decina di baracche abusive in due differenti campi nomadi, alcune in Via Dudovich e altre in Via Toledo. Le baracche al momento dello sgombero risultavano vuote. Il vicesindaco De Corato, ha detto che contestualmente agli sgomberi dei luoghi ritenuti abusivi, continuano anche le operazioni di censimento per controllare chi è in grado di provvedere al proprio sostentamento e chi non lo è.

Prosegue anche oggi il presidio dei rom davanti a Palazzo Marino, per essere riammessi al dormitorio pubblico di Viale Ortles. Come abbiamo detto in un post di ieri, i protagonisti della vicenda sono una madre e quattro figli, di cui tre in condizioni di salute non troppo buone a quanto ci è dato capire.
Oggi è intervenuto al presidio anche il premio nobel Dario Fo, insieme alla moglie, nonché senatrice Franca Rame. Riprendo dall’ANSA una dichiarazione di Fo:
“Nel momento in cui Milano si presenta come l’orgoglio dell’Europa per l’Expo questa situazione e’ inaccettabile e non puo’ piu’ continuare . E’ indegno che in una citta’ che ha avuto una lunga storia di solidarieta’ siano buttate fuori famiglie e bambini. Ai commissari del Bie avrebbero dovuto mostrare anche questa disumanità”
Nel frattempo pare che oggi altre due mamme, con relativi figli, siano state allontanate dal dormitorio.

Leggo dal sito di Affari Italiani che è in corso davanti a Palazzo Marino la protesta di una famiglia di rom sfrattati dal ricovero notturno di Viale Ortles. Il dormitorio avrebbe sfrattato la famiglia rom dopo che questa si era allontanata per assistere un parente malato, al rientro per loro non c’era più posto.
Il nucleo familiare, composto da madre e quattro figli, si è ritrovato sotto Palazzo Marino per annunciare uno sciopero della fame e chiedere di essere riammessi al dormitorio pubblico.
Varie associazioni della società civile, movimenti e partiti, hanno aderito alla protesta, che si svilupperà davanti al palazzo del comune con un digiuno giornaliero a staffetta.