
Ricordate le ronde? Per mesi non si era parlato d’altro: secondo alcuni si trattava della manna che avrebbe permesso finalmente di riprendere controllo di una città in preda alla criminalità. Altri vi hanno intravisto l’anticamera del fascismo.
Saranno delusi entrambi, ora che si scopre che sono state un flop. O un bluff, se preferite. Leggo infatti sul Corriere della Sera che l’unica ad aver fatto richiesta d’iscrizione è stata l’Associazione Poliziotti Italiani (in congedo) che già pattugliava le strade prima della nuova legge.
Le ragioni di questo fallimento? Semplici: la legge ha posto molti paletti. Troppi forse, anche se sensati. Si sono escluse ad esempio le pattuglie di ispirazione politica: quindi fuori la “Guardia nazionale italiana” in camicia bruna dell’MSI di Gaetano Saya, ma anche i Blue Berets ad esso legati e i “Volontari verdi per la sicurezza” di chiara matrice leghista.
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E se le ronde finissero in un enorme nulla? C’è anche questa possibilità, visto che rimarrà tutto fermo fino a settembre, soprattutto per questioni economiche. In quanto le ronde sarebbero composte sì da volontari, ma i soldi servono comunque - per dire, semplicemente per affittare una sede dove stare.
La norma che impedisce ai Comuni di finanziare i rondisti ha però chiaramente avuto un effetto boomerang, colpendo associazioni storiche come per esempio i City Angels, che si trovano i rubinetti chiusi e la convenzione ritirata.
Ha colpito anche - e non possiamo dispiacerci di questo, direi - i Blue Berets, uno scandalo in cui abbiamo sprofondato 517mila euro donati ad un’associazione il cui presidente apparteneva alla “dirigenza” dell’emulazione fallita dei nazisti dell’Illinois, le divise kaki della Guardia Nazionale Italiana di cui vi avevamo scritto tempo fa. Dopo il salto, trovate cosa scriveva ai tempi, nel maggio scorso, Repubblica…
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